Libri e tecnologia
Appunti sparsi di Uomo Libro
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metaforum.it - 18/05/2012

Quant'è scomodo comprare libri digitali

Il mercato degli eBook in Italia è una babele, tra mille applicazioni e formati diversi. Un modo per gli editori per combattere la pirateria. E perdere lettori.

di Pino Bruno


E' arrivato anche Google Play Books, in Italia. Per semplificare, significa che è stato aperta una nuova libreria in cui acquistare eBook, cioè i libri in formato digitale. Evviva, direte voi. Più librerie, più libri, più lettori, più cultura. Sicuri che sia proprio così?

Per piacere, qualcuno dei soloni ...
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nove.firenze.it - 17/05/2012
Mercoledì 16 maggio 2012, 14:29 - Turismo in Toscana
Il Sistema bibliotecario di San Miniato presenta il progetto “Biblioteca digitale”, sabato 19 maggio alle ore 15.00, presso la biblioteca “M. Luzi” (Loggiati di San Domenico, 8).
L’applicazione della tecnologia digitale al mondo dei libri è ormai considerata un supporto fondamentale per una diffusione più ampia e aggiornata della conoscenza e dell’informazione. Tale piano d’innovazione rientra in un più ampio percorso avviato dalla Rete di biblioteche ...
dlibrary.go.kr - 15/05/2012
  Antique Book
This database has been implemented with text in the table of content information and with image in the full text information, applying to precious books and rare books of Antique Book collected in National Library of Korea. Essential item for search contains title of Official Notice and Official Notice number, etc. 23,151 volumes have been stored in the database.
Official Gazette (1894~1945)
This database has been implemented with text in the official notice and with ...
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corriere.it - 15/05/2012

L'utopia (riuscita) della biblioteca digitale

Accesso all'intero mondo virtuale. L'assalto dei blogger
alla «zona creativa» Modelli da copiare

L'atmosfera è quieta e luminosa come in molte moderne biblioteche del mondo, con grandi pareti interamente a giorno che si affacciano sull'ampio giardino esterno. La totale insonorizzazione degli ambienti annulla il rumore del traffico, un vero e proprio rombo, proveniente dall'arteria a dieci corsie che collega il centro di Seul con l'elegante distretto a sud del fiume Han.

Ma questa non è una struttura come le altre, è la Biblioteca Digitale coreana fondata nel 2009. La sua ...

forum.smsclient.it - 14/05/2012
Su Google Play arrivano due milioni di libri digitali sul mercato italiano. Sfida ad Amazon e Apple
Google sfida Amazon e Apple e porta i libri su Google Play, il negozio digitale che da qualche mese ha preso il posto dell'Android Market come porta di accesso ai contenuti digitali di Mountain View. Ora arrivano anche gli e-book. Subito due milioni di libri digitali per il mercato italiano, migliaia in italiano. Accessibili via web su pc, smartphone, tablet e e-reader, il tutto sincronizzato in cloud.
Il mercato degli ebook in Italia è ancora molto piccolo, vale circa l'1%, ma proprio l'Italia rappresenta un primato perché «è il primo Paese non in lingua inglese dove i libri ...
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lastampa.it - 14/05/2012
Editori pentiti dei Drm
"Via i lucchetti dai libri digitali" Per competere con i colossi americani e lanciare il formato elettronico in Italia Al Salone del Libroquest’anno si volta pagina. Per promuovere la crescita dell’editoria digitale, dichiarano i principali editori italiani, bisogna rimuovere i lucchetti anti-pirateria. Eppure, fino all’anno scorso insistevano a voler introdurre impedimenti per salvaguardare il diritto d’autore.

All’incontro «Vivere in rete: le mutazioni indotte dalle tecnologie digitali», a cura dell’Osservatorio ...
todolibroantiguo.es - 13/05/2012

Historia del Códice Dresde

Aunque no lo sabemos con certeza, muy probablemente, en 1519 el famoso conquistador Hernán Cortés lo envió personalmente a Madrid a la corte del entonces Rey Carlos V, en conjunto con otras llamadas “curiosidades”, además de los tesoros comunes.

