$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Lacrime e sangue? eccole! Il cda Mps chiede sacrifici ai dipendenti - Siena, Mps, Montepaschi, cda, sindacati, lavoro, dipendenti, proposte, lacrime e sangue
22/02/2012 17:00
LACRIME E SANGUE? ECCOLE! IL CDA MPS CHIEDE SACRIFICI AI DIPENDENTI
L'aut aut ai sindacati: o la firma o i licenziamenti

S
IENA. E' in corso a Rocca Salimbeni un consiglio di Amministrazione della banca Monte dei Paschi. Tra i punti all'ordine del giorno, pare che ci sia la proposta della Tecnostruttura aziendale che prevede una sanguinosa ristrutturazione dell'orario di lavoro e degli stipendi dei dipendenti. Qui di seguito le ipotesi in discussione:
1- Stop al pagamento del lavoro straordinario
2- azzeramento di tutti gli incentivi e fringe benefit aziendali per i dipendenti (VAP, premi vari)
3- possibilità di rimanere a casa uno o più giorni al mese senza stipendio
4- pre-pensionamento di chi ha ancora un anno per andare in pensione, con 13 mensilità riconosciute
Riteniamo che si scatenerà una grossa contestazione da parte dei dipendenti (che dopo poco che il cda era iniziato già si passavano le informazioni sopra riportate), i quali attraverso le organizzazioni sindacali riceveranno anche l'aut aut: senza la firma dei sindacati almeno 1500 licenziamenti si annunciano in arrivo. Ma già le proposte sopra citate sembrano in grado di creare non solo malumori tra i dipendenti, ma anche una mobilitazione che potrebbe avere come centro Siena.
E intanto Vigni e Mussari potranno godere delle buonuscite milionarie... Ma qui siamo nell'empireo.
(Foto Corrado De Serio)
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Mps, comitato piccoli azionisti punta a 2,5%, posto in cda | Reuters
Mps, comitato piccoli azionisti punta a 2,5%, posto in cda
mercoledì 22 febbraio 2012 16:12
Stampa quest’articolo[
-]
Testo [
+]
ROMA, 22 febbraio (Reuters) - Un gruppo di azionisti del Monte dei Paschi espressione della società civile, blogger, soprattutto attenti ad evitare patenti politiche, punta a raccogliere almeno il 2,5% del capitale per andare in assemblea e conquistare un posto nel consiglio di amministrazione.
Lo ha detto a Reuters uno dei soci fondatori che domani davanti al notaio firmerà per costituire la nuova rappresentanza.
"Puntiamo a organizzare il 5% della massa di azionisti del Monte non organizzata che dovrebbe essere pari al 42,54%. In pratica puntiamo a una quota vicina al 2,5% superiore a quelle di qualche azionista che ha posto in cda", ha detto il socio che preferisce non vedere pubblicizzato il suo nome.
L'associazione piccoli azionisti Mps "cerca adepti in tutta Italia, non solo a Siena. Alcuni hanno già aderito e sulla parola siamo già oltre l'obiettivo", aggiunge.
Un altro rappresentante fondatore dell'associazione, Romolo Semplici, azionista di Mps e spesso intervenuto alle assemblee, svela ambizioni più rotonde "puntiamo a raccogliere una quota attorno all'8%, una fetta di azionariato popolare per coprire parte di quello che la Fondazione dovrà vendere", ha detto a Reuters.
Semplici, ex dipendente dal 1987 del Montepaschi ha calcolato che quando il titolo quotata 0,30 euro - oggi è salito ancora e alle 15,40 vale 0,40% sotto i massimi di seduta - per raccogliere l'1% tra 30 mila azionisti servirebbe un impegno procapite di circa 3.300 euro.
"Ci sono molti dipendenti, ex dipendenti, pensionati. In 30 mila hanno aderito agli ock granting e hanno ricevuto azioni Mps su cui c'era vincolo di tre anni a non vendere. Qualcuno le ha ancora di sicuro", ha detto, per spiegare che già esiste una base di azionisti su cui provare a contare.
"Abbiamo interesse anche da imprenditori locali", ha aggiunto, spiegando che comunque il limite per aderire è "che non bisogna avere più dello 0,1% del capitale, in pratica un impegno non oltre 4 mila euro", per poter essere considerato piccolo azionista".
Mercoledì prossimo è prevista a Siena una conferenza stampa della nuova associazione.
ANCHE SINDACATI AL LAVORO PER ASSOCIARE QUOTA IN ASSEMBLEA
Alternativi e alacremente al lavoro su obiettivi analoghi ci sono anche i sindacati del tavolo unitario - Cgil, Cisl, Uil, Fabi, Dircredito e Ugl - che stanno lavorando per rivitalizzare l'associazione dei dipendenti azionisti del Monte dei paschi (Adamp) con l'obiettivo di avere una voce unitaria in assemblea, spiega una fonte sindacale.
La fonte stima che attualmente dipendenti e pensionati del Monte abbiano in mano una quota della banca pari al 4,5 - 5%.
(Stefano Bernabei)
Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Banca Monte dei Paschi di Siena SpA (BMPS.MI)

| Prec. chiusura: | 0,39 |
|---|
| Apertura: | 0,40 |
|---|
| Denaro: | 0,40 |
|---|
| Lettera: | 0,41 |
|---|
| Target 1A (prev.): | 0,35 |
|---|
| Beta: | n/a |
|---|
| Prossima data utili: | n/a |
|---|
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
MPS DIETRO LE SBARRE?
MPS DIETRO LE SBARRE? - DIETRO ALLO SBARCO DI ARROGANCE PROFUMO A CAPO DELL’ULTIMA BANCA ROSSA RIMASTA C’È IL SOLITO SCONTRO TRA EX COMUNISTI ED EX DEMOCRISTIANI - MA UN BANCHIERE, DI CUI È STATO APPENA CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER FRODE FISCALE DA 245 MILIONI DI EURO È L’UOMO GIUSTO PER RILANCIARE I CONTI DELLA MALANDATA BANCA SENESE? - SICURAMENTE L’UOMO SPONSORIZZATO DA MUSSARI E ROSY BINI, È PERFETTO PER LA STAFFETTA GIUDIZIARIA CON CALTARICCONE, DIMESSOSI DOPO LA CONDANNA UNIPOL…
Camilla Conti per "Il Giornale"
A Siena c'è grande attesa per il match che la Mens Sana giocherà oggi a Bilbao, penultimo atto dell' Euroleague. Il clima da prepartita sul campo di basket serve anche a distrarsi dalle beghe bancarie che da giorni stanno tormentando le contrade. In gioco c'è la senesità del Monte dei Paschi dopo la resa della Fondazione che ha deciso di cedere fino al 15% della banca.
ALESSANDRO PROFUMO
CALTAGIRONE FRANCESCO GAETANORothschild, advisor dell'ente, ha firmato un accordo di riservatezza senza esclusiva con i due fondi Clessidra e Equinox interessati ad acquistare parte delle quote. Ma la Fondazione starebbe anche sondando famiglie e imprenditori che hanno già legami con la banca per cedere a loro una quota vicina al 10%. L'obiettivo è raccogliere la liquidità necessaria a saldare il debito da 1,1 miliardi entro il 15 marzo quando scadrà la moratoria con i italiani e stranieri senza scendere sotto il 33% e perdere i diritti di veto in assemblea straordinaria.
La strada alternativa sarebbe quella di ripartire una prima quota sotto il 10% in mani meno collegate con il mondo della finanza. Non facile.
