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Social pubblica amministrazione
Questo social magazine è dedicato ai temi della pubblica amministrazione 2.0, e all'utilizzo dei social network nel rapporto tra PA e cittadini. Chiunque voglia proporre un articolo o un contenuto, può farlo utilizzando twitter con l'hashtag #socialpa. GRAZIE!
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egovnews.it - 22/02/2012

La pubblica amministrazione ha un bisogno effettivo di conoscere le necessità dei cittadini e di sapere cosa pensano del suo operato. Questi nuovi strumenti servono ad avere, da un lato, il polso della situazione per capire cosa pensano i cittadini di un determinato servizio; dall’altra parte, servono per intercettare bisogni inespressi, necessità a cui magari la pubblica amministrazione non aveva pensato, dando priorità ad altre cose


La percezione dell'ente
Il web nasce come luogo privilegiato per le connessioni e lo scambio di informazioni, un potenziale che ha assunto oggi dimensioni enormi grazie alla diffusione dei social media e dei ...

ilmattino.it - 22/02/2012
BOSCOREALE - Umiliazione pubblica per chi abbandona per strada i rifiuti e ammonimento per l’amministrazione comunale guidata da Gennaro Langella che non provvede a ripulire la città. La gogna mediatica è su Facebook per iniziativa dei cittadini che hanno deciso di pubblicare le foto imbarazzanti delle zone più degradate del comune che ha già la sfortuna di avere a poche centinaia di metri Cava Sari di Terzigno.
«Lancio un appello a tutti: fotografiamo e carichiamo su Fb centinaia di foto che dimostrano il degrado, l'abbandono, l'inciviltà che regna a Boscoreale – dice Rosa Elena Vitiello attraverso la sua pagina Boscoreale la mia città - ...
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blog.yooplus.com - 17/02/2012

Quanto vale un Enterprise Social Network ? Ha un proprio ROI (Return Of Investiment)  ?
È un valore spendibile o anche solo semplicemente utilizzabile ?

La recente valutazione di Goldman Sachs circa il collocamento in borsa di Facebook a circa 50 mld di dollari presume che ogni identità su Facebook ,vera o fasulla che sia, valga più o meno 100 dollari. Al netto dei fake e dei gruppi al giusto cambio diciamo circa 100€, è ovviamente un valore arrotondato per fare due conti con maggiore rapidità.

In cosa consiste questo valore ? Il valore consiste nella potenzialità di vendita di ogni profilo a chi effettua ricerche (marketing, sociali, tendenza, politica ecc. ecc.) o voglia vendere ...

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regione.liguria.it - 13/02/2012

La Liguria è terra tanto bella quanto fragile. Anche per questo tutte le trasformazioni del suo territorio sono seguite con la massima attenzione. Parlo di opere attese o temute, di interventi di medie dimensioni o anche di realizzazioni piccole ma importanti per le comunità locali, per il mondo del lavoro e per la coesione sociale.

Mi capita di occuparmi quotidianamente di molte di queste cose e allora è nata l'idea di raccontarne su Twitter una al giorno per ogni giorno del 2012. Certo fare 366 racconti da condensare in 140 caratteri – il massimo consentito per un tweet – non sarà facile, ma proviamo... Non è facile neppure scegliere. Racconterò di interventi pubblici o comunque realizzati ...

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egovnews.it - 09/02/2012

La strategia di fondo è costruire un rapporto forte, un dialogo costante con i pubblici di riferimento e in particolare con i giovani, sui quali l’Agenzia investe da anni per radicare nelle nuove generazioni i principi della legalità fiscale. Non a caso i prodotti pubblicati mostrano un denominatore comune: sono ideati e confezionati da giovani per i giovani


Il progressivo approdo della Pubblica Amministrazione al web 2.0 segna, almeno in linea teorica, un punto di convergenza tra l’offerta di servizi pubblici, la comunicazione istituzionale e le istanze espresse a partire dalla stagione di riforme dei primi anni ’90. Il web 2.0 rappresenta in tal senso il coronamento (ancora ideale) della ricerca di una ...

Il governo si affida a Twitter per trovare i suoi esperti. "Seguendo il metodo aperto inaugurato da Francesco Profumo, 2 posti a bando nel mio staff. Grazie per la diffusione". Con queste parole postate sul microblogging , il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, indica il link per poter leggere il testo del bando e le modalità di partecipazione (www.governo.it/Governo/ministri_senza_portafoglio/coesione/bandi. html) per essere impiegati nel suo team.

Il bando riguarda la "Procedura selettiva per il conferimento di n. 2 incarichi di esperto negli Uffici del ministro per la Coesione territoriale". Nel testo si spiega che "pur trattandosi del ...

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arpat.toscana.it - 06/02/2012

ARPAT è presente su Twitter, il popolare social network

ARPAT ha inaugurato il suo account su Twitter (@arpatoscana), la popolare piattaforma di microblogging che fornisce ai suoi utenti una pagina da aggiornare con brevi messaggi (max 140 caratteri), i tweets.

Sperimentare e collaudare la propria presenza sui social network è uno degli obiettivi che ARPAT si è data per il 2012. Tra le opzioni possibili  è stato scelto Twitter per la naturale inclinazione di questo media sociale a supportare la diffusione in tempo reale di ...

formez.it - 06/02/2012
E' attivo l'account twitter del Dipartimento della Funzione pubblica (@FunzPub). E' aggiornato con notizie e informazioni sull'ufficio e sul Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Sempificazione.
eGov - Scenari

La pubblica amministrazione ha un bisogno effettivo di conoscere le necessità dei cittadini e di sapere cosa pensano del suo operato. Questi nuovi strumenti servono ad avere, da un lato, il polso della situazione per capire cosa pensano i cittadini di un determinato servizio; dall’altra parte, servono per intercettare bisogni inespressi, necessità a cui magari la pubblica amministrazione non aveva pensato, dando priorità ad altre cose


La percezione dell'ente
Il web nasce come luogo privilegiato per le connessioni e lo scambio di informazioni, un potenziale che ha assunto oggi dimensioni enormi grazie alla diffusione dei social media e dei canali di condivisione della conoscenza (wiki, blogs, forum...). In Rete la gente è abituata a conversare e di conseguenza, in questo overload di discussioni, sapere cosa si dice di te in quanto privato, azienda o ente diventa quasi imprescindibile per curare adeguatamente la propria reputazione online. La Pubblica Amministrazione, tra i suoi compiti, ha quello di mettersi in ascolto e al servizio del cittadino. Ma i questionari di customer satisfaction spesso non sono abbastanza perché non registrano fino in fondo gli umori del cittadino e soprattutto, vengono svolti a posteriori, cioè dopo che il servizio è già stato progettato, senza riuscire ad intercettare altre necessità latenti. Mettersi in ascolto della Rete significa, innanzi tutto, capire come l’ente o il servizio che viene offerto è realmente percepito dall’esterno. Sui social media e nei vari spazi di discussione che il web offre, dai blog ai forum, ai wiki, le persone si sentono libere di esprimere i propri pensieri e - soprattutto - i propri bisogni. Esistono diveftware, sia gratuiti che a pagamento, che permettono di monitorare quanto si dice sul web a proposito di un’organizzazione o un servizio. Attenzione: non deve essere visto come un modo per spiare cosa la gente dice. Questi strumenti servono ad avere, da un lato, il polso della situazione per capire cosa pensano i cittadini di un determinato servizio; dall’altra parte, servono per intercettare bisogni inespressi, necessità a cui magari la Pubblica Amministrazione non aveva pensato, dando priorità ad altre cose. Inoltre, tools avanzati consentono anche di capire gli sono gli influencers, gli opinion leaders ai quali le persone in Rete fanno affidamento. Di conseguenza, il buzz monitoring diventa il presupposto per qualsiasi strategia di engagement, di coinvolgimento degli utenti.