Desde Madrid el códice llegó a Viena, donde el Rey tenía una de sus residencias. El códice permaneció ahí sin ninguna consideración hasta que en el año 1739 fue descubierto en una colección privada por Johann Christian Goetze, quien en aquel tiempo dirigía la Biblioteca Real de Sajonia en Dresden. El códice ...

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La Memoria del Mundo en la era digital: digitalización y preservación

Posted on 11/05/2012 by Raul | 1 comentario

    La UNESCO propone organizar una conferencia internacional del 26 al 28 de septiembre de 2012, en Vancouver (BC) – Canadá, para analizar las principales cuestiones que afectan a la conservación del patrimonio documental ...

ehibook.corriere.it - 13/05/2012

Audio e testo tra le nuvole. La risposta a Google dell’editore indipendente BookRepublic

di Alessia Rastelli

Non solo leggere ma anche ascoltare storie. E poterlo fare scegliendo di «sfogliare» l’ebook fino a un certo punto, per poi iniziare a sentire la narrazione dalla stessa identica frase a cui ci si era interrotti. Nello stesso tempo, far parte di una community di lettori e condividere con loro emozioni e pareri, oltre a tutte le statistiche sul dove, il come e il quando divorano titoli (foto a sinistra).
Sono alcune delle possibilità offerte dal nuovo Reader presentato dalla casa editrice e piattaforma digitale ...

Quant'è scomodo comprare libri digitali

Quant'è scomodo comprare libri digitali

Il mercato degli eBook in Italia è una babele, tra mille applicazioni e formati diversi. Un modo per gli editori per combattere la pirateria. E perdere lettori.



di Pino Bruno




E' arrivato anche Google Play Books, in Italia. Per semplificare, significa che è stato aperta una nuova libreria in cui acquistare eBook, cioè i libri in formato digitale. Evviva, direte voi. Più librerie, più libri, più lettori, più cultura. Sicuri che sia proprio così?



Per piacere, qualcuno dei soloni che discuteranno di eBook e Primavera digitale al Salone del Libro di Torino, può indossare i panni del potenziale acquirente che legge libri sui dispositivi mobili, tablet o smartphone che siano? Scoprirebbe che è una bella rottura di scatole, perché si è costretti a installare una miriade di diverse applicazioni, perché spesso i formati sono incompatibili, perché il sistema di pagamento non è mai lo stesso, perché i libri vanno a sistemarsi in scaffali dissimili.



E' come se ogni libreria tradizionale vendesse gli stessi libri realizzati però con criteri bislacchi: se lo compri alla Feltrinelli la copertina è fatta di marmo, mentre se entri da Fnac è fatta in velluto e sei vai da Giunti o da Rizzoli la fanno di alluminio e di ottone. Un impazzimento. Esagero? Faccio qualche esempio:



Compro l'eBook su Amazon e voglio leggerlo su iPad. Devo scaricare l'applicazione Kindle da Apple Store. Nessun problema, ovviamente, se voglio leggero sull'eReader Kindle.



Compro l'eBook su Google Play e voglio leggerlo sul Kindle. Impossibile. Va bene, voglio leggerlo su iPad. No, l'app non c'è ancora. Arriverà. Ok, lo leggo su tablet Android.



Compro l'eBook su Biblet, la libreria digitale di Telecom. Posso leggerlo su iPad e su Android, ma prima devo scaricare l'applicazione Biblet.



Compro l'eBook sulla Libreria Rizzoli online. Per leggerlo su iPad devo installare Adobe Digital Editions. Non basta. Devo andare sul sito Adobe e creare un'identità, poi scaricare e installare l'applicazione di lettura BlueFire Reader. E i tablet Android? Non pervenuti.



