Le pietre del mistero
STATUE STELE
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statuestele.org - 30/04/2012

Lunedì 30 Aprile 2012


Marzo 2012 - Ritrovata a Monti di Licciana una testa di statua-stele (Venelia V)

Dal 01/03/2012 al 30/06/2012



Il territorio di Monti di Licciana sta per divenire, al pari di Sorano, Filetto, ...

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emscuola.org - 29/01/2012
emscuola.org - 29/01/2012
In Italia Settentrionale le statue stele sono principalmente diffuse in Lunigiana, in Val d’Aosta e in Lombardia (Valcamonica e Valtellina) (41), mentre un gruppo denominato “atesino” si sviluppa con un notevole addensamento di resti in Trentino e in Alto Adige (42).
Gli oggetti rappresentati, in particolare le armi, confrontati con oggetti reali rinvenuti negli scavi archeologici, permettono di datare le statue stele al III millennio a.C.
Sul fenomeno delle statue stele antropomorfe esiste una nutrit letteratura, alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti . In questa sede importa sottolineare ...
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statuestele.org - 12/12/2011
Le Statue Stele, rinvenute negli anni nel territorio della Lunigiana Storica, rappresentano il più antico e misterioso patrimonio di questa terra: il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, allestito nella prestigiosa cornice del castello del Piagnaro di Pontremoli, offre la possibilità di un suggestivo ed emozionante viaggio alla scoperta di queste antiche testimonianze scolpite nella pietra...
Le Statue Stele, rinvenute negli anni nel territorio della Lunigiana Storica, rappresentano il più antico e misterioso patrimonio di questa terra: il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, allestito nella prestigiosa cornice del castello del ...
Nel territorio della Lunigiana storica sono stati ritrovati numerosissimi monumenti preistorici in pietra, create in un lungo periodo di tempo, dal III millennio prima di Cristo al VI secolo a.C. Molto probabilmente, il numero di statue stele ritrovate è minimo rispetto a quelle ancora seppellite in boschi o murate in vecchie case. Il gruppo di stele ritrovate in Lunigiana può essere considerato il più omogeneo e significativo di tutta Europa. I luoghi delle scoperte interessano principalmente il punto d’incontro del Magra con i torrente Aulella e Taverone, la zona della selva di Filetto, la zona di Sorano a Filattiera e la Lunigiana orientale.
Le statue rappresentano uomini, ...
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by mariavittoria - 10/12/2011
Grazie del link Marina, è davvero un bell'archivio di immagini!
La statua stele del manifesto, se non mi ingannano gli occhi, non è presente tra le 122 foto; da una prima ricerca che ho fatto online l'immagine scelta per il manifesto sembrerebbe la statua stele di Bigliolo. Se guarda le immagini che ho inserito in questa pagina vedrà che le due statue stele in questione hanno in comune l'appartenenza a quello che viene classificato come gruppo C, ma sembrano ...
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app.emarketeer.com - 10/12/2011
IL TEMPIO DEL SOLE - 17 e 18 Marzo 2012
Sala Aurea della Camera di Commercio di Parma
Il Convegno

Il convegno è indirizzato principalmente ad archeologi, ma anche a storici, studenti e appassionati di storia antica e ha lo scopo di creare un momento di riflessione e confronto intorno alle più recenti teorie che riguardano le civiltà che popolarono le sponde del Mediterraneo e i cosiddetti “Popoli del Mare”, ovvero quelle genti che – sul finire dell'Età del Bronzo – si mossero in grandi ondate migratorie lungo le coste dell'Europa, dell'Asia minore e dell'Africa, turbando gli equilibri preesistenti e gettando le basi per nuovi assetti politici, culturali e militari.

I ritrovamenti archeologici ci consegnano oggi l'immagine di ...
sarzana.org - 10/12/2011
Quelle del gruppo C, evidentemente le ultime in ordine di tempo, hanno l'aspetto di una vera statua con la marcatura del volto e del collo abbastanza naturale.

Sono tutte maschili e mostrano una fascia a modo di cintola, asce, giavellotti, pugnali.