Una lista ad hoc
Tra i software gratuiti, utilizzabili direttamente online e ottimi per cominciare a prendere confidenza con questi strumenti di monitoraggio, troviamo: SocialMention, Google Alert (lavorando bene sulle chiavi di ricerca, si possono ottenere dei buoni risultati), Addict-o-matic, MonitorThis e BoardReader. Ci sono poi alcuni tools focalizzati su Twitter, come Twazzup, CoTweet, Hootsuite, TweetDeck e Seesmic: alcuni di essi offrono servizi base gratuiti, mentre per i monitoraggi e le statistiche più avanzate occorre utilizzare il servizio a pagamento. Tra quelli a pagamento, spesso più completi e precisi, ci sono Radian6 e Netvibes, che oltre ad offrire un monitoraggio in tempo reale della Rete, permettono di creare statistiche e report e capire il sentiment dei contenuti diffusi sul web relativamente a un certo argomento (in parole povere, se si parla bene o male di voi e dei vostri servizi). Ascoltare cosa si dice in Rete sulla propria organizzazione i servizi offerti non è una prerogativa delle aziende, ma deve diventare un processo standard di analisi da fare a priori, prima della progettazione di un servizio. Tenere conto delle esigenze dei cittadini passa anche attraverso il monitoraggio di ciò che si dice sul web. Perché ogni buona conversazione inizia sempre con un ascolto attento.


Approfondimenti:
Un wiki con l'elenco dei principali sofwtare di buzz monitoring:
http://wiki.kenburbary.com/


Credits immagine:
http://practicalanalytics.wordpress.com/


Michela Passarin





Gogna su Facebook se abbandoni i rifiuti «Carichiamo in rete le foto del degrado» - Il Mattino
BOSCOREALE - Umiliazione pubblica per chi abbandona per strada i rifiuti e ammonimento per l’amministrazione comunale guidata da Gennaro Langella che non provvede a ripulire la città. La gogna mediatica è su Facebook per iniziativa dei cittadini che hanno deciso di pubblicare le foto imbarazzanti delle zone più degradate del comune che ha già la sfortuna di avere a poche centinaia di metri Cava Sari di Terzigno.

«Lancio un appello a tutti: fotografiamo e carichiamo su Fb centinaia di foto che dimostrano il degrado, l'abbandono, l'inciviltà che regna a Boscoreale – dice Rosa Elena Vitiello attraverso la sua pagina Boscoreale la mia città - servirà da un lato a spronare l'amministrazione e dall'altro mettere al pubblico ludibrio chi si macchia di tali gesti d'inciviltà». Detto, fatto. In poche ore sono state pubblicate decine di foto di pneumatici, sedie, frigoriferi, divani, ingombranti lasciati sia in periferia che in centro.

Anche i commenti pieni di rabbia e indignazione non si sono lasciati attendere: «Via Grotta è in uno stato pietoso nei pressi di quello scheletro di edificio, eppure basterebbe pulire una sola volta e mettere una telecamera», dice Salvatore D’Amora. Ma lo scempio non è solo in via Grotta, la stradina periferica al confine con la città di Pompei. «Questo è lo stato in cui versa via Emanuele Cirillo, premetto che è una strada principale di passaggio», denuncia Olimpia Tortora.

Al coro degli esasperati si aggiunge Fabio Donello: «Sono giorni che denuncio la presenza dei residui di un'auto incendiata: non è ordinaria amministrazione? «Altro che comune riciclone, uno dei primi in Campania e si vede», dice ironicamente Anna Maria Marano.



Social media monitoring: la PA in ascolto della Rete




Enterprise Social Network nella Pubblica Amministrazione « Il blog di Yooplus

Quanto vale un Enterprise Social Network ? Ha un proprio ROI (Return Of Investiment)  ?
È un valore spendibile o anche solo semplicemente utilizzabile ?

La recente valutazione di Goldman Sachs circa il collocamento in borsa di Facebook a circa 50 mld di dollari presume che ogni identità su Facebook ,vera o fasulla che sia, valga più o meno 100 dollari. Al netto dei fake e dei gruppi al giusto cambio diciamo circa 100€, è ovviamente un valore arrotondato per fare due conti con maggiore rapidità.

In cosa consiste questo valore ? Il valore consiste nella potenzialità di vendita di ogni profilo a chi effettua ricerche (marketing, sociali, tendenza, politica ecc. ecc.) o voglia vendere pubblicità ad un pubblico selezionato, quanto sia attendibile questo valore lo dirà il mercato e la capacità dei manager di Facebook.
Il vero problema per chi volesse e potesse usare FB per fare  analisi, sondaggi, e pubblicità è l’attendibilità di quei profili  (a volte fake e incontrollabili), l’affezione del pubblico, la usabilità di quelle informazioni.
Facebook non è un social network nato per le aziende e certamente è privo di moltissimi degli strumenti necessari per un social media aziendale o per la pubblica amministrazione, oltre ad essere completamente deficitario in termini di sicurezza, privacy ecc. ecc. (vedi l’articolo di Sean R. Nicholson)

Ma è certo che un social media ben strutturato, che abbia caratteristiche di sicurezza, privacy, possa avere gruppi moderati, strumenti di identificazione e di fidelizzazione che vanno al di là dell’uso prettamente hobbystico, potrebbe avere un valore usp; superiore ai 100€ per iscritto sia per un ente pubblico sia per una azienda.
Poter contare sulle opinioni del proprio social network, poter chiedere a gruppi di professionisti un parere tecnico, ad un gruppo di cittadini un’opinione preventiva su scelte di bilancio, di arredo urbano, di pianificazione territoriale, certamente vale e vale molto di più dei 100€ che ha individuato Goldman Sachs.
Oggi la Pubblica Amministrazione informa o intervista i propri cittadini a costi di solito elevatissimi, un social network consente di abbattere i costi in modo drastico, limitando i media tradizionali a quelle categorie che statisticamente non sono presenti su internet.





Social PA




#OpenLiguria366 racconta la regione su Twitter

La Liguria è terra tanto bella quanto fragile. Anche per questo tutte le trasformazioni del suo territorio sono seguite con la massima attenzione. Parlo di opere attese o temute, di interventi di medie dimensioni o anche di realizzazioni piccole ma importanti per le comunità locali, per il mondo del lavoro e per la coesione sociale.

Mi capita di occuparmi quotidianamente di molte di queste cose e allora è nata l'idea di raccontarne su Twitter una al giorno per ogni giorno del 2012. Certo fare 366 racconti da condensare in 140 caratteri – il massimo consentito per un tweet – non sarà facile, ma proviamo... Non è facile neppure scegliere. Racconterò di interventi pubblici o comunque realizzati col sostegno di risorse pubbliche e lo farò per quanto possibile in presa diretta, cioè in occasione di inizio o fine lavori o di una decisione importante o ancora di una visita a un territorio. In ogni caso, sempre "cose" vere, non progetti futuri.

I testi saranno per forza brevi ma cercherò di agevolare l'accesso a delibere, progetti, eccetera, per una consultazione diretta degli atti. Se possibile proverò anche a aggiornare le notizie col passare del tempo e a rispondere a richieste di chiarimenti.

Per mettere un po' di ordine in questo flusso userò l'hashtag #openliguria366; infine i tweet saranno pubblicati anche su questo sito, in modo da essere accessibili anche a chi non usa Twitter.