Mi fermo qui, perché immagino che già vi giri la testa e vi sia passata la voglia di leggere libri in formato digitale. Il paradosso - come ricorda giustamente Dario D'Elia - è che ".basta fare una banale ricerca su Google per individuare immediatamente migliaia di libri piratati pronti per la lettura".



Ecco dunque il boomerang. Per tentare di arginare il fenomeno della pirateria, editori e venditori complicano così tanto le procedure di acquisto, download e lettura, da spingere i lettori a scaricarsi i libri senza pagarli. Quanto ai formati di lettura - ePub, .mobi, Pdf, eccetera - ci sono software gratuiti, come Calibre, che convertono facilmente e aiutano a spostare gli eBook sul desktop e sui dispositivi mobili.



Non è un invito a piratare. Ci mancherebbe. I libri vanno acquistati. E' giusto e doveroso nei confronti degli autori e degli imprenditori che li pubblicano e li vendono. Già, ma come la mettiamo con i prezzi? Gli eBook costano troppo, punto e basta.



Certo, non è tutta colpa degli editori e dei venditori. C'è anche il paradosso dell'Iva. In Italia l'Iva sui libri digitali è al 21 per cento, mentre quella sui libri tradizionali è al 4 per cento. In Francia la Tva sui libri digitali è del 4 per cento, in Lussemburgo è del 3 per cento.



Insomma, grande è la confusione sotto il cielo. Lancio qui una proposta ambiziosa quanto utopistica. E se si cominciasse con un'applicazione universale? Una sola app per leggere tutti gli eBook, a prescindere da chi li vende. Una sola app per ogni tipo di tablet, un solo sistema di pagamento, un solo scaffale. basta con questa Babele che allontana i lettori.



Buon Salone del Libro e buon dibattito sulla Primavera Digitale.



Se vuoi leggere l'articolo con tutti i link clicca qui.

Gli editori davanti alla sfida di Amazon: bisogna fare presto

di Cristina Taglietti



TORINO — Il tema è «Vivere in Rete», ma per gli editori bisognerebbe aggiungere «Vivere in Rete ai tempi di Amazon». Perché di questo hanno parlato ieri al Salone i rappresentanti dei principali gruppi italiani in una tavola rotonda che vedeva assente proprio il colosso di Seattle che, dopo una prima adesione, ha deciso di non partecipare. Nonostante un certo ottimismo di fronte ai dati sull'avanzata del digitale (e alle previsioni) snocciolati da Andrea Rangone dell'Osservatorio Politecnico di Milano e da Vincenzo Russi del Cefriel, il punto sul futuro dell'editore più allarmante l'ha fatto Riccardo Cavallero, numero uno di Mondadori, quando ha detto che è «pericoloso pensare di avere tempo per reagire alle sfide tecnologiche, i grossi gruppi possono cadere se non si prende una strada precisa nei prossimi 12-24 mesi. Un'azienda come Mondadori ha dei vantaggi perché opera su media diversi, ma rischia anche più di una piccola. È chiaro che un -12% del mercato librario per un grande gruppo può avere un impatto molto forte». L'editore del futuro, secondo Cavallero, sarà più simile a un produttore teatrale: dovrà «mettere insieme un cartellone da portare sui vari dispositivi».



La rivoluzione digitale è paragonabile, secondo Gian Arturo Ferrari, soltanto alla nascita della stampa. «Tutte le figure cambieranno, cambierà la nozione di libro. D'altronde questa rivoluzione è fatta da produttori dell'hardware (Apple) e del software (Amazon e Goog) che di fatto hanno già trasformato il libro in una cosa che chiamano contenuti». Fine dell'editore dunque? «Il grosso tema è quello della disintermediazione — dice Alessandro Bompieri di Rcs Libri —. Un fenomeno come quello del self-publishing lascia intendere che si possa saltare ogni forma di mediazione. Il mercato americano dell'autopubblicazione nel 2011 è stato di 30 milioni di dollari, ma con un numero di libri enorme, alcuni dei quali hanno venduto poche copie. A parte alcuni casi eclatanti come Amanda Hocking, il vero business lo fa Amazon che prende il 30%. E poi gli autori che emergono cercano comunque un editore che li pubblichi anche sulla carta. Il vero problema è che Amazon riesce a controllare la fase finale, quella della vendita, e questo gli dà un vantaggio competitivo».