Esse inoltre portano incisi segni dell'alfabeto etrusco.

Ciò sta a dimostrare che furono scolpite quando vi erano contatti fra i due popoli e che quindi era conosciuto l'uso del bronzo e del ferro (fine del VI secolo - inizi del V a.C.).
Statua Stele di Bigliolo
Castello del Piagnaro opening hours 2012




30.04.2012





IN PRIMO PIANO - Museo delle Statue Stele Lunigianesi

Lunedì 30 Aprile 2012


Marzo 2012 - Ritrovata a Monti di Licciana una testa di statua-stele (Venelia V)

Dal 01/03/2012 al 30/06/2012



Il territorio di Monti di Licciana sta per divenire, al pari di Sorano, Filetto, Groppoli, Pontevecchio, uno dei territori ad alta densità di ritrovamenti di stele, alle quali viene assegnato il nome “Venelia” in omaggio all'antica Pieve di Santa Maria di Venelia, posta sulla destra del Taverone ai piedi del castello di Monti.


Dopo i ritrovamenti delle teste Venelia I e III e del corpo armato acefalo della Venelia II,  lo scorso primo marzo, mentre il contadino Angelo Giumelli stava arando profondamente il campo dietro casa per estirpare qualche filare di viti, ecco affiorare al fondo una grossa pietra, che egli immediatamente ha provveduto a togliere perché non danneggiasse la punta del vomere.  Il Giumelli ha riconosciuto subito la testa ed ha chiamato il nipote, il vigile Blandini di Licciana, “recidivo” in fatto di stele in quanto rinvenitore, nel 1995, della testa Venelia uperata allora in collaborazione col prof. Germano Cavalli alla presenza della dott.ssa Paola Perazzi della Soprintendenza Archeologica di Firenze. Con l'alto senso civico che lo contraddistingue Blandini ha chiamato il Museo delle Statue Stele Lunigianesi che, quasi in tempo reale, si è recato nella persona del suo direttore, dott. Angelo Ghiretti, sul luogo del ritrovamento, assieme al prof. Germano Cavalli che, in fatto di recuperi di stele, non è secondo a nessuno.
 

Accertata l'autenticità del pezzo sono stati avvisati il vicesindaco di Licciana Alessandra Ricci ed il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini, che ha provveduto a dare immediata notizia telefonica e quindi segnalazione scritta alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. La testa è quindi stata trasferita nel deposito del museo al Piagnaro e presto sarà visionata dall'ispettrice della Soprintendenza Archeologica dott.ssa Emanuela Paribeni.


Per fortuna la lama dell'aratro ha scalfito   solo marginalmente la pietra, lasciando quasi intatto il bellissimo ed enigmatico volto ad “U” con a lato due piccole coppelle in posizione delle orecchie. Intatta la sagoma lunata della testa, che la assegna al Gruppo B della nota classificazione di  Augusto Ambrosi e che richiama il pomo del pugnale dell'età del rame, lo stesso che appare orizzontale in tutte le stele maschili della Lunigiana. Il piano del volto appare un poco rilevato e distinto rispetto al collo, che risulta possente e di grande spessore, indicandoci una stele che integra doveva appartenere alla categoria delle medio-grandi (ben più piccole le altre Venelia finora note). Queste caratteristiche assegnano cronologicamente la nuova testa denominata “Venelia IV” agli anni tra 2900/2800 e 2400 avanti Cristo, periodo al quale le datazioni C14 riferiscono le tombe dell'et&del rame di Remedello Sotto (Brescia) contenenti pugnali di rame con sagoma identica a quelli raffigurati sulle stele del Gruppo B. La testa andrà a raggiungere le altre stele di Monti nel Museo del Castello del Piagnaro ove è in preparazione un nuovo allestimento: questo potrà riunificare quello che probabilmente era un gruppo di statue stele rotte, riusate (come un’altra stele perduta, ma nota da antichi documenti) o disperse nei campi per vicende millenarie e imperscrutabili, alcune forse collegate all‘affermazione del cristianesimo a cui si deve la nascita in quei luoghi dell'antica Pieve di Venelia.
 