I senesi sono in ansia. Anche perch´ ai mal di pancia per la possibile perdita del controllo della banca si aggiungono quelli per il cambio al vertice del Monte di aprile. In questi giorni il candidato più quotato a prendere il posto di Giuseppe Mussari sulla poltrona di presidente è quello di Alessandro Profumo.
ROSY BINDI
GIUSEPPE MUSSARINomina lanciata dal Pd romano (sponsorizzata da Rosy Bindi, nata a Sinalunga) e imposta al Pd locale già diviso al suo interno fra l'ala sinistra (guidata dal sindaco, Franco Ceccuzzi e dal presidente della Provincia, Simone Bezzini, disposta ad accettare un «papa straniero» gradito al partito) e l'ala cattolica (capitanata dai fratelli Alberto e Alfredo Monaci di cui fa parte anche il presidente della Fondazione Gabriello Mancini) che non gradirebbe affatto l'arrivo del banchiere genovese.
Ad alimentare le perplessità sono anche le ombre sul curriculum di Profumo, con l'udienza del Gup di Milano per il rinvio a giudizio sul caso Brontos (frode fiscale da 245 milioni) fissata il 22 maggio; e senza dimenticare che sulle spalle dell'ex Unicredit pesano le responsabilità di una gestione costata ai soci dell'istituto 14,5 miliardi per i tre aumenti varati dal 2008 a oggi.
Anche se la Borsa, invece, fa il ti per Profumo con un rialzo dell'8% dei titoli.
Sulla scelta del presidente vorranno avere voce in capitolo anche i nuovi azionisti che rileveranno le quote messe in vendita dalla Fondazione e che potrebbero rivendicare anche una poltrona in cda. Soprattutto Equinox, fondo per un terzo gestito da Intesa e guidato da Salvatore Mancuso, l'ex presidente del Banco di Sicilia da cui uscì proprio dopo un epico scontro con l'allora onnipotente ad di Unicredit.
SALVATORE MANCUSO
SEDE CENTRALE MONTE DEI PASCHI DI SIENAA meno che, si maligna nelle contrade di Siena, il nome di Profumo non sia stato speso proprio per far affiorare i mal di pancia su un «papa straniero» e convincere la città che, specie in assenza di altro condidato, forse è meglio lasciare Mussari al suo posto. Rinnovandogli il mandato ad aprile.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Fondazioni: nuovi paletti sugli incarichi incrociati
Fondazioni: nuovi paletti sugli incarichi incrociati
Antonio QuaglioCronologia articolo22 febbraio 2012
In questo articolo
Argomenti: Normativa sulle banche | Intesa Sanpaolo |Corte Costituzionale | Generali | Simona Vicari | CDP |Vincenzo Visco | Fabrizio Palenzona | PDL
Accedi a My
L'ipotesi di stretta sulla delicata frontiera fra fondazioni e banche rimane nella bozza del decreto liberalizzazioni, ma è possibile che si riveli differente da quella originariamente immaginata sulle partecipazioni multiple degli enti negli istituti. Simona Vicari (Pdl), relatrice del decreto in Senato, ha detto ieri sera che «non c'è molta disponibilità del Tesoro» sulla proposta iniziale di emendamento che vieterebbe alle Fondazioni di detenere quote azionarie bancarie diverse da quella "principale" (cosiddetta "conferitaria"). L'esecutivo è invece «disponibile» sull'introduzione di limiti sui cosiddetti incarichi incrociati: i rappresentanti di un ente in una banca non potrebbero sedere in organi di altri istituti. Ma anche su questo punto sarà decisiva la formulazione finale e il confronto con il divieto di cumulo di incarichi in banche e assicurazioni previsto dall'articolo 36 del decreto «salva-Italia» (il tavolo tecnico al Tesoro si apre proprio domani). L'ultimo rebus da sciogliere sembra essere dunque se una Fondazione possa avere rappresentanti soltanto nel board della banca conferitaria o anche in altre banche partecipate, ancorché senza cumuli in capo alle stesse persone.
Oltre 21 anni dopo il varo della legge Amato-Carli, la regulation delle fondazioni registrerebbe comunque un nuovo sviluppo: assimilabile, nell'approccio, all'atto di indirizzo varato nel 2001 dall'allora viceministro Vincenzo Visco. Nel mirino finirono all'epoca gli incarichi multipli fra fondazioni e società controllate o partecipate dalle banche conferitarie: come ad esempio quelli del presidente della Fondazione CariVerona, Paolo Biasi, in Mediobanca e Generali. La fondazione scaligera e la Crt, azioniste "conferitarie" di UniCredit, lo sono attualmente anche di Mediobanca, a valle. Fabrizio Palenzona fa parte di entrambi i consigli, ma la sua posizione è già ricaduta nella riforma "articolo 36". Anche l'Ente Cassa Bologna è socio sia di Intesa Sanpaolo che di Mediobanca e il suo presidente, Fabio Roversi Monaco, è entrato recentemente nel board di Piazzetta Cuccia (ma siede solo in quello).
Se restasse d'attualità, il divieto stretto di partecipazioni bancarie multiple metterebbe in discussione interventi da parte di altre fondazioni sul 15% della Banca Mps messo in vendita dall'ente senese. O chiuderebbe del tutto la strada al rafforzamento della stessa CariVerona nel Banco Popolare, caldeggiato dal sindaco scaligero Flavio Tosi. Oltre sessanta Fondazioni sono oggi azioniste dirette della Cassa depositi e prestiti, che però non è una banca in senso proprio (come, al momento, neppure il Bancoposta, di cui è ventilata la privatizzazione).