L'editore resisterà anche secondo Stefano Mauri, amministratore delegato del gruppo Gems. «Continuerà a fare quello che fa ora: scouting e la proposta di libri sul mercato. Certo, dovrà competere non con i 60 mila titoli che ora escono in un anno in Italia, ma con qualche milione. Il rischio è che si formino posizioni dominanti, ma ci sono autorità preposte per tutelare gli editori da questo, come l'Antitrust».

Che fine faranno le librerie in tutto questo è l'altro grande tema che preoccupa gli addetti ai lavori. Cavallero non si stupirebbe «se Amazon adesso aprisse anche dei negozi fisici», Dario Giambelli delle Librerie Feltrinelli sostiene che la rivoluzione non è certo dietro l'angolo: «C'è anche un'operazione mediatica e pubblicitaria gestita in modo efficace da alcuni operatori economici. Non mi scandalizza la parola "imperialismo" riferita ai grandi player: significa solo prendere atto di fatti che hanno un impatto sociale. In realt&ve;, i tempi di questi cambiamenti sono lunghi. Nelle librerie c'è un rapporto sociale, non solo affaristico che è ancora necessario». Anche secondo Mauro Zerbini di Ibs, il retailer online che si è appena fuso proprio con le librerie fisiche Melbookstore, «non bisogna temere l'innovazione tecnologica ma i monopoli, anche se mi rendo conto che dal momento che chi porta l'innovazione tecnologica è anche chi cerca di imporre il monopolio, il rischio è buttare il bambino con l'acqua sporca».



Carmine Donzelli reagisce alla «pressione digitale» con una provocazione simbolica, riempiendo lo stand di scatoloni per ricordare che la maggior parte dei libri sono ancora di carta. «Non è polemica, ma semplicemente che il supporto per me è il mezzo, non il fine. Qualunque innovazione quando aggiunge potenzialità è benvenuta, ma vedo troppo poca sperimentazione intorno all'ebook. A me va bene qualunque canale, ma come editore mi devo assumere la responsabilità di che cosa ci metto dentro. Quello che noi cerchiamo di fare ora è dare maggiore intensità alla qualità cartacea dei nostri libri, facendo attenzione alla grammatura, alla grafica. E poi vogliamo pensare a dei progetti digitali specifici, che abbiano senso per i nostri libri».





Corriere della Sera 11 maggio 2012

Il manifesto di Amazon

"In Italia la vera anomalia sono i grandi editori la tecnologia libera l’uomo e le piccole librerie" - "Il nostro successo? Promettiamo un catalogo ricco, consegne rapide e bassi prezzi. E siamo di parola" - Martin Angioni, numero uno italiano della multinazionale, difende il gruppo dalle accuse e spiega invece come ha allargato il mercato



di Simonetta Fiori



TORINO. Dunque sarebbe lui il temibile barbaro, Martin Angioni, il capo di Amazon in Italia? Lui che discende dall´aristocrazia di sangue e di cultura, figlio di un cavaliere olimpionico cagliaritano e d´una libraia d´antica casata tedesca? Il profilo appare lontano dal ritratto fosco di Gengis Khan dell´editoria mondiale, che è emerso anche ieri pomeriggio dalla tavola rotonda dei colossi italiani. «Hanno detto che siamo i nuovi imperialisti, ma è un´accusa che mi fa sorridere. Mi sono laureato in Economia e Commercio con Sergio Ricossa. E le mie stelle polari sono Gadamer e Popper». Tra i suoi insegnanti figurano anche Mario Deaglio ed Elsa Fornero, che poco prima inaugurava il Salone sulle note struggenti del Todo Cambia. Sì, è la fiera del "todo cambia". E Martin Angioni, singolare figura di manager quarantaquattrenne, la incarna esemplarmente. Le sue maniere franche fanno sobbalzare la frangetta di Marisandra, l´addetta stampa che corregge e sopisce. Lui non sembra badarci troppo. «Gli editori esprimono malumore. Ma cosa hanno fatto negli ultimi trent´anni per allargare il mercato dei lettori? Assolutamente nulla. Amazon è un´azienda seria e trasparente, che ha portato i libri dappertutto».