Dott. Angelo Ghiretti - Museo delle Statue Stele Lunigianesi “A.C. Ambrosi” - Castello del Piagnaro – Pontremoli
Dott.ssa Emanuela Paribeni - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana

 





29.01.2012




29.01.2012
In Italia Settentrionale le statue stele sono principalmente diffuse in Lunigiana, in Val d’Aosta e in Lombardia (Valcamonica e Valtellina) (41), mentre un gruppo denominato “atesino” si sviluppa con un notevole addensamento di resti in Trentino e in Alto Adige (42).
Gli oggetti rappresentati, in particolare le armi, confrontati con oggetti reali rinvenuti negli scavi archeologici, permettono di datare le statue stele al III millennio a.C.
Sul fenomeno delle statue stele antropomorfe esiste una nutrit letteratura, alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti . In questa sede importa sottolineare come la realizzazione di tali monumenti in pietra di norma locale porta ad escludere una importazione di oggetti finiti. Bisogna insomma ammettere che la loro fabbricazione dipenda dalla diffusione di idee, forse veicolate da “artisti” (o sacerdoti?) in continuo spostamento. La ricorrenza della raffigurazione di armi (pugnale, alabarda, ascia, arco e frecce) almeno sulle statue stele “maschili”, allude da un lato all’esistenza di un permanente clima di bellicosità, dall’altro ad una gerarchizzazione della società in cui il personaggio più importante è quello meglio armato, che possiede più armi, e quindi più potere, ed è in grado di redistribuire direttamente le armi ai suoi compagni. Questo elemento è ben distinguibile nei santuari (per es. Arco, o Lagundo) (43) in cui le statue stele maschili si differenziano tra statue ricche di raffigurazioni di armi e statue in cui compare solamente un pugnale. In questo quadro si inseriscono stitolo di rappresentazione di società stabilmente differenziate oltre che in base al censo, anche al sesso e all’età, statue stele femminili e statue stele asessuate o di “infanti”.


Umberto Tecchiati: L’esperienza dell’altro. Scambi e relazioni transculturali nella preistoria e nella protostoria della regione alpina centrale." § 4. Trasmissione delle idee. Culto e ideologia

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Le Statue Stele, rinvenute negli anni nel territorio della Lunigiana Storica, rappresentano il più antico e misterioso patrimonio di questa terra: il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, allestito nella prestigiosa cornice del castello del Piagnaro di Pontremoli, offre la possibilità di un suggestivo ed emozionante viaggio alla scoperta di queste antiche testimonianze scolpite nella pietra...
Le Statue Stele, rinvenute negli anni nel territorio della Lunigiana Storica, rappresentano il più antico e misterioso patrimonio di questa terra: il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, allestito nella prestigiosa cornice del castello del Piagnaro di Pontremoli, offre la possibilità di un suggestivo ed emozionante viaggio alla scoperta di queste antiche testimonianze scolpite nella pietra...




Le statue stele della Lunigiana
Nel territorio della Lunigiana storica sono stati ritrovati numerosissimi monumenti preistorici in pietra, create in un lungo periodo di tempo, dal III millennio prima di Cristo al VI secolo a.C. Molto probabilmente, il numero di statue stele ritrovate è minimo rispetto a quelle ancora seppellite in boschi o murate in vecchie case. Il gruppo di stele ritrovate in Lunigiana può essere considerato il più omogeneo e significativo di tutta Europa. I luoghi delle scoperte interessano principalmente il punto d’incontro del Magra con i torrente Aulella e Taverone, la zona della selva di Filetto, la zona di Sorano a Filattiera e la Lunigiana orientale.

Le statue rappresentano uomini, sempre con un pugnale, simbolo masculine di potere o donne con i loro tratti estremamente stilizzati. Il loro significato è destinato a rimanere oscuro. Forse rappresentavano dei e dee come la Dea Madre o raffigurano eroi del tempo.