Il Fisco sul web 2.0: il canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna

La strategia di fondo è costruire un rapporto forte, un dialogo costante con i pubblici di riferimento e in particolare con i giovani, sui quali l’Agenzia investe da anni per radicare nelle nuove generazioni i principi della legalità fiscale. Non a caso i prodotti pubblicati mostrano un denominatore comune: sono ideati e confezionati da giovani per i giovani



Il progressivo approdo della Pubblica Amministrazione al web 2.0 segna, almeno in linea teorica, un punto di convergenza tra l’offerta di servizi pubblici, la comunicazione istituzionale e le istanze espresse a partire dalla stagione di riforme dei primi anni ’90. Il web 2.0 rappresenta in tal senso il coronamento (ancora ideale) della ricerca di una relazione paritaria tra Pubblica Amministrazione e cittadino. È evidente però che il capovolgimento del tradizionale rapporto suddito-Stato (Arena, 2005) non possa esaurirsi nelle declinazioni dell’e-government e dell’e-democracy ma necessiti di mutamenti profondi, non ancora ultimati. La transizione dal “vecchio” al nuovo web contiene un fondamentale punto di rottura, poiché implica un diverso modello relazionale: il web 2.0 si fonda infatti sul peer to peer, sulla simmetria relazionale e sull’interscambio dei ruoli di fornitore e utente, su un “tu” che non è solo una categoria grammaticale ma implica un tessuto di relazioni costante e paritetico. Sono due, in particolare, le strategie utilizzate sul web 2.0 per imitare in modo più fedele possibile l’interazione face to face:

- a) la personalizzazione della comunicazione, con la predominanza delle forme verbali dirette (prima persona singolare e plurale, seconda persona singolare) su quelle impersonali (la famosa non persona del testo burocratico tradizionale);

- b) lo stile informale, con un diffuso ricorso a fomunicazione orale (vocabolario di base in sostituzione di termini tecnici e forme stereotipate). In questa sede, il tema sarà affrontato attraverso l’esperienza dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna, che nel luglio 2011 ha lanciato un proprio canale YouTube (www.youtube.com/agenziaentrateer).



I canali YouTube delle amministrazioni fiscali estere

Tra le best practice va sicuramente menzionata l’amministrazione americana (Internal Revenue Service). L’IRS si distingue per una scelta comunicativa basata esclusivamente sulla diffusione di informazioni fiscali. Il sito, attivo dal 2009, conta 2,3 milioni di caricamenti, è disponibile in lingua spagnola e nella lingua dei segni. Un aspetto cruciale nella costruzione dell’identità aziendale è il ricorso a testimonial interni. I tax tips (“Qualche dritta sulle tasse”) sono infatti dei video confezionati “in casa” i cui protagonisti sono dipendenti dell’amministrazione che si rivolgono in tono amichevole allo spettatore, con una strategia di costruzione dialogica che non si esaurisce  nel “tu” grammaticale ma investe il linguaggio non verbale e il codice filmico.



Il canale YouTube delle Entrate Emilia-Romagna

L’apertura del canale “Entrate…on the Tube” si inserisce in un contesto politico ed economico peculiare, segnato da una crescente attenzione nei confronti dell’evasione fiscale e degli organi deputati al suo contrasto, ai quali è affidato il compito di recuperare risorse cruciali per il sostentamento delle finanze pubbliche. L’amministrazione finanziaria è così venuta ad assumere un proprio peso mediatico, affermandosi nel discordi un’immagine ormai consolidata. Il canale dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna raccoglie la produzione multimediale realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna attraverso alcuni laboratori formativi. La strategia di fondo è costruire un rapporto forte, un dialogo costante con i pubblici di riferimento e in particolare con i giovani, sui quali l’Agenzia investe da anni per radicare nelle nuove generazioni i principi della legalità fiscale. Non a caso i prodotti pubblicati mostrano un denominatore comune: sono ideati e confezionati da giovani per i giovani. Il video di apertura è il cortometraggio “Io vado, tu resti”, prodotto in collaborazione con il DAMS dell’Università di Bologna, una storia di evasione raccontata attraverso le vite incrociate di due studenti universitari. Il secondo video è lo spot “Chi evade tassa il tuo futuro”, realizzato in partnership con il corso di laurea in Comunicazione Pubblica e Sociale dell’Università di Bologna: lo spot traduce in forma concreta il contributo individuale legato al pagamento delle imposte e le conseguenze dell’evasione fiscale in termini di minori servizi. L’ultimo video è lo spot “Registra il contratto di affitto!”, prodotto da Codec.tv all’interno della collaborazione tra Agenzia delle Entrate, Università di Bologna e Comune di Bologna per la creazione di uno sportello dedicato agli studenti universitari che devono registrare il contratto di affitto.





Il ministro Barca posta su Twitter gli annunci di lavoro

Il governo si affida a Twitter per trovare i suoi esperti. "Seguendo il metodo aperto inaugurato da Francesco Profumo, 2 posti a bando nel mio staff. Grazie per la diffusione". Con queste parole postate sul microblogging , il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, indica il link per poter leggere il testo del bando e le modalità di partecipazione (www.governo.it/Governo/ministri_senza_portafoglio/coesione/bandi. html) per essere impiegati nel suo team.

Il bando riguarda la "Procedura selettiva per il conferimento di n. 2 incarichi di esperto negli Uffici del ministro per la Coesione territoriale". Nel testo si spiega che "pur trattandosi del conferimento di incarichi inerenti a rapporti ‘intuitu personae', e, pertanto, sottratti alle ordinarie procedure concorsuali, si ritiene utile, affinché la scelta degli esperti sia improntata a criteri di concorrenzialità e sia privilegiato il merito, procedere previo avviso pubblico e conseguente valutazione comparativa delle candidature".
Nello specifico "i predetti incarichi di collaborazione si riferiscono a due profili junior: a) Specialista di intervento - Laureato con una formazione idonea alla comprensione della programmazione, gestione e attuazione degli investimenti pubblici e del ciclo di progetto. b) Specialista social media - Laureato in materie congruenti con attività di comunicazione pubblica e sociale.

Seguono i requisiti di ammissione. La domanda di partecipazione deve pervenire a mezzo mail al seguente indirizzo di posta elettronica: gabinetto.coesione@governo.it entro e non oltre il 20 febbraio 2012 alle 20. Inoltre, si spiega la selezione delle candidature avverrà mediante una valutazione comparativa, integrata da un eventuale colloquio individuale. Gli esiti della selezione saranno resi pubblici sul sito del Governo alla pagina:www.governo.it/Governo/ministrsenza_portafoglio/coesione/ bandi.html.
Infine si specifica che il trattamento economico annuo lordo onnicomprensivo è stabilito nella misura di euro 27.000. L'incarico è attribuito, all'esito della selezione, con decreto del ministro per la Coesione territoriale sottoposto ai controlli di legge e decorrerà dalla data di efficacia del decreto stesso fino alla scadenza del mandato governativo del ministro Fabrizio Barca e non prevede la possibilità di tacito rinnovo.





@arpatoscana: l'ambiente in un tweet

ARPAT è presente su Twitter, il popolare social network

ARPAT ha inaugurato il suo account su Twitter (@arpatoscana), la popolare piattaforma di microblogging che fornisce ai suoi utenti una pagina da aggiornare con brevi messaggi (max 140 caratteri), i tweets.

Sperimentare e collaudare la propria presenza sui social network è uno degli obiettivi che ARPAT si è data per il 2012. Tra le opzioni possibili  è stato scelto Twitter per la naturale inclinazione di questo media sociale a supportare la diffusione in tempo reale di informazioni frequenti e istantanee.

Sul canale verranno postati aggiornamenti sull'ambiente toscano e sui principali avvenimenti dell'agenzia. In particolare:

    • notizie e informazioni sullo stato dell'ambiente toscano
    • notizie flash sugli avvenimenti del giorno e sulle attività di controllo ambientale nel territorio
    • aggiornamenti sui nuovi provvedimenti legislativi nazionali, europei e regionali
    • informazioni relative ad eventuali emergenze ambientali
    • convegni ed eventi organizzati da ARPAT o a cui l'agenzia partecipa con propri relatori
    • pubblicazioni e report prodotti da ARPAT
    • materiale multimediale (video, immagini, audio)

e altro ancora. Twitter va quindi ad integrare gli strumenti di informazione dell'Agenzia agendo come cassa di risonanza di notizie già diffuse attraverso il sito Web o altri media ma si offre anche come nuovo canale, idoneo ad accogliere e veicolare patrimonio informativo  inespresso,  come nel caso degli aggiornamenti flash.