Al Montepaschi, d'altronde, era rivolta un'altra previsione dell'atto Visco: il divieto di ricoprire cariche negli organi di fondazioni per chi avesse contribuito in precedenza a designarne gli organi e non avesse lasciato la propria carica da almeno un anno (in concreto ne venne colpito l'allora sindaco di Siena Pierluigi Piccini). Questo profilo della governance degli enti è oggi al centro della «Carta delle Fondazioni», attesa al lancio al congresso del centenario Acri, in giugno a Palermo. La bozza è quasi pronta: il presidente Giuseppe Guzzetti sta completando un road-show tra le 81 fondazioni associate. La «Carta» dovrebbe vedere la luce nel consiglio Acri del 14 marzo, che convocherà l'assemblea annuale per il 4 aprile. Il presidente della Cariplo – di cui è scontata la riconferma alla guida del consiglio Acri in rinnovo – intende rilanciare l'autonomia delle fondazioni (sancita nel 2003 da due sentenze della Corte costituzionale) con un nuovo pacchetto di standard statutari condivisi. Tre i focus della Carta: i requisiti di onorabilità e professionalità per gli incarichi di vertice e un set di incompatibilità "in entrata" e "in uscita"; criteri di diversificazione e controllo del rischio nella gestione patrimoniale; sviluppo della pianificazione poliennale e di modelli evoluti di monitoraggio delle erogazioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
INCROCI E CDA
Organismo duale
La "governance" delle Fondazioni bancarie è duale: i membri dell'organo di indirizzo sono designato da enti locali e altri soggetti della società civile previsti dallo statuto e designano l'organo di amministrazione (solo il presidente è unico). Nessun appartenente agli organi della Fondazione può rappresentarla nei consigli della banca conferitaria o di altre partecipate. L'articolo 36 del decreto salva Italia introduce l'incompatibilità fra incarichi nei consigli di banche e assicurazioni concorrenti.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
***Mps:Siena scende in campo, al via l'Associazione piccoli azionisti
16:14 21/02/2012
***Mps:Siena scende in campo, al via l'Associazione piccoli azionisti
La presentazione ufficiale e' fissata mercoledi' 29 febbraio Milano, 21 feb - Siena scende in campo per difendere la propria banca, ovvero Banca Mps: nasce oggi, secondo quanto risulta a Radiocor, l'Associazione dei Piccoli azionisti per garantire il buongoverno dell'istituto. La presentazione ufficiale e' in calendario per mercoledi' 29 febbraio, quando si terra' l'assemblea costitutiva dell'associazione, chiamato a nominare il consiglio direttivo. Sono invitati a raccolta tutti i piccoli azionisti di Rocca Salimbeni, con il fine di arrivare a una quota significativa del capitale, attorno all'8-10%. Promotore dell'iniziativa e' l'Osservatorio Civico di Siena, accanto al quale si sono schierate associazioni senesi come Pietraserena, Circolo Siena Citta' di domani e il movimento a cinque stelle. L'Associazione, partendo da Siena, intende mobilitare i soci di tutta Italia, per arrivare ad esprimere un consigliere in cda. Non esclusa l'ipotesi di un patto di sindacato con la Fondazione. Emi- 21-02-12 16:14:03 (0344)news 5
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Brillanti movimenti di borsa intorno al titolo MPS - Siena, economia, politica, finanza, montepaschi, fondazione, ceccuzzi, mancini, clessidra, equinox, rothschild, governance, 33%,
commenti
1
commenta
ora22/02/2012 00:38
BRILLANTI MOVIMENTI DI BORSA INTORNO AL TITOLO MPS
Ma l'"affare dell'anno" sarà roba per pochi

D
i Red SIENA. La scoperta della contendibilità del Monte dei Paschi ha messo le ali al titolo MPS in borsa: un altro +8,84% a euro 0,3928: notate bene che più sale il titolo più diminuisce la presa del “Sistema Siena” e del sindaco Ceccuzzi su Rocca Salimbeni. “Quanto costerà a Siena la speciosa difesa ad oltranza del 50,1% della Fondazione?”: finalmente abbiamo avuto la risposta alla domanda ed è “Tutto!”. Intanto continua il tira e molla: Profumo sì, Profumo no all'interno della Fondazione. Il no sarebbe sostenuto dall'area ex-Margherita, che non ne vorrebbe sapere, ma è anche vero che, se Profumo sarà "ricusato", nessuno vorrà più venire a Siena. Con le conseguenze facilmente immaginabili.
La Fondazione del presidente Mancini - non per sua volontà, ma costretta dal castello di debiti generato dall’insolvenza conclamata per assenza di utili della banca e per covenant sul rischio di caduta del valore del titolo in borsa - sta per cedere entro una settimana l’8% delle azioni Montepaschi in suo possesso, scendendo così al 41% del capitale. Nelle trattative sarebbero coinvolti “privati e imprenditori già vicini a Rocca Salimbeni”, altro che ribilanciamento. Un altro 8% da vendere,forzatamente, completerà la repentina discesa al nuovo obiettivo di governance (33%) imposto a Comune e Provincia dalla “troika” Mediobanca. Unicredit e Intesa S. Paolo nelle prossime settimane. una golosa opportunità di vendita nell’interesse esclusivo della comunità senese - quando il titolo valeva sui mercati più di 3 euro ad azione - oggi è solo una tragica Caporetto. E non si vede un Piave all'orizzonte...
Le voci dei giornali, per la seconda tranche, parlano di 500 milioni di euro investiti o dal fondo Equinox di Salvatore Mancuso o dalla cordata del fondo Clessidra di Claudio Sposito o da entrambi. Si legga come è stato trattato Mancuso dal sindaco di Siena: "un giorno di gloria non si nega a nessuno. Ma chi fa sul serio non si mostra. E credo che ci siano alternative" fino allo spregiativo "Forse non ha preso il numerino". Come se investire in una banca sia equivalente a fare la fila all'Usl. Certe esternazioni farebbero pendere la bilancia verso Clessidra. Speriamo che la città non abbia ad averne danno. Probabilmente a Ceccuzzi non è andato giù il fatto di dover ridiscutere tutte le clausole vessatorie che rendevano impossibile ad un azionista privato avere il giusto riconoscimento nell’azionariato MPS. Anche se Rothschild, advisor della Fondazione, nega che nell’accordo di riservatezza firmato “si prevedano esclusive o diritti di prelazione”.
Tant’è, a proposito di clausole vessatorie, che una volta avute le mani libere Francesco Gaetano Caltagirone non si è comportato proprio da gran signore. Secondo Dagospia - in coincidenza con l’abbandono di Siena - l’antica filiale del Monte nella sede del Messaggero (giornale di Caltagirone come Leggo, lo sponsor della Mens Sana - ndr), in Via del Tritone ha avviato il trasloco, avendo ricevuto dopo anni di comodato gratuito la richiesta di pagare un congruo affitto.
Chi la fa, l’aspetti.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Mps vola in Borsa in attesa dei nuovi soci
Mps vola in Borsa in attesa dei nuovi soci
di Cesare PeruzziCronologia articolo22 febbraio 2012
In questo articolo
Argomenti: Mercato azionario | Alessandro Profumo |Mediobanca | Lorenzo Gorgoni | Fabrizio Viola | CDP |Giuseppe Mussari | Banca del Monte dei Paschi di Siena |Borsa Valori
Accedi a My
Il rischio di un aumento di capitale si allontana. Sotto la spinta degli ordini di acquisto (in poche ora è passato di mano circa il 3% del capitale), il titolo di Banca Mps ha vissuto ieri un'altra giornata sugli scudi, guadagnando l'8,8% a quota 0,39 euro. Se il valore delle azioni dovesse tornare ai livelli dell'aumento di capitale dello scorso luglio (0,44 euro), la Fondazione Monte dei Paschi avrebbe la strada in discesa per rinegoziare il miliardo d'indebitamento nei confronti del sistema bancario. E a Siena sono in molti (non tutti) a sperarlo.
A far scattare la corsa all'acquisto dei titoli del gruppo guidato da Fabrizio Viola, in questi ultimi giorni, sono sostanzialmente tre fattori: l'aspettativa che il prossimo presidente della terza banca italiana, con la fine del mandato di Giuseppe Mussari, in aprile, sarà Alessandro Profumo; il calo dello spread tra Btp e Bund, che sta ridimensionando il "rischio Paese" evidenziato dall'Eba nei bilanci delle banche europee (nel portafoglio diel Montepaschi ci sono 25 miliardi di titoli di Stato italiani); e, infine, la notizia che la Fondazione si appresta a vendere un primo pacchetto dell'8% di Banca Mps, nel cui azionariato è pronta a scendere dal 49 al 33,5 per cento.
Profumo, al vertice di UniCredit fino al 2010, è un manager di grande prestigio e potrebbe contribuire in modo sostanziale a emancipare definitivamente la banca di Rocca Salimbeni dal rapporto troppo stretto con la città, un percorso già intrapreso con Mussari, che infatti è uno degli sponsor di questa soluzione. Il mercato apprezza l'idea che il Montepaschi navighi in acque nazionali, seguendo rotte e logiche sempre meno locali. «Quello di Profumo è un nome importante e per il Monte sarebbe una soluzione brillante», commenta Lorenzo Gorgoni, capofila di un gruppo di azionisti storici con circa il 2% della banca.