La prima statua stele venne rinvenuta nel 1867 a Zignago, nell’attuale provincia di La Spezia. Nel 1886 due piccole stele rettangolari vennero ritrovate dodici metro sotto il livello del mare nel golfo della Spezia, ma sono andate sfortunatamente perdute. Le ultime statue stele ritrovate risalgono al 2005 nel comune di Mulazzo.

Le statue stele possono essere suddivise in tre gruppi principali, secondo l’evoluzione tecnica e stilistica delle sculture. Il gruppo A è il più antico, il B corresponde ad un periodo intermedio e il C è il più recente.



Immagini a confronto
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Grazie del link Marina, è davvero un bell'archivio di immagini!
La statua stele del manifesto, se non mi ingannano gli occhi, non è presente tra le 122 foto; da una prima ricerca che ho fatto online l'immagine scelta per il manifesto sembrerebbe la statua stele di Bigliolo. Se guarda le immagini che ho inserito in questa pagina vedrà che le due statue stele in questione hanno in comune l'appartenenza a quello che viene classificato come gruppo C, ma sembrano proprio diverse tra loro. 



Liguri: foto e immagini








10.12.2011

IL TEMPIO DEL SOLE - 17 e 18 Marzo 2012

Sala Aurea della Camera di Commercio di Parma

Il Convegno



Il convegno è indirizzato principalmente ad archeologi, ma anche a storici, studenti e appassionati di storia antica e ha lo scopo di creare un momento di riflessione e confronto intorno alle più recenti teorie che riguardano le civiltà che popolarono le sponde del Mediterraneo e i cosiddetti “Popoli del Mare”, ovvero quelle genti che – sul finire dell'Età del Bronzo – si mossero in grandi ondate migratorie lungo le coste dell'Europa, dell'Asia minore e dell'Africa, turbando gli equilibri preesistenti e gettando le basi per nuovi assetti politici, culturali e militari.



I ritrovamenti archeologici ci consegnano oggi l'immagine di una Età del Bronzo caratterizzata da civiltà evolute e raffinate, legate fra loro da una rete di rapporti commerciali lungo la quale si spostavano inevitabilmente anche idee e tecnologie, generando quel potente intreccio di religione, arte e tecnica che sarà poi l'elemento fondante delle culture successive che fioriranno poi nell'antica Età del Ferro.



Per sapeiù







Foto Stele

Quelle del gruppo C, evidentemente le ultime in ordine di tempo, hanno l'aspetto di una vera statua con la marcatura del volto e del collo abbastanza naturale.

Sono tutte maschili e mostrano una fascia a modo di cintola, asce, giavellotti, pugnali.

Esse inoltre portano incisi segni dell'alfabeto etrusco.

Ciò sta a dimostrare che furono scolpite quando vi erano contatti fra i due popoli e che quindi era conosciuto l'uso del bronzo e del ferro (fine del VI secolo - inizi del V a.C.).
Statua Stele di Bigliolo




Statue-stele
Questa è la statua-stele di Bigliolo, ritrovata nei pressi di Aulla (MS) casualmente durante operazioni di dissodamento di un terreno agricolo nel 1975. Come si nota, essa appartiene al gruppo C per una 'evoluzione' -dicono gli studiosi- dei dettagli e la ricerca di una spazialità quasi tridimensionale.  Sul petto, in alto a sinistra, vi è un' iscrizione in caratteri etruschi che dovrebbe essere letta "vemetuvis":nella foto sotto abbiamo contornato con puntini rossi il dettaglio dell'iscrizione, che si fa risalire al VI sec. a.C. Il significato di questa parola, però, è ancora ignoto.



statue stele




La statua stele di Bigliolo
Ritrovata nel 1975 in località Belvedere, è stata danneggiata dalla scavatrice che la disinterrò, rovinando gravemente l’iscrizione etrusca sul petto. La stele è integra e ha la testa chiaramente staccato dal corpo. Il volto, ben delineato, ha occhi larghi, naso, bocca e anche orecchie. Bracce e mani presentano una correteas formale. Come le alter statue del gruppo C ha un’ascia con lama quadrangolare e un cingolo che continua nella parte posteriore. In basso, nel centro, è inciso un piccolo triangolo invertito che sembra rappresentare un perizoma.

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