Oltre l'uso come canale broadcast Twitter è stato integrato nel sistema d'ascolto dell'Agenzia. Infatti, in controtendenza alle abitudini rilevate nell'impiego di Twitter da parte delle pubbliche ammninistrazioni, sono state sfruttate anche le funzionalità di dialogo e condivisione offerte dal sistema: selezione di un nucleo di account da seguire (i following), rilancio di notizie ambientali provenienti da account terzi attraverso la funzione "retweet", uso degli hashtag ovvero parole precedute dal simbolo cancelletto (#)per favorire il dialogo e l'interazione con altri utenti.





Funzione Pubblica ora è anche su twitter | Formez PA
E' attivo l'account twitter del Dipartimento della Funzione pubblica (@FunzPub). E' aggiornato con notizie e informazioni sull'ufficio e sul Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Sempificazione.



Discutere col ministro su Twitter di infrastrutture e investimenti

Non capita tutti i giorni di conversare con un ministro di politica. Ieri è successo, quando il Ministro Fabrizio Barca ha risposto ad una mia considerazione rispetto agli investimenti sulla rete ferroviaria nazionale, in relazione ai disagi provocati ieri dal freddo e dalla neve. Segue la mia considerazione e il suo intervento.

Luca Conti @pandemia 1 Feb 12

Oltre a indignarci per i disservizi di oggi, dovremmo indignarci tutti i giorni sui mancati investimenti sulla rete ferroviaria nazionale!

Fabrizio Barca @fabriziobarca

@pandemia ... e tenere d'occhio quelli che si fanno. Leggete, diffondete e controllate il crono-ferrovie-Sud che esce domani ...

2 Feb 12

Il Ministro fa riferimento al “crono-ferrovie-sud” che dovrebbe uscire oggi. Con una rapida ricerca dovrei aver capito a cosa si riferisca. Nel punto 2.4 del Piano di azione coesione per il miglioramento dei servizi pubblici collettivi al sud si parla di ferrovie e investimenti.

Nel punto 2.4.4 si cita il cronoprogramma di tali investimenti, ovvero quando questi investimenti, punto per punto, verranno attuati. Si parla di 6,5 miliardi di euro per le ferrovie del sud e il 31/1/2012 è il termine fissato per definire la tempistica. Immagino oggi uscirà questo documento, quindi.

Attendo con interesse la pubblicazione del documento a cui fa riferimento il ministro e accolgo con piacere la notizia che il governo cerca di darsi da fare per promuovere il trasporto pubblico su rotaia.





Piccola guida al community manager: un nuovo ruolo dentro la PA | Saperi PA

Nell'attuale vuoto normativo per i ruoli della comunicazione 2.0 (che ci rimanda solo allalegge 150/2000) molti enti hanno attivato di propria iniziativa le pagine ufficiali sui Social Media.
Il più frequentato dalla PA è sicuramente Facebook, seguito da YouTube e poi Twitter che, essendo un sito di microblogging in 140 caratteri, funge spesso solo da volano alle notizie che appaiono altrove.

Le ricerche pubblicate finora sull’uso di questi canali, alternativi al sito ufficiale, non danno risultati incoraggianti: nel maggio 2011, secondo la ricerca di Francesco Pavan, solo 4 regioni su 20 hanno un account Facebook, mentre i comuni capoluogo di provincia con una pagina ufficiale sono 21 su 117. Youtube invece è scelta da 11 regioni su 20, e da 22 comuni capoluogo su 117. Secondo la ricerca di Giovanni Arata  (#TwitterPA) 7 regioni su 20 hanno un loro account Twitter, ma il trend di crescita non è cosi alto cosi come lo è per i privati, che negli ultimi mesi hanno più che raddoppiato le iscrizioni.
Questi dati si riferiscono sopratutto al 2010 e siamo in attesa di nuove ricerche, ma al momento non si può certo dire che il trend sia in rapida ascesa.

Eppure i tagli alla comunicazione e alla pubblicità (L. 122/2010) potevano far lanciare le pagine sui Social Media in modo definitivo essendo a costo zero e molto frequentate; anche per rinnovare URP desueti e per rilanciare in modo diverso le notizie dai i portali istituzional ormai veicoli di pubblicità legale e vincolati dal CAD e dalle linee guida (per i siti web PA e  per l’accessibilità).
Per questo credo che sia giunta l'ora di inserire nella PA anche profili che abbiano le competenze digitali giuste per questi settori.

Il community manager

Cominciamo con il Community Manager. E cominciamo dicendo subito che non ci si improvvisa CM, ci sono manuali che spiegano molto bene quali sono le abilità che devono essere acquisite e il ruolo che hanno all'interno di una strategia aziendale.
Molte PA si sono affidate a servizi esterni perfetti per lo Startup, ma perché non provare a farlo direttamente in house? D'altronde la stessa manovra sopracitata esorta gli enti a valorizzare le professionalità interne ed evitare il più possibile l'affidamento a specialisti e consulenti...

Prendendo spunto dagli skill profiles elaborati dall’IWA, esistono delle abilità di base specifiche:

    • Saper lavorare con la gente;
    • Saper Lavorare in gruppo;
    • Conoscere il linguaggio HTML;
    • Conoscere il marketing non convenzionale;
    • Conoscere il linguaggio di scrittura del web;
    • Conoscere la normativa che presiede sia la PA che il diritto d’autore;
    • Avere buona padronanza della lingua (almeno quella madre).

Non essendoci alcuna normativa che vieti o obblighi la PA ad avere un CM saranno sicuramente competenze e servizi che si vanno a sommare agli altri offerti dalle URP e, dunque, potranno solo migliorare l'immagine e la comunicazione dell'ente.

    • Pubbliche relazioni;
    • Promozione di eventi;
    • Pianificazione di eventi.

Tutte già prerogative del front office e dei responsabili URP ( L.150/2000).

Competenze e comportamento in rete

Dunque proviamo ad elaborare e definire meglio le competenze di un buon Community Manager della PA.
Prima di tutto conoscere le norme e le leggi che regolano la pubblica amministrazione. Un CM deve saper rispondere alle esigenze dei cittadini nei tempi e nei modi che la legge prevede.
Senza la conoscenza del diritto amministrativo e delle leggi che regolano i procedimenti e gli atti non è possibile poter stabilire un dialogo costruttivo coi cittadini che chiedono informazioni via web. (Le conoscenze tecniche di informatica devono ovviamente esserci. Le diamo per scontate). 

Il CM della PA deve essere flessibile e creativo, abile e convincente. Calmo e riflessivoAssertivo e mai polemico.

Deve sempre rispondere a nome dell’amministrazione. Dunque non deve mai porsi in prima persona né utilizzare la pagina per rispondere con toni troppo amichevoli o “pressapochisti”.
Non c’è cosa che da sempre irrita di più il cittadino dell’impiegato pubblico maleducato o incompetente. Far finta di sapere è sempre sbagliato, conviene sempre e comunque rispondere con una frase del tipo :“giro subito la domanda al funzionario competente così da darle una risposta certa”.
La professionalità non si lede certo con le ammissioni di ignoranza e comunque si conferma con l'impegno a dare una risposta tempestiva.

Non prendere mai iniziative da solo. Discutere di ogni “lancio” di evento sia nei modi e nei tempi col responsabile della comunicazione e con i promotori s amministratori quando si tratta di eventi politici e organizzati direttamente da loro.

Si parla di cose che riguardano direttamente l’ente e solo di queste. Non si promuovono iniziative di privati. Non si condividono eventi non promossi e patrocinati dall’Ente e, invece, per questi non si fanno distinzioni di sorta. Tutti devono essere condivisi e promossi.