Gli investitori sono sensibili alla prospettiva di una società finalmente contendibile. Anche se la Fondazione manterrà almeno il 33,5% del capitale, sufficiente a condizionare le scelte straordinarie, infatti, è indubbio che il clima intorno a Rocca Salimbeni stia cambiando rispetto solo a pochi mesi fa, quando nessuno a Siena accettava una discesa della Fondazione sotto la soglia del 50,1% nella banca. E siccome da cosa nasce cosa, comprare a questi livelli di prezzo è anche un modo per prendere posizione, sperando che in prospettiva il titolo possa tornare guadagnare ancora terreno.
La rivalutazione di Borsa e il minor rischio rappresentato dai Btp in portafoglio, allontanano infine il pericolo di dover ricorrere a un nuovo aumento di capitale per soddisfare le richieste di rafforzamento patrimoniale (3,2 miliardi) dell'Autorità bancaria europea. La Fondazione ha chiesto un po' più di tempo al fronte degli istituti creditori proprio per trovare la conferma (entro marzo) che il piano inviato all'Eba è ok, in modo da rinegoziare il debito da una posizione di maggiore tranquillità. Intanto, parallelamente, ha avviato la stagione delle dismissioni.
Alle partecipazioni in Cassa depositi e prestiti (2,5%), Mediobanca (1,9%), F2i (4,5%), Sator (1%), il cui valore complessivo supera i 200 milioni, si sta per aggiungere l'8% di Banca Mps (però manca ancora il via libera del ministero dell'Economia alla vendita) che a questi valori di Borsa potrebbe portare all'ente di Palazzo Sansedoni almeno altri 300 milioni. Con queste mosse, Siena punta a dimezzare la propria esposizione nel giro di un paio di settimane. Il resto, secondo le intenzioni del presidenente Gabriello Mancini e del direttore generale, Claudio Pieri, sarà ceduto in tempi più lunghi.
Fondi di private equity e singoli investitori hanno manifestato interesse a entrare nell'azionariato. La prima operazione dovrebbe riguardare questo secondo schieramento, con famiglie toscane e venete come protagoniste. E nella città del Palio, secondo quanto riportato da Radiocor, è nata anche un'associazione di piccoli azionisti decisa a scendere in campo per rilevare una partecipazione di rilievo da affiancare alla stessa Fondazione. Le acque, insomma, sono mosse e la soluzione del caso-Siena si sta avvicinando.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Prospettive interessanti per Banca Mps
22/02/2012 11.00 Commenti - Piazza Affari
Prospettive interessanti per Banca Mps
FTA Online News
Prova di forza per Banca MPS, che cresce di oltre 5 punti percentuali e preme sulla resistenza a 0,435 euro, definita dai massimi dello scorso autunno. Superato questo ostacolo, ci sarebbero i presupposti per un'estensione dell'allungo fino all'area compresa tra 0,49 e 0,52 euro, target di una configurazione a Testa e Spalle rialzista disegnata sui minimi degli ultimi tre mesi. Tuttavia, il recente rally dei prezzi ha spinto in ipercomprato i principali oscillatori grafici; pertanto, approfittando della resistenza sui livelli attuali, il titolo potrebbe rendersi protagonista di una correzione nel breve, spingendosi fino a 0,35 euro sulla neck-line della figura tecnica sopra descritta. Solo una discesa sotto 0,295 euro potrebbe vanificare gli spunti rialzisti, riconducendo il prezzo verso la linea di tendenza ascendente partita il 9 gennaio in area 0,27 euro, dove vengono riconosciuti il 50% di ritracciamento del rialzo da detti minimi ed il passaggio di una media mobile a 50 giorni.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Borsa Milano giù, spread in forte crescita. MPS ancora protagonista
Borsa Milano giù, spread in forte crescita. MPS ancora protagonista
di: WSIPubblicato il 22 febbraio 2012| Ora 12:23
StampaInviaCommenta (24)
Ingrandisci la foto
La performance del titolo Fiat Spa nell'ultimo anno di contrattazioni.
Milano - Ancora al ribasso i mercati europei, con la borsa di Milano che risale comunque dai minimi della sessione: Ftse Mib perde lo 0,43% scendendo sotto la soglia dei 16.700 punti. Giù anche Londra -0,43%, Francoforte -0,98%, Madrid -0,77%, Parigi -0,43%, Amsterdam -0,75%, Atene -2,21%. L'indice di riferimento Eurostoxx cede -0,70%.
E' test delle resistenze per i mercati, con il Dow Jones ieri che ha toccato i
13.000 punti per poi perdere l'importante quota nel finale; l'indice Nikkei ha poi superato la soglia di 9.500 punti.
L'incertezza degli operatori permane. "Anche se la Grecia ha ricevuto il suo ultimo bailout, ci sono ancora molti ostacoli da fronteggiare - ha detto in una intervista a Bloomber Shane Oliver, strategist degli investimenti presso AMP Capital Investors - Il principale market mover dell'ultimo periodo è stato la combinazione di misure di politica monetaria espansiva in tutto il mondo e i dati economici, che si sono rivelati positivi".
In ambito di mercato dei titoli di stato, lo
spread tra Italia e Germania a dieci anni mette a segno un solido rialzo +3,25% attestandosi a quota 357 punti base, a fronte di rendimenti decennali che avanzano anch'essi - dopo aver toccato ieri i minimi da settembre, al 5,37% - con +1,16% al 5,50%. Arriva intanto una notizia non proprio confortante: nel mese di dicembre, secondo i dati di
Bankitalia, c'è stato un boom di vendite di Boe e di BTP da parte dei residenti all'estero. Gli smobilizzi sono stati compensati comunque dagli acquisti effettuati dai residenti in Italia.
Sul fronte valutario, l’
euro è piatto confronti del dollaro a quota $1,3226 (-0,06%); ieri era arrivato a balzare al massimo intraday fino a $1,3293 dopo la notizia dell'accordo raggiunto sulla Grecia; la moneta unica è +0,46%, a JPY 106, mentre il rapporto dollaro/yen +0,56% a 80,15, ai massimi degli ultimi sei mesi.
Guardando all'andamento dell'indice Ftse Mib, occhi puntati sempre su
Mps sulla scia degli ultimi rumor relativi al riassetto delle quote. Il titolo prosegue la sessione balzano +5,37%. Sottotono invece gli altri bancari, a parte Banco Popolare +1,07%. Giù Banca Popolare dell'Emilia Romagna -3,13%, Unicredit -2,22%, Ubi Banca -1,78%, Intesa SanPaolo -2,09%. Mediobanca invece +1,90%. Sul listino dominano le frecce rosse. Giù anche Finmeccanica, -4,12%, all'indomani del forte rally legato anch'esso al circolare di indiscrezioni. Il titolo ha fatto +12% dopo alcune voci secondo cui il governotarebbe considerando la possibilità di un'entrata nel capitale di AnsaldoBreda da parte delle Ferrovie dello Stato e della Cassa Depositi e Prestiti. Tra i titoli positivi, Generali Assicurazioni +3,95%, Fiat +3,54%.
Diversi i dati economici che sono stati resi noti in Europa. In Italia, in particolare, è stato comunicata l'
inflazione, che a gennaio ha riportato un aumento tendenziale +3,2% e congiunturale dello 0,3%. Forte però il carrello della spesa, che balza +4,2%. Positivo invece il dato sugli
ordini all'industria dell'Eurozona, che a dicembre sono saliti +1,9%, meglio delle previsioni degli analisti. Inattesa invece la
flessione del Pmi Eurozona; l'indice è calato al di sotto della soglia a quota 50 punti, confermando una condizione di contrazione dell'attività manifatturiera nel mese di febbraio.