S&igra;, avete rivoluzionato la distribuzione, facendo piangere i librai.

«Non è Amazon che ha ucciso le librerie, ma i supermercati e le grandi catene. Sono loro che hanno messo in difficoltà i punti vendita indipendenti. Ma che vuole un editore come Feltrinelli che è titolare di un´importante catena libraria? Questa è un´anomalia italiana, il fatto che i grandi gruppi editoriali controllino anche la distribuzione».

Sua madre, Elizabetta zu Stolberg, aveva una raffinata libreria a Torino e ha dovuto rinunciarvi.

«Sì, ora al posto della libreria Druetto, fondata da mio bisnonno nel 1918, c´è un negozio Stefanel. Cinque anni fa la decisione di chiudere. Era diventato un lavoro molto difficile».

Allora possiamo dare una lettura in chiave famigliare: il figlio vendicatore della madre vessata dalle catene librarie…

«Mia madre guarda con favore alla mia nuova attività. Non è ideologica. Forse perché ha sperimentato direttamente la difficoltà di vendere i libri».

Lei ha mai lavorato nella libreria Druetto?

«Sì, da ragazzo, d´estate e nelle feste natalizie. Facevo il fattorino e aprivo gli scatoloni pieni zeppi di libri. Poi gli ordini hanno cominciato a scendere, e anche il personale».

Stefano Mauri sostiene che siete voi i veri guardiani del libro. Vi ergete a liberatori, ma in realtà siete una delle poche multinazionali che blindano il mercato.

«Non è così. Aprire una libreria su Internet lo può fare chiunque. Dipende da come lo si fa. Noi siamo stati bravi. Ma anche la piattaforma di Ibs (ndr controllata da Mauri) è molto meglio di Bol, paragonabile a un negozio sciatto che respinge il visitatore. Abbiamo centosessanta milioni di clienti nel mondo. Pensa che li abbia costretti qualcuno? Evintemente hanno la loro convenienza».

Non c´è dubbio. Ma oggi potete contare su una forza mondiale che non ha concorrenti.

«Ma fino al 2001 si diceva che Amazon fosse sull´orlo del fallimento. Lavoravo a New York, alla J.P. Morgan, e ricordo che si scommetteva sul crollo dell´azienda di Seattle. Il fatto è che noi promettiamo ricchezza di catalogo e rapidità. E poi manteniamo la promessa, garantendo prezzi bassi».

Fin troppo, lamentano i librai. Pisanti, già presidente dei librai italiani, lamenta che non rispettate la legge Levi facendo un ulteriore sconto di 5 euro su trenta euro di libri acquistati.

«No, un momento. Quello sconto vale per tutto quello che vendiamo su Amazon, tranne che per i libri. Mica siamo nati ieri. È un modo di far conoscere tutta la nostra offerta on line. Amazon non fa pubblicità, quindi ci dobbiamo inventare nuove forme di promozione».

Ma in questo mare magnum di attrezzi per giardinaggio, utensili di cucina, arredi per il bagno, non c´è il rischio che il libro perda la sua centralità?

«Ma perché mai? Amazon è una piattaforma generalista, ma mantiene un´alta specializzazione in tutte le sezioni. Se vuole comprare un tagliaerba, troverà una grande varietà di tagliaerba. Questo vale per i mestoli da cucina e per tante altre cose».

Ma il libro è diverso.

«Non deve convincermi. Da ragazzo compravo le cinquecentine e le portavo a rilegare dai più esperti artigiani torinesi. Ho la casa invasa dai libri. Sono un piccolo collezionista d´