Si deve seguire ogni discussione 24h.  (un flame può scoppiare in qualunque momento per cui il monitoring periodico è importante).

Devono essere condivise solo le notizie uscite dall’agenzia di stampa o quelle pubblicate sul portale dell’Ente. No a link a quotidiani, agenzie, blog che non siano di proprietà dell'ente.

Gli aggiornamenti in bacheca devono essere scritti con poche parole, chiare e precise. Linkare l'evento al portale riportando luogo data e titolo dell’evento nello status. Nessun commento o giudizio di valore sul contenuto né descrizioni prolisse. Evitare il copia e incolla di interi comunicati stampa nello status .

Mai cancellare i commenti o moderarne i contenuti. Tanto qualcun altro li segnalerà e saranno direttamente gli amministratori di Facebook (o Youtube o altro) a rimuovere i contenuti inopportuni.

Qualche consiglio per l’utilizzo dei principali social network

    • Per quel che riguarda Youtube dà molta visibilità e offre un ottimo servizio gratuito di SEO (ottimizzazione del posizionamento sui motori di ricerca). Ricordiamo che i video visti su Facebook non implementano i numeri di visualizzazioni dunque in questi casi conviene anche farli embeddare dai giornali online e TV.
      L'uso di Youtube serve anche a liberarerver. Niente più FTP o chiavette USB. Questo risponde anche ad uno dei principi  della pubblica amministrazione: l’economicità.
    • Non dimentichiamo Flickr per l'hosting fotografico. Oltre a liberare i server mantiene la proprietà sulle foto. Dunque prima caricare le foto su Flickr poi linkarle su Facebook (i due siti hanno politiche sulla gestione dei contenuti molto diverse, ed occorre controllarle sempre - anche per la privacy policy - prima di utilizzare qualunque nuovo servizio on line).
    • Altro servizio che può essere usato è Tumblr, un servizio di blogging gratuito. Utile per un grande evento, per una manifestazione, per un progetto da condividere. Ha template gratuiti e applicazioni specifiche per i singoli dispositivi (pc, smarphone, tablet etc).
    • Non parlo di come utilizzare Google+ perché avendo Google cambiato totalmente la sua privacy policy non ci sono ancora sufficienti analisi per verificare la compatibilità con la nostra normativa, solo esempi diametralmente opposti: il garante della privacy norvegese che&nref="http://www.techeconomy.it/2012/01/26/norvegia-proibite-le-google-apps-nelle-organizzazioni-pubbliche/" target="_blank">vieta l'uso dei servizi di Google apps per dubbi sulla conservazione dei dati e il Presidente Obama che risponde ai cittadini in diretta via web con servizi di Google (con oltre 130.000 domande inviate dai suoi cittadini). Attendiamo dunque analisi accurate anche da noi per capire come poter usare i tanti servizi che Google oggi offre.

Un Community Manager dentro la PA può solo contribuire a migliorare la comunicazione avendo a disposizione anche una grande risorsa altrimenti indisponibile: il feedback del pubblico in tempo reale. L'esempio della conferenza via web di Obama ne è una conferma e in campagna elettorale si può immaginare quanto siano utili questi "sondaggi popolari" a costo zero.  

 

* Francesca Sensini è Web Content Editor al Comune di Città di Castello





eGov - Scenari

Appena arrivo in un posto, mi registro e 'tutti lo sanno'. Ma non solo: il senso di Foursquare, ben rappresentato da Visit Tuscany, è l'ottenimento da perte del turista di informazioni live su qualsiasi meta si desideri visitare. Il tutto, ovviamente, è più strutturato e completo quanti più followers ci sono: la dimensione 'social', insomma, la fa ancora da padrona


So.Lo.Mo., un acronimo che sta per Social Local Mobile e che riassume in tre parole il nuovo trend di fruizione delle informazioni. Il turista rappresenta l’esempio più tangibile di questa rivoluzione nei comportamenti del consumatore. Strumenti come tablet e smartphone consentono di avere accesso a contenuti in mobilità e sempre più geolocalizzati. Questo è un vero vantaggio per il turista che arriva in un luogo che non conosce e può ottenere informazioni in tempo reale e molto mirate in relazione al posto in cui si trova. A tutto questo si aggiunge l’ingrediente fondamentale delle innovazioni in campo comunicativo e tecnologico e cioè la dimensione sociale. Il turismo porta con sé, più di ogni altro campo, le caratteristiche di condivisione e passaparola che con i social media e le applicazioni mobile trovano la loro massima espressione. Foursquare fa parte della panoramica di LBS (Location Based Services) che stanno crescendo in maniera esponenziale in questi ultimi due anni. Nato nel 2009 da un’idea di Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, oggi conta 10 milioni di utenti e un miliardo di check-in.


Toccare con mano
Cosa può fare un ente di promozione territoriale con Foursquare? Un esempio pratico: Visit Tuscany. Il social media team di Fondazione Sistema Toscana sta realizzando un ottimo lavoro di promozione turidella Regione utilizzando Foursquare. La pagina conta più di 11.000 followers e ad oggi la Toscana è la regione più geolocalizzata d’Italia. Questo significa rendere visibili e direttamente fruibili dal turista che si trova in giro col suo smartphone una serie di contenuti utili per orientarsi e godere fino in fondo delle risorse del luogo. Visit Tuscany contiene liste tematiche, ovvero raccolte di consigli (tips) su vari luoghi da visitare e, secondo una scelta strategica molto intelligente, alcuni tips sono presenti anche in alcune porte di accesso al territorio toscano, come aeroporti e stazioni ferroviarie (anche all’estero). Un’amministrazione pubblica che si occupi della promozione turistica non può prescindere dall’utilizzo di questi strumenti di geolocalizzazione. Ancora forse poco conosciuto in Italia, Foursquare è molto utilizzato all’estero e può essere un interessante canale di contatto con il turista straniero che viene nel nostro Paese, permettendo alla PA di accompagnare il visitatore passo dopo passo durante il viaggio.



GLOSSARIO
Venue: è il luogo, la sede fisica di un esercizio commerciale o un monumento. Ogni venue contiene le informazioni sul luogo e può essere gestita direttamente dal proprietario ufficiale (attraverso il claim), che in questo modo ha anche accesso alle statistiche sugli utenti che fanno check-in nella propria venue.
Check-in: cuore pulsante di Foursquare, è l’azione con la quale un utente dice ai suoi amici dove si trova in quel preciso istante. Ad ogni check-in si guadagnano dei punti che incidono sulla classifica generale nella quale si è in competizione con i propri amici.
Tips: sono i consigli che un utente lascia relativamente a un luogo in cui ha fatto ssono essere corredati da foto e testo (massimo 200 caratteri) e possono essere condivisi su Facebook e Twitter.
Badge: sono “adesivi” virtuali che l’utente guadagna facendo check-in; servono a premiare la sua fedeltà di assiduo frequentatore di un determinato luogo.
Special: sono le offerte e le promozioni che un gestore di una venue può regalare agli utenti che fanno check-in nella propria venue.
Mayorship: è un altro meccanismo ludico di Foursquare che premia gli utenti più fedeli, facendoli diventare “sindaci” di un luogo che frequentano spesso.
Branded Page: è la pagina personalizzata gestita da un ente o un’organizzazione privata per promuovere un’idea, un marchio, uno stile attraverso liste di tips.


Michela Passarin





social-media

Da Facebook a Twitter, passando per Linkedin e tuffandosi nella nuvola. Dal cloud consapevole ai sistemi ‘saas’ già super-utilizzati dall’utente ma non ancora perfettamente conosciuti in tutte le loro possibilità. Il convegno “Applicazioni internet a servizio della promozione turistica: strumenti ed opportunità per la rete di informazione turistica regionale” del 17 gennaio, organizzato dalla Regione Emilia Romagna Servizio Commercio, Turismo e Qualità Area Turistica, ha messo in evidenza gli aspetti legati alla creazione di nuovi contenuti e alla condivisione degli stessi tramite i social media

L’era della condivisione: addio alla chiavette Usb?