Le quotazioni del petrolio sono al momento in ribasso con i
futures -0,38%, a $105,85 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.755,70 l’oncia (-0,16%).
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Monte dei Paschi: mosse Fondazione Mps e ipotesi Profumo ispirano mercato | News Finanza & Economia
HOT NEWS,
MONTE DEI PASCHIMonte dei Paschi: mosse Fondazione Mps e ipotesi Profumo ispirano mercato
Titolo in volata e si allontana opzione aumento capitale
Oggi, ore 12:30 -
0 Commenti
La notizia di queste ore è che in attesa di ricevere l’ok dell’Isvap, Fondazione MpS si appresta a vendere l’8% delle azioni di Monte dei Paschi di Siena. In pole position per l’acquisto ci sarebbero alcune famiglie toscane e venete, ciascuna delle quali dovrebbe ottenere tra l’1% e l’1,5%. Resterebbe un’altra quota del 7%, che l’Ente dovrebbe cedere a uno o più fondi di investimento. A tale proposito, scendono le chance di Equinox di Salvatore Mancuso, mentre salgono quelle di Clessidra di Carlo Sposito.
Il sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, aveva manifestato la sua irritazione per l’idea che Equinox potesse arrivare a ottenere fino al 12% di MpS. La ragione del dissenso sta nel fatto che il fondo è partecipato per un terzo da Intesa Sanpaolo, che risulta già essere creditrice di Siena e possiede per questo azioni in pegno. In poche parole, la banca piemontese si ritroverebbe ad essere un socio di peso in MpS, cosa che non viene vista positivamente per preservare l’autonomia della banca e il suo rapporto speciale e storico con la città. Al contrario, Clessidra sarebbe già in rapporti con Sienazionisti della Asset Management Holding, rispettivamente al 38,11% e al 23,44%.
MONTE DEI PASCHI DI SIENA A PIAZZA AFFARI: MOTIVI DELLA RINCORSA - Il titolo ieri è cresciuto di quasi il 9% a Piazza Affari, chiudendo a 0,39 euro. Lo sprint a Piazza Affari è dovuto a ragioni diverse. Una di queste è che s’infittiscono le voci su una probabile successione di Alessandro Profumo a Giuseppe Mussari alla presidenza, che avverrebbe ad aprile. Il mercato vede di buon occhio che la banca venga gestita da un manager di respiro nazionale, che recida almeno in parte il vincolo con la città toscana, consentendo all’istituto di operare in un contesto più ampio e moderno.
C’è poi la questione dei titoli di stato italiani. MpS ne possiede 25 miliardi e nelle ultime sedute pare consolidarsi la tendenza a un restringimento dello spread tra i nostri bond e quelli tedeschi. L’apprezzamento dei BoT e BTp comporterebbe un miglioramento anche nella contabilità della banca senese, dopo il tonfo registrato nei valori degli scorsi mesi e questo aspetto sarebbe determinante per presentarsi con un capitale solido davanti all’Eba. (Monte dei Paschi di Siena: le ragioni del balzo in avanti)
C’è poi la questione della Fondazione, che scenderebbe dal 48,5% attuale al 33,5%, conservando certamente un peso rilevante nella struttura societaria, ma rendendo il capitale contendibile, cosa che non era pensabile fino a poche sedute or sono.
Ai valori delle ultime sedute, la Fondazione dovrebbe ottenere non meno di 600 milioni dalla cessione del 15% di MpS e questo le consentirebbe di dimezzare il debito da oltre un miliardo, che detiene nei confronti di undici banche creditrici, otto delle quali estere. Sempre al fine di ridurre il suo indebitamento erano stateartecipazioni in Cassa Depositi e Prestiti (2,5%), Mediobanca (1,9%), F2i (4,5%), Sator (1%), per un valore complessivo di 200 milioni.
Se dovesse continuare il processo di apprezzamento delle azioni, Palazzo Sansedoni si ritroverebbe in una posizione di forza con i creditori, in quanto quello stesso 15% gli consentirebbe di rimborsare una quota maggiore di debito oppure, a parità di debito rimborsato, sarebbe costretto a cedere una partecipazione inferiore.
Si allontana, quindi, la necessità di dare vita a un aumento di capitale, che sembrava essere l’opzione principale fino a pochi giorni fa, prima dell’annuncio della cessione della quota della Fondazione. Sullo sfondo resta la necessità di adempiere ai criteri Eba, che per Siena richiedono un rafforzamento patrimoniale di 3,2 miliardi, al fine di raggiungere un Core Tier1 del 9%. Cosa che adesso sembra alla portata di MpS, senza il ricorso a una nuova ricapitalizzazione, dopo quella di luglio.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Le agenzie di rating in mutande. E Siena? - siena, economia, finanza, montepaschi, fondazione, mussari, calpers, moody's, goldman sachs, sergio luciano, panorama, grecia, schauble, tremonti, germania
commenti
1
commenta
ora21/02/2012 00:31
LE AGENZIE DI RATING IN MUTANDE. E SIENA?
In America si ribellano allo strapotere di Moody's & Co

D
i Red
SIENA. Can che abbaia non morde, verrebbe da dire pensando agli strali lanciati contro le agenzie di rating a cominciare dal presidente dell’Abi per finire a ministri inglesi e tedeschi. Ma la novità contro Moody’s & Co. vengono dall’America. Calpers è il gestore del risparmio previdenziale dei dipendenti dello stato della California, il più grande al mondo con 234,4 miliardi di dollari amministrati, e, a nome anche di altri 13 fondi pensione mondiali, ha inviato una lettera a Mary Shapiro, presidente della Sec statunitense, per chiedere "un controllo da parte delle authority di vigilanza sull’accuratezza dei rating, e un cambiamento nei metodi di finanziamento delle agenzie".
Tutto nasce dalla legge voluta da Obama per limitare lo strapotere dei colossi finanziari, esploso nel 2008 con il fallimento Lehmann Brothers. Però questa legge è un contenitore che va riempito di regolamenti applicativi, mancando i quali si tratta di una legge-quadro senza contenuti operativi. Adesso Calpers e gli altri vogliono che l’Amministrazione della Casa Bianca provveda a superare l’ostruzionismo del Congresso, che difende la lobby del rating.
Si vedrà se si può ottenere un risultato concreto contro questi limitatori di liberismo, e già che ci siamo si proceda contro l’Eba e le sue teorie (che definiscono il debito sovrano italiano inaffidabile, mentre il paese emittente continua a essere definito affidabile), e si lima di personaggi come il ministro tedesco Schauble, eccessivo nel condannare gli altri quando nel 2003 era la sua Germania a pigolare comprensione dai partners europei, e pur di vendere armi alla Grecia accettava senza controlli le certificazioni di Costas Simitis, premier greco nel 2000 - che erano fasulle, come è stato chiarito in questi mesi di crisi.
Proprio la luce in fondo al tunnel di una soluzione della crisi greca, con i cittadini ellenici impauriti da un futuro INCERTISSIMO con la dracma dopo il default, ha messo le ali alle borse europee. A Piazza Affari ha continuato la risalita del titolo MPS con +3,06% a euro 0,3609: d’altra parte lo scorso 8 febbraio Goldman Sachs aveva alzato il target price di Monte dei Paschi a euro 0,45; la banca d’affari americana certe cose le “sente” e il titolo arriverà fin lassù. Se la Fondazione riuscirà a tirare la corda fino ad allora, quel 15% che venderà darà una cifra molto più interessante per ridurre l’esposizione debitoria.
Le voci girano, e girando si moltiplicano, si arricchiscono di particolari e diventano autorevoli. Così su Panorama Sergio Luciano, giornalista che nella scorsa estate a Cortina Incontra fece un’intervista reverenziale a Giuseppe Mussari, dopo averle raccolte afferma con certezza che Alessandro Profumo sarà il prossimo presidente di Rocca Salimbeni, giusto per difendere la senesità della banca più antica del mondo. O per consegnarla meglio definitivamente altrove. Con grande azzardo, dopo aver ricordato l’articolo odierno del Financial Times e l’Antonveneta “origine di tutti i guai senesi” (suis propriis verbis), proclama che “senza dubbio la gestione Mussari/Vigni – tanto per complimentare uno che se n’è già andato e un altro che se ne va tra due mesi – ha raddrizzato la situazione”. Caro Luciano guardi che l’Antonveneta l’avevano comprata loro due!empito la banca di BTp per ingraziarsi Tremonti e attirare su di sé gli strali della speculazione, hanno fatto un aumento di capitale nel 2011 senza aver procurato un partner forte che avesse la liquidità per sostenere il difficile declino verso il 2012, anzi, stringendo a tenaglia il povero Mancini hanno spremuto tutta la capacità finanziaria della Fondazione promettendo a se stessi e alla derelitta Deputazione utili inesistenti per i prossimi cinque anni. Lasciando la città di Siena in mutande, ça va sans dire.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Profumo, candidatura di peso per la presidenza del Montepaschi
Profumo, candidatura di peso per la presidenza del Montepaschi

Scritto da IG Markets | Trend Online – 6 ore fa
Focus
QUOTAZIONI CORRELATE
Sarà al centro dell’attenzione delle cronache finanziarie oggi e vi rimarrà anche nel corso delle prossime settimane il Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) di Siena. I giochi e le indiscrezioni sul prossimo assetto dei vertici si intrecciano con il problema dell’elevato indebitament
Tra i nomi dei possibili presidenti dell’istituto senese ha assunto peso quello di Alessandro Profumo, ex-amministratore delegato di Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) , attualmente indagato dalla Procura di Milano per frode fiscale nel caso “Brontos”. Una vicenda che non viene attualmente considerata rilevante a Siena. A fare maggiore resistenza potrebbero invece essere i fondi hedge interessati a entrare nel capitale del Montepaschi. E qui entra in gioco il debito della banca, 1,1 miliardi di euro garantiti da azioni in mano alla Fondazione Mps. A marzo scade la moratoria concessa dalle banche creditrici che, se dovessero escutere il pegno, si prenderebbero quasi tutta la partecipazione della Fondazione. I creditori hanno per tale motivo richiesto un abbattimento del debito che Siena effettuerà tramite cessione di circa il 15% del 49% attualmente controllato. Interessati all’acquisto i fondi Equinox, Clessidra (si parla di almeno un terzo fondo) non ancora usciti allo scoperto che potrebbero avere difficoltà ad accettare una figura troppo forte al vertice, in grado di diminuire la loro capacità di influenza. La figura di Alessandro Profumo rimane comunque in pole position in quanto risponde alle caratteristiche di altro profilo professionale e riconosciute capacità in Italia e all’estero di cui la banca ha bisogno. A Piazza Affari il titolo del Monte dei Paschi ha preso con decisione la strada del rialzo e avanza di quasi l’8% a 0,39 euro. Vengono in tal modo lasciate alle spalle le resistenze che dal 2 all’8 febbraio avevano contenuti i tentativi di avanzamento dell’azione a 0,349. Il movimento potrebbe ora condurre le quotazioni del Monte dei Paschi fino a 0,4354 massimi del 30 settembre e del 13 ottobre scorsi. Il trend rialzista potrebbe a questo punto essere ione solo da un ritorno delle quotazioni sotto 0,3263 euro.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Banca Monte dei Paschi di Siena SpA (BMPS.MI)

| Prec. chiusura: | 0,36 |
|---|
| Apertura: | 0,37 |
|---|
| Denaro: | 0,39 |
|---|
| Lettera: | 0,39 |
|---|
| Target 1A (prev.): | 0,35 |
|---|
| Beta: | n/a |
|---|
| Prossima data utili: | n/a |
|---|
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
ERETICO DI SIENA: Il Consiglio comunale del martedì grasso
MARTEDÌ 21 FEBBRAIO 2012
Il Consiglio comunale del martedì grasso
In tutta franchezza, nessuno si aspettava più di tanto, dall'odierno Consiglio comunale: anche le più pessimistiche aspettative, comunque, non sono andate deluse.
Ancora niente si sa della mozione sull'Università all'ordine del giorno (da leggere senza indugio lo scoop di Fratello illuminato di oggi, nel dubbio); si sa invece, purtroppo, della puntigliosa interrogazione sullo stato delle cose in Fondazione Mps.
L'eretico era presente, e può assicurare i suoi lettori del fatto che Laura Vigni (che ha presentato l'interrogazione insieme ad Enzo De Risi delle Liste civiche) il suo l'ha fatto, esponendo con voce forte e chiara l'interrogazione (mentre Franchino chiacchierava con il vicesindaco Marzucchi o si gratticchiava l'aurea testolina): il problema è stata proprio la risposta del primo cittadino. O - per meglio dire - la NON RISPOSTA. Tra il burocratico ed il generico, richiamandosi per l'ennesima volta alla coesione che ci vorrebbe in un momento come questo, premettendo che gli interroganti non sanno quali poteri abbia effettivamente il Sindaco sulla Fondazione, sembrava che Franchino esponesse il bilancio consuntivo del barrino del Circolo Arci di Sant'Andrea, piuttosto che parlare che di uno snodo chiave della storia della municipalità che inopinatamente presiede.Sconcertante. Almeno quando parla di arbitri ci mette un pochina di passione...
Dopo la non risposta, ecco materializzarsi, senza soluzione di continuità, la farsa: un pacifico signore che l'eretico non conosce (verosimilmente dell'Osservatorio Mps) accenna timidamente un "Buu" da non fare paura ad una mosca, al termine della suddetta non risposta. Ecco che immantinente prende il microfono il Presidente del Consiglio comunale Piccini, e, testuale, con voce perentoria e stentorea, pronuncia quanto segue:
"Al prossimo rumore farò immediatamente sgomberare l'aula, la Legge mi dà questo potere; al prossimo intervento del pubblico, faccio sgombrare tutti!".
I reprobi si guardano, tra il divertito e lo schifato (prevale il secondo): ma l'eventuale responsabilità, non sarebbe solo del singolo? E poi: ma questi, si rendono conto del malessere che c'è, o no? Perchè il Pd locale non organizza un incontro pubblico, in cui parlare di Mps: almeno magari qualcuno può dire la sua, e magari, addirittura, dissentire...
Era tanto che non entravo nella sala in cui il Consiglio si riunisce: non mi ricordavo, per esempio, della presenza di Vittorio Emanuele III in loco per l'inaugurazione della Mostra d'arte antica, nell'aprile del 1904.
Ma non mi ricordavo soprattutto che vi era affrescata - proprio sopra le teste dei consiglieri di opposizione - la seguente, illuminante frase del mai abbastanza lodato Niccolò Machiavelli, una frase su cui invito alla pubblica riflessione, a partire per esempio dall'esito delle ultime elezioni:
"Il popolo molte volte desidera la rovina sua ingannato da una falsa spezie di bene".
Una frase che è davvero di stridente attualità municipalistica...
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Ceccuzzi: ''Massimo impegno per la Fondazione MPS''
loro conclusioni, mentre vorrei respingere al mittente, con fermezza, il termine ‘dilatorio’. Nessuno, e tanto meno chi parla, può avere la certezza di contribuire a compiere le scelte giuste, quello che posso garantire, però, è di svolgere il mandato ricevuto dal Consiglio comunale con piena onestà intellettuale e con il massimo impegno, per cui il termine ‘dilatorio’ ve lo restituisco”.
“Nei giorni del 30 novembre 2011, 9 gennaio e 14 febbraio 2012 – ha poi aggiunto Ceccuzzi - si sono tenute tre riunioni della Conferenza dei Capigruppo. Alle prime due hanno preso parte il Presidente Gabriello Mancini e il Provveditore Claudio Pieri, quest’ultimo, per motivi connessi al suo mandato, non ha potuto essere presente nell’ultima riunione. La Fondazione Monte dei Paschi, in queste tre riunioni, ha illustrato ai Capigruppo ogni aspetto legato alla rinegoziazione del debito, in ordine sia alle scadenze temporali che ai contenuti del piano di riposizionamento presentato nella giornata di mercoledì scorso, 15 febbraio. Va dato atto sia al Presidente Mancini che al Provveditore Pieri di aver corrisposto la completezza di informativa nei confronti dei Capigruppo, e di averne ricevuto una responsabile e da me molto apprezzata tenuta sulla riservatezza dei dati sensibili dell’Ente”.
“In merito alle ultime decisioni assunte dalla Fondazione – ha proseguito Ceccuzzi - ho già dato la piena disponibilità al Presidente del Consiglio ed ai Capigruppo per coinvolgere, quanto prima, il Consiglio comunale nei modi e nei tempi da convenire. Per quanto riguarda le azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori, invece, rimangono del tutto impregiudicate ed a disposizione di ogni valutazione del Comune, per accertarne fondatezza, opportunità e ammissibilità. In tal caso l’attenzione dovrebbe rivolgersi ngani della Fondazione, e non solamente verso quello citato dagli interroganti, per motivi che non ci sono noti, ma che non appaiono certamente oggettivi. A questo proposito, infatti, non è neutro il contenuto del Titolo III dell’articolo 7, comma secondo, dello Statuto della Fondazione Monte dei Paschi che, semmai, ricorda agli interroganti di rivolgere le attenzioni verso un altro organo della Fondazione, piuttosto che quello ricordato. Va ricordato agli interroganti, infine, che le modifiche statutarie delle Fondazioni, in base alla normativa vigente, spettano alle stesse, e debbono essere approvate dall’Autorità di Vigilanza, in caso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non mi esprimo in questa sede sul merito, sul quale rimando peraltro al programma di mandato, e lascio al giudizio di ciascuno se possa essere questo il momento più opportuno per intraprendere una tale iniziativa”.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Fondazione Mps: Ceccuzzi replica duramente alle interrogazioni della minoranza - siena, notizie, consiglio, comunale, sindaco, ceccuzzi, interrogazioni, fondazione, monte, paschi, mps
FONDAZIONE MPS: CECCUZZI REPLICA DURAMENTE ALLE INTERROGAZIONI DELLA MINORANZA
Il sindaco ha detto: "ho già dato disponibilità al Presidente del Consiglio ed ai Capigruppo per coinvolgere, quanto prima, il Consiglio comunale"

S
IENA. “Una scarsa conoscenza da parte degli interroganti delle prerogative e dei compiti del Consiglio comunale e del Sindaco rispetto alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e un’irrefrenabile volontà di distinguersi, ai fini di visibilità politica che, per quanto legittima, può deteriorare lo svolgimento di un mandato unitario”. Con queste parole
Franco Ceccuzzi, sindaco di Siena, ha commentato l’interrogazione dei Gruppi “Sinistra per Siena” e “Per Corradi Sindaco”, in merito alla situazione della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
“C’è – ha continuato Ceccuzzi - un evidente scostamento tra l’animosità che caratterizza l’interrogazione sia con i toni che con il clima che si registra nella Conferenza dei Capigruppo e sia con l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 29 novembre. Il percorso delineato è in pieno svolgimento e richiederebbe quella coesione a cui, responsabilmente, si giunse lo scorso 29 novembre. Dal momento che quell’ordine del giorno, comunque, non rappresenta per alcuno un contratto non rescindibile, lasciamo agli interroganti il pieno diritto di trarre le loro conclusioni, mentre vorrei respingere al mittente, con fermezza, il termine ‘dilatorio’. Nessuno, e tanto meno chi parla, può avere la certezza di contribuire a compiere le scelte giuste, quello che posso garantire, però, è di svolgere il mandato ricevuto dal Consiglio comunale con piena onestà intellettuale e con il massimo impeg ve lo restituisco”.
“Nei giorni del 30 novembre 2011, 9 gennaio e 14 febbraio 2012– ha poi aggiunto Ceccuzzi - si sono tenute tre riunioni della Conferenza dei Capigruppo. Alle prime due hanno preso parte il Presidente Gabriello Mancini e il Provveditore Claudio Pieri, quest’ultimo, per motivi connessi al suo mandato, non ha potuto essere presente nell’ultima riunione. La Fondazione Monte dei Paschi, in queste tre riunioni, ha illustrato ai Capigruppo ogni aspetto legato alla rinegoziazione del debito, in ordine sia alle scadenze temporali che ai contenuti del piano di riposizionamento presentato nella giornata di mercoledì scorso, 15 febbraio. Va dato atto sia al Presidente Mancini che al Provveditore Pieri di aver corrisposto la completezza di informativa nei confronti dei Capigruppo, e di averne ricevuto una responsabile e da me molto apprezzata tenuta sulla riservatezza dei dati sensibili dell’Ente”.
“In merito alle ultime decisioni assunte dalla Fondazione – ha proseguito Ceccuzzi - ho già dato la piena disponibilità al Presidente del Consiglio ed ai Capigruppo per coinvolgere, quanto prima, il Consiglio comunale nei modi e nei tempi da convenire. Per quanto riguarda le azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori, invece, rimangono del tutto impregiudicate ed a disposizione di ogni valutazione del Comune, per accertarne fondatezza, opportunità e ammissibilità. In tal caso l’attenzione dovrebbe rivolgersi nei confronti di tutti gli organi della Fondazione, e non solamente verso quello citato dagli interroganti, per motivi che non ci sono noti, ma che non appaiono certamente oggettivi. A questo proposito, infatti, non è neutro il contenuto del Titolo III dell’articolo 7, comma secondo, dello Statuto della Fondazione Monte dei Paschi che, semmai, ricorda agli interroganti di rivolgere le attenzioni verso un altro organo della Fondazione, piuttosto che quello ricgli interroganti, infine, che le modifiche statutarie delle Fondazioni, in base alla normativa vigente, spettano alle stesse, e debbono essere approvate dall’Autorità di Vigilanza, in caso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non mi esprimo in questa sede sul merito, sul quale rimando peraltro al programma di mandato, e lascio al giudizio di ciascuno se possa essere questo il momento più opportuno per intraprendere una tale iniziativa”.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Mps, Siena aspetta Alessandro Profumo | Economia Web
Mps, Siena aspetta Alessandro Profumo
di
Elia PietraL'ex amministratore delegato di Unicredit viene dato come prossimo presidente del Monte dei Paschi. Ipotesi Clessidra per l'azionariato.
Alessandro Profumo
Dopo Franco Bassanini e Giuliano Amato, a Siena, si parla di Alessandro Profumo quale prossimo presidente del Monte dei Paschi. Il rumour, riportato il 17 febbraio dal sito di informazione locale Ilcittadinonline.it comincia a circolare con insistenza.
Il ticket Mussari-Profumo, che dovrebbe scattare il prossimo aprile, quando verranno rinnovati i vertici della banca. E, stando alle indiscrezioni, a propiziarlo sarebbe l’eventuale ingresso di Clessidra (il private equity guidato da Claudio Sposito) nell’azionariato della Rocca.
Insomma, nonostante ci sia chi dà per scontato il ritorno di Profumo in sella a una grande banca nazionale, la quatità di “se” che circondano questa impotesi è tale da suggerire l’utilizzo dei proverbiali piedi di piombo.
SEGNALE DI ROTTURA CON IL PASSATO. Dopo Fabrizio Viola, arrivato a Siena a gennaio in qualità di direttore generale e destinato avestire i panni dell’amministratore delegato da aprile, quello di Profumo sarebbe il secondo ingresso di un “non senese” ai vertici dell’istituto. L’arrivo dell’ex amministratore delegato di Unicredit viene presentato, dalle fonti che riferiscono di questi movimenti, come un ulteriore passo nel senso della discontinuità rispetto alla gestione passata. Discontinuità che è stata chiesta dal sindaco di Siena Franco Ceccuzzi che ha receieme al presidente della Provincia Simone Bezzini, la decisione di permettere alla Fondazione di scendere sotto il 50% dei diritti di voto, arretrando comunque non sotto il 33,5% che garantisce una minoranza di blocco in assemblea straordinaria contro decisioni strategiche non gradite.
L’INCOGNITA CLESSIDRA E LE VOCI SU EQUINOX. Chi è convinto dell’imminente arrivo di Profumo, sostiene anche che questa nomina sarebbe favorita dall’ingresso nell’azionariato del fondo di private equity Clessidra. Ma chi teorizza questo ingresso ipotizza che la società acquisisca quella quota che (circa il 15% che la fondazione Mps ha deciso di dismettere), nei giorni scorsi, altre voci di mercato davano già in tasca a Equinox, il fondo lussemburghese di Salvatore Mancuso, e che lasciava immaginare un futuro in cui sarebbero arrivati a Siena manager provenienti dalla scuderia di Intesa Sanapolo.
«Di certo», ha riferito a Economiaweb.it, una fonte vicina alla situazione «chi entra con il 15% vorrà la possibilità di nominare il presidente». Procedendo per deduzioni, quindi, se davvero Profumo si appresta a trasfrerirsi a Siena, bisogna concludere che Sposito è in corsa e Mancuso, probabilmente, ha deciso di lasciar stare. Ma in questo scenario ci sono ancora troppi sè. Se una quota importante della banca è veramente passata di mano, Consob e Bankitalia non tarderanno a renderlo noto. E allora, forse, tutto sarà più chiaro.
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
PdL: "Il sindaco Ceccuzzi rifugge il confronto" - Siena, PdL, Consiglio comunale, interrogazione, Marzucchi
Ceccuzzi: ''Massimo impegno per la Fondazione MPS''
Martedì 21 Febbraio 2012 16:18
ShareIl sindaco di Siena ha risposto ad un’interrogazione di Gruppi “Sinistra per Siena” e “Per Corradi Sindaco”
“Una scarsa conoscenza da parte degli interroganti delle prerogative e dei compiti del Consiglio comunale e del Sindaco rispetto alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e un’irrefrenabile volontà di distinguersi, ai fini di visibilità politica che, per quanto legittima, può deteriorare lo svolgimento di un mandato unitario”. Con queste parole Franco Ceccuzzi, sindaco di Siena, ha commentato l’interrogazione dei Gruppi “Sinistra per Siena” e “Per Corradi Sindaco”, in merito alla situazione della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
“C’è – ha continuato Ceccuzzi - un evidente scostamento tra l’animosità che caratterizza l’interrogazione sia con i toni che con il clima che si registra nella Conferenza dei Capigruppo e sia con l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 29 novembre. Il percorso delineato è in pieno svolgimento e richiederebbe quella coesione a cui, responsabilmente, si giunse lo scorso 29 novembre. Dal momento che quell’ordine del giorno, comunque, non rappresenta per alcuno un contratto non rescindibile, lasciamo agli interroganti il pieno diritto di trarre le
$oid4efdfe99d57a0541bb000001
Fondazione Mps cerca soci, nessuna esclusiva Clessidra, Equinox-fonti | Notizie | Società Italiane | Reuters
Fondazione Mps cerca soci, nessuna esclusiva Clessidra, Equinox-fonti
martedì 21 febbraio 2012 11:28
Stampa quest’articolo[
-]
Testo [
+]
ROMA, 21 febbraio (Reuters) - L'advisor della Fondazione Mps, che lavora per trovare compratori fino al 15% della sua quota in Banca Mps per pagare parte del suo debito da 1,1 miliardi con le banche, ha siglato un accordo di riservatezza con i due fondi di private equity Clessidra ed Equinox che però non prevede né esclusive né alcuna prelazione nella cessione.
Lo hanno detto a Reuters due fonti vicine al dossier, una delle quali conferma anche indiscrezioni di stampa di contatti paralleli per cedere un pacchetto dell'8% circa a famiglie e imprenditori che già hanno legami con Mps.
"C'è un accordo di riservatezza siglato con i due fondi che è un passaggio formale che si fa con chi ha manifestato interesse a trattare per la quota, ma non c'è alcuna esclusiva ne' prelazione", spiega la fonte, riferendosi al lavoro che sta facendo Rothschild, adviser della Fondazione che è il principale azionista di Banca Mps con il 49% delle azioni (compresa le privilegiate) e che è disposta a scendere fino al 33,5% per poter pagare parte del suo debito entro il termine del 15 marzo quando scade la moratoria con le banche creditrici.
Un'altra fonte vicina al dossier conferma che "l'accordo di riservatezza non comporta la concessione di un'esclusiva: è una procedura standard".
Parallelamente e seguendo una soluzione che "sarebbe più coerente con il profilo di controparte strategica" a cui Fondazione vuole cedere il suo 15%, "c'è un sondaggio in corso tra famiglie e imprenditori che sono già cini al Monte per cedere una quota iniziale attorno all'8%", aggiunge la fonte.
A questa seconda soluzione potrebbe lavorare dietro le quinte l'ex direttore generale del Monte dei Paschi Antonio Vigni, ora consulente per la Fondazione.
"Del resto vedere un private equity come Equinox come un partner strategico a cui dare il 12% della banca e sapere che un terzo del fondo è di Intesa SP non è tranquillizzante", sintetizza la fonte.
Intesa SP è tra i creditori della Fondazione e sta trattando per avere un rimborso del credito senza escutere il pegno sulla sua quota di prestito garantita da azioni Montepaschi in mano alla Fondazione. Questo meccanismo, che vale anche per gli altri creditori esteri, tra cui JP Morgan, Credit Suisse e anche gli italiani Unicredit e Mediobanca , rischia di far perdere il controllo della banca alla Fondazione.
La strada alternativa è di ripartire una prima quota sotto il 10% "in mani meno collegate con il mondo della finanza", spiega la fonte.
Il profilo di questi soggetti alternativi appare ancora coperto. "Potrebbero essere imprenditori presenti in Antonveneta, con cui Vigni ha avuto buoni rapporti", ipotizza una seconda fonte. Il sindaco di Siena Franco Ceccuzzi in una intervista a Reuters aveva detto che che tratta "sul serio non si mostra. E credo che ci siano alternative".
(Stefano Bernabei)
- Ha contribuito da Milano Massimo Gaia