“Quanti di voi hanno un profilo su Facebook? E su Twitter? Quanti usano Foursquare?”. Domande a bruciapelo per una platea molto interessata, quelle con le quali Claudio Forghieri, direttore scientifico di E-GOV e moderatore del convegno, coinvolge subito la ‘folla’ nel tentativo di capire come la rete stia effettivamente cambiando la consapevolezza di chi ogni giorno può utlizzarla, rendendo migliore la vita per se stesso, per l’amministrazione per la quale lavora e per i turisti che ogni anno popolano l’Emilia Romagna, storica meta per visitatori italiani e stranieri. Ottanta per cento, trenta e 15, rispettivamente, la penetrazione dei tre social network più ‘famosi’ del web. “Beh, tutto sommato pensavo meglio”, il commento di Forghieri, che poi parte a spron battuto soffermandosi sul mostro sacro di giornata, il cloud computing, da tantissimi già usato ma da pochi perfettamente compreso. “Dall’applicazione sulla singola macchina, ad esempio word ed excel per Office, si passa a un’applicazione che sta sulla rete, e quindi sulla nuvola. Gmail è un servizio di cloud conternet, mentre il resto è sui server di Google sparsi per il mondo“.

Poi, Facebook. Il re dei social media. “E’ un’applicazione software as a service, le cosidette SAAS – continua -. Conoscente anche DropboxE’ un piccolo programma grazie al quale tutti i file copiati e inseriti nel ‘box’ vengono immediatamente duplicati su un altro pc che ha il permesso di farlo. Voi usate ancora le chiavette? Ecco, con Dropbox non vi servono più…”. Si, dimenticavamo Google Docs, altra applicazione SAAS. Tutto molto bello, sempre presupponendo di disporre di una buona connessione Internet, altrimenti ‘ti saluto’. “Sono i documenti su cui lavoro e che possono vedere solo chi voglio io, non sono più solo i miei documenti“. Il tutto porta per forza di cose a innegabili pregi e difetti. I vantaggi? Nessuna installazione, nessun bisogno di acquisti e licenze con abbonamenti spesso gratuiti, nessun upgrade visto che gli aggiornamenti sono automatici, accesso e condivisione immediati, e username e password quali assicurazione contro qualsiasi crash del sistema o rottura del pc. Ok, ma non è tutto oro quello che luccica, giusto? “No, ci sono pure degli inghippi: siamo legati mani e piedi a Internet, e la sicurezza è quella che è. Mi spiego meglio: il server sta in remoto, non abbiamo controllo sulla privacy”.





Case history di un errato utilizzo di Twitter | Web e Turismo

La comunicazione è perennemente in trasformazione. Cambiano i media, cambia il messaggio, cambiano le persone. Un’azienda, così come una Pubblica Amministrazione, dovrebbe essere sempre attenta ad ogni singolo cambiamento per poterne cogliere le opportunità. Purtroppo l’Italia e – ahime! – la Penisola Sorrentina stanno pagando dei ritardi accumulati negli anni e che bisognerebbe colmare con tanta umiltà e tanta buona volontà.

Alcuni personaggi politici stanno tentando di adattarsi a quelli che giudicano i “nuovi mezzi di comunicazione” senza accorgersi che, poi, tanto nuovi non sono più. Così qualcuno ha creato un sito web, altri una pagina fan su Facebook (che aggiornano soltanto in campagna elettorale), qualcun altro ha creato un account su Twitter. Ed è proprio di quest’ultimo che voglio parlarvi oggi.

La parola “Social Network” significa rete sociale, quindi, si presuppone, dovrebbe favorire i rapporti sociali. In particolare, un Amministratore Pubblico, attraverso questi strumenti, ha la possibilità di creare un canale di comunicazione diretto con i propri cittadini. Quale opportunità migliore per ascoltare i bisogni della Città direttamente dai loro “tweet”? Purtroppo, a fianco a casi positivi come quello del Senatore Raffaele Lauro (@raflauro) che interagisce con i propri “follower” in prima persona, troviamo casi meno positivi come quello del Sindaco di Sant’Agnello Gian Michele Orlando (@GianMicheleOrla) che ha ben pensato di “proteggere” i propri “tweet”. Cosa signifigrave; per poter leggere ciò che scrive, bisogna chiedergli il permesso. Molto “socievole”, no?

Lo stesso ing. Orlando ha da poco pubblicato sul proprio sito ufficiale un post nel quale rende pubblica la sua volontà di ricandidarsi alla carica di Sindaco per le prossime elezioni comunali. Carissimo Sindaco, prima di ricandidarsi, “chieda il permesso” ai suoi cittadini!

A livello nazionale la situazione non migliora. C’è Nichi Vendola (@NichiVendola) che continua imperterrito ad usare Twitter come se fosse Facebook. Messaggi non ottimizzati ben più lunghi dei 140 caratteri previsti che costringono i follower a dover cliccare sugli Shortened Link per poter leggere il messagio per intero. Certo che il buon Nichi, nel proprio profilo ha avvertito “Presidente della Regione e Presidente di Sinistra Ecologia Libertà, a cui forse non basteranno i 140 caratteri”, ma è come dire “Vescovo al quale forse andrà stretto il voto di castità”! Se sei su Twitter ti devi adattare alle dinamiche comunicative di Twitter!! E speriamo che faccia tutto da solo perché se paga qualcuno per twittare per lui…è drammatico!

E cosa dire di Pierferdinando Casini (@Pierferdinando)? Forse abituato ai telegrammi gli è stato più facile adattarsi ai 140 caratteri, ma non riesce nel modo più assoluto ad essere “comunicativo”. Il “telecronista di Twitter” lancia “titoli da prima pagina” attraverso il proprioormazione, ma priva di confronto. Così possiamo trovarci di fronte a tweet del genere “Non vogliamo scontri ideologici sull’ #articolo18, ma non sia considerato un totem. E’ ampiamente perfettibile”. Cioè, fammi capire, che cosa stai dicendo? Che è sto’ totem? Io sono un cittadino tendente all’ignoranza politica (perciò do delega ai politici di amministrare), mi vuoi spiegare che state decidendo riguardo all’articolo 18?

Forse il problema è che sono un idealista. Quando venne fuori il fenomeno dei personaggi pubblici sui Social Network davvero credevo che stavamo assistendo alla concretizzazione del concetto di “cittadinanza attiva”, quella cittadinanza che non viene chiamata solo al voto, ma che dopo le elezioni può dire la sua ed essere ascoltata. Può avere la possibilità che le proprie idee vengano accolte o perlomeno valutate. Non dico a livello nazionale, ma almeno a livello comunale questo sarebbe possibile e sicuramente ne trarrebbero vantaggio i nostri cari impiegati pubblici assunti con pubblico concorso elettivo…!





La Casa Bianca sbarca su Google+ | Webnews
Barack Obama non ha voluto essere secondo a Lady Gaga, la popstar del momento che pochi giorni fa si è unita a Google+ spinta da Big G nella speranza bissi i successi virtuali raggiunti su Facebook e Twitter. E, sebbene il presidente avesse già inaugurato un profilo personale dallo scorso novembre, anche la Casa Bianca ha aperto una propria pagina sul social network di Google.

La notizia non è di per sé straordinaria, considerato come l’amministrazione Obama abbia fatto del Web e dell’interazione social un punto di forza sin dal suo insediamento. Lo diviene, tuttavia, se si pensa come la Casa Bianca su Google+ farà da apripista per numerose altre istituzioni governative, fino ad ora restie perché in cerca di rassicurazioni da parte di Big G. Pare che il team legale del Presidente abbia studiato a fondo la questione con Google stessa, appianando ogni dubbio in merito alla sicurezza che deve essere accordata alla personalità più importante del globo e al suo staff.

Ad annunciare la nuova avventura social presidenziale è Kori Schulman, direttrice del White House’s Office of Digital Strategy:

«A partire da oggi, siamo entusiasti di annunciare che potrete seguire la Casa Bianca anche su Google+. Dal primo giorno, il Presidente Barack Obama ha chiarito come la sua amministrazione sproni l’impegno e la partecipazione pubblica. È per questo che abbiamo lanciato il tool di petizione “We the People” ed è per questo che si può seguire la Casa Bianca su Twitter, Facebook, LinkedIn e in altri luoghi del Web. Questi sono solo alcuni dei modi con cui ci proponiamo di interagire con gli americani sui temi che contano di più – e ora siamo lieti di aggiungere Google + a questa lista»

L’obiettivo è quello di spingere gli elettori a una partecipazione attiva, con la possibilità di conversare in diretta con gli esperti o di integrare social diversi nel dibattito, così come o dalla Schulman.

«Benvenuti nel profilo Google+ della Casa Bianca! Qui troverete notizie sul blog, foto e video dal dietro le quinte più la possibilità di interagire con i funzionari dell’amministrazione. Una delle feature di cui siamo più entusiasti è Hangouts. Sulla nostra pagina Google+ organizzeremo diversi hangout con funzionari dell’amministrazione su argomenti come l’economia e la tecnologia. Alcuni utenti di Google+ saranno invitati agli incontri e converseranno con gli esperti. Ma la migliore parte è che, anche qualora non foste “dentro” l’hangout, potrete assistere al suo streaming su WhiteHouse.org, sulla pagina Google+ o sul canale della Casa Bianca su YouTube. Per iniziare alla grande, vogliamo sapere le vostre opinioni sulla nostra pagina. Cos’altro vorreste vedere ? Avete un’idea geniale per un hangout o propositi sugli aggiornamenti più interessanti? Fatecelo sapere. Non vediamo l’ora di sentirvi».





Provincia Bat, la Formazione Professionale è ora su Facebook | Edizione di Barletta – Andria – Trani – Il quotidiano italiano
(20 gennaio 2012) BAT- Anche la Pubblica Amministrazione della provincia di Barletta-Andria-Trani approda su Facebook, con l’intento di offrire ai cittadini alcuni servizi di agevole fruizione. Nello specifico, il Servizio Formazione Professionale del VI Settore funzionale della sesta provincia pugliese ha attivato sul social network il profilo “BAT FORMING”.

L’iniziativa scaturisce da un progetto-obiettivo che vede coinvolti numerosi dipendenti dell’Ente (Altamura Rosanna, Lucia Carone, Maurizio Vendola , Carmela Ilaria Cannito e Giuseppe Martiradonna) e che ha lo scopo di migliorare la comunicazione con i cittadini, informando gli stessi sull’operato del servizio formazione professionale sia finanziata dal Fondo Sociale Europeo, sia autofinanziata, per tutte le iniziative promosse e le opportunità fruibili sul territorio, cercando di condividerne nel contempo opinioni ed idee, delle quali farne tesoro.

L’idea di intercettare gli utenti attraverso il popolare social network frequentato in particolar modo da giovani, è maturata dalla necessità di modernizzare l’approccio col cittadino varando la così detta “Amministrazione 2.0”.

Non più quindi una semplice vetrina ma l’Amministrazione Partecipata che interloquisce col cittadino con risposte puntuali, tanto da utilizzarlo come Stakeholder.

Oggi oramai non basta più propagandare l’attività amministrativa, in quanto occorre misurare la percezione che la gente ha della stessa, in particolar modo quando si tratta poi di materia che ha una stretta connessione col tema dell’occupazione, considerato a giusta ragione vera piaga sociale.

“Nel territorio della BAT il cittadino è Azionista dell’Amministrazione Provinciale, all’interno della quale personalmente mi sento addosso tutta la responsabilità di chi ha da onorare il mandato ricevuto”, dichiara l’assessore Pompeo Camero.

“Spero di poter trasformare in interventi concreti tutti i suggerimenti che i cybernauti mi vorranno porgere”, conclude.





Una Pubblica amministrazione a tutta app. O quasi

“Una pubblica amministrazione vicina al cittadino”. Da almeno quindici anni è uno degli slogan più gettonati quando si parla di miglioramento dei servizi della Pa. La differenza è che oggi la diffusione delle nuove tecnologie rende il proclama meno vacuo. Almeno in teoria, infatti, la prossimità all'utente non implica più il contatto faccia a faccia e alcuni servizi possono essere erogati dove e quando le persone ne hanno bisogno grazie agli smartphone e alle reti cellulari di terza generazione. Ma quanto di questa visione promessa dai dispositivi mobili di nuova generazione si sta trasformando in realtà? 



Una prima (e parziale) risposta può essere cercata nella lista di applicazioni per smartphone sviluppate dalle amministrazioni pubbliche e raccoltedal portale Dati.Gov.It, che mette a disposizione i dati delle amministrazioni pubbliche a chi voglia usarli. Non si tratta di un elenco esaustivo – la redazione del sito fa sapere che è un lavoro in corso – ma costituisce un “campione” in qualche modo ufficiale e rilevante. E ci dice che il percorso che Pa deve fare per arrivare nelle tasche degli utenti è ancora lungo. Molte, infatti, sono le applicazioni in elenco solo descrittive o celebrative che non offrono veri e propri servizi. Parecchie si limitano a riprodurre in versione app il sito web, un'operazione a volte utile ma che non aggiunge funzionalità pensate appositamente per la mobilità. Solo poche, infine, appaiono progettate per sfruttare le possibilità di geolocalizzazione dei telefonini di ultima generazione. 



Traffico e mezzi di trasporto – Tra queste ultime la maggior parte ha comeità. Ne offrono un buon esempio, applicazioni come Roma Bus e iATM dell'azienda municipalizzata dei trasporti di Milano che ottengono, nel sistema di rating dell'App store di Apple, buoni riscontri dagli utenti. Entrambe informano in tempo reale sugli orari dei trasporti pubblici e su eventuali problemi del traffico, mettendosi dal punto di vista del cittadino attraverso le tecnologie che permettono di individuare la posizione dell'utilizzatore del dispositivo. L'applicazione dell'Atm sfrutta anche la tecnologia della cosiddetta "realtà aumentata". Basta cioè attivare la videocamera dello smartphone per visualizzare sul display le fermate più vicine in superficie o del metrò con la relativa distanza. Un meccanismo possibile grazie al gps che rileva l'esatta posizione degli smartphone e la incrocia con i dati presenti nel software. Anche l'applicazione romana offre informazioni sul traffico, la viabilità e il trasporto pubblico, con indicazione delle linee deviate, scioperi, cortei e orari del servizio e dà informazioni in tempo reale anche sul passaggio degli autobus a una determinata fermata. Una funzione molto utile, quest'ultima, se si considera che non tutte le fermate della città sono dotate di display con aggiornamento sugli orari. ToGo non è una app in senso stretto (non può infatti essere scaricata) ma è un servizio web ottimizzato per la visualizzazione via browser sul cellulare. Proposta dalla provincia di Firenze, è una mappa che indica tutti i disagi alla viabilità nel territorio provinciale tenendo conto della posizione di chi chiede le informazioni. Tra le applicazioni di maggiore qualità e utilità inserite nell'elenco di Dati.Gov.It c'è anche iCCIIS, del servizio di informazioni sulla viabilità autostradale del ministero dei Trasporti. Si tratta di una mappa che mostra attraverso simboli differenti le difficoltà di transito lungo tutta la rete autostradale italiana. Cliccando sul simbolo, o scegliendo da un menu il segmento di arteria che ci interessa si ottiene il dettaglio del problema: una coda, la presenza di neve, la chiusura di un tratto, eccetera. Inoltre, l'applicazione invia aggiornamenti geolocalizzati. 



Tecnologia e strategia - Non tutte le app pubbliche presenti nel catalogo di Dati.Gov.it si distinguono per capacità di sfruttare le potenzialità del mezzo. Difficile, per esempio, capire quale possa essere il valore aggiunto dell'applicazione (non ancora disponibile, per altro) del ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione che dovrebbe permettere di leggere il testo del nuovo Codice dell'amministrazione digitale varato nel gennaio 2011. Non basta il testo a disposizione sul web? Analogo discorso per “Le chiavi della città” del Comune di Parma pensata per i neomaggiorenni: racchiude la Costituzione italiana, lo statuto del Comune e una lettera del sindaco Pietro Vignali nel frattempo dimessosi dalla carica. Lodevole l'iniziativa di coinvolgimento civico dei giovani ma non è detto che le modalità medium scelti siano corretti. “A volte la sensazione è che le amministrazioni pubbliche imbocchino il sentiero dell'app più per moda che sulla base di un'analisi del servizio offerto o dell'obiettivo dell'organizzazione”, conferma Paolo Testa, direttore di Cittalia, Centro di ricerca dell'ANCI, l'associazione dei Comuni italiani. “Non è la tecnologia il problema, ma la strategia: quel che manca, spesso, è la capacità di ripensare il servizio e l'organizzazione alla luce delle potenzialità degli strumenti”. 



Qualche esempio
 – L'osservazione è confermata dall'analisi di un altro blocco di applicazioni presenti nel catalogo di Dati.gov.it. Vanno oltre la mera trasposizione di un testo in formato app ma allo stesso tempo manca lo sforzo di ripensare l'offerta in mobilità o è assente quel tipo di servizi che davvero potrebbe fare la differenza. iMIBAC top 40, per esempio, è una mini-guida di 40 tra i musei i monumenti più visitati d'Italia con schede e immagini. Il problema è che la possibilità di prenotare e pagare per l'accesso a questi luoghi direttamente dal cellulare – funzionalità che davvero potrebbe fare la differenza - al momento vale solo per il Colosseo. Nel caso di Linea Amica, il progetto di contact-center per il cittadino voluto dall'ex ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, l'app altro non è che una riedizione del portale su smartphone senza grandi adattamenti. Per esempio, la ricerca degli indirizzi degli enti deve essere fatta manualmente quando una prima scrematua grazie alla geolocalizzazione aiuterebbe. In compenso, il servizio di chat funziona e si può dialogare virtualmente con un operatore anche in mobilità. Discorso analogo per iPatente, versione “applicata” del portale dell'automobilista. In effetti è utile avere i servizi del sito anche sul cellulare ma, per esempio, visualizzare su una mappa le officine autorizzate nella zona in cui ci troviamo grazie al servizio di localizzazione del telefonino senza dover digitare il comune o il Cap e ricevere una lista testuale non guasterebbe. 



Prima fase
 – Quanto la situazione fotografata dal catalogo di Data.Gov.it è rappresentativa della situazione italiana? Secondo Gianni Dominci, direttore generale di ForumPa, azienda che da anni studia la comunicazione delle amministrazioni pubbliche e sta raccogliendo un proprio catalogo di app, il quadro complessivo non è molto dissimile: “E' un po' come agli albori dei siti web pubblici: c'erano i siti vetrina e quelli invece che provavano a offrire servizi. Con le app è uguale. Ci sono quelle che riproducono il portale, la maggioranza per ora, quelle che sono sviluppate solo per poter dire 'ci siamo anche noi', e quelle che provano a sperimentare, che sono soprattutto nell'ambito della mobilità”. Se questa è la fotografia del presente, quali le prospettive, allora? La storia – secondo Dominici - insegna che l'evoluzione non è necessariamente lineare: “Dieci anni fa pendualmente si sarebbe passati dai siti pubblici solo informativi all'interazione. Ma il processo è stato ed è difficoltoso: nel momento in cui interagisco con gli utenti devo anche cambiare la mia organizzazione e i miei processi, cosa impegnativa che non sempre viene fatta”. La speranza, allora, è che le app possano essere per la PA una spinta in questo senso e non un'altra occasione persa.



Google Plus: il +1 può essere utile alla PA?

Oltre 40 milioni di iscritti in sei mesi, 3,7 miliardi di foto caricate, 5 miliardi di impressions generate dai pulsanti +1 : Google Plus, il nuovo social network di casa Google, ha registrato numeri da record in poco tempo. Quali sono gli strumenti di G+ che possono risultare utili anche alla Pubblica Amministrazione?



Le Cerchie 'mirate'

Alle organizzazioni pubbliche e private Google Plus vieta categoricamente (pena la cancellazione dell’account senza preavviso) di utilizzare profili personali, ma è possibile creare una Pagina G+, gestibile da uno o più amministratori. Interessante è la segmentazione degli utenti in base al meccanismo delle Cerchie. L’organizzazione delle Cerchie è fondamentale perché consente non solo di avere un’idea precisa della tipologia di utente che ci segue, ma anche di inviare messaggi mirati e rilevanti. Google Plus, poi, dà la possibilità di creare delle sessioni di videochat - i Videoritrovi - pubbliche o per alcune Cerchie: molto utile per PA che si interfacciano in tempo reale con i propri utenti (ad esempio, URP o altri uffici a stretto contatto con i cittadini).



Molto più di un semplice +1

La vera rivoluzione, però, sta nell’integrazione tra i risultati di ricerca e il mondo social tramite il pulsante +1. Per sfruttarlo al meglio, è necessario inserire il +1 nei post del sito istituzionale insieme al badge G+, che rimanda alla Pagina ufficiale sul social network. Gli utenti iscritti a G+ potranno manifestare attraverso un semplice click il proprio interesse per un contenuto, che verrà visto anche dai propri amici sia sul sito che ospita il post, sia nei risultati del motore di ricerca. Google Plus fa leva sul concetto di influencer: vedere che amici o Pagine seguite htto +1” su un risultato del motore di ricerca è indice che quel link è affidabile e rilevante. G+ tiene traccia in un unico punto di tutti i “+1” che gli utenti hanno fatto sui post della pagina stessa o del sito web e grazie allo strumento ECO è possibile seguirne il processo di condivisione. Nel mare magnum del web, la possibilità di discriminare contenuti rilevanti è fondamentale per orientarsi. Senza dubbio, Google Plus è una piattaforma ancora in evoluzione e le cui potenzialità devono ancora essere studiate nel loro impatto sul lungo periodo. Ma la Pubblica Amministrazione può cercare di utilizzare questo canale, evidenziando in maniera social  gli argomenti di interesse per la cittadinanza.





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La tragedia della Costa Concordia sta mettendo in luce una serie di problemi e direi follie. Fa spavento la superficialità con la quale questi giganti vengono fatti passare vicino alla costa. Adesso leggo questo tweet del ministro Clini:

“@corradoclini: Stiamo ragionando sul passaggio delle navi da crociera anche a Venezia davanti a San Marco. Pensiamo a percorsi alternativi in laguna.”

A parte che apre il cuore vedere un ministro che comunica usando i social network, non posso che essere d’accordo. Questa qui sotto è una sequenza che ho preso sulla Giudecca nel maggio 2009. È vero che è trainata da un rimorchiatore, ma si rendono conto di vuol dire far passare quel gigante in un canale, per quanto grande, di Venezia?

P.S.: Oltre alle perdite di vite umane e alle tragedie di quelle famiglie, quanto costerà alla Costa Crociere la follia di quella manovra? E quanto costerà al turismo italiano? E quanto alla Fincantieri che fa le navi per la Costa Crociere?

Alla fine, quanto costerà al nostro paese questa follia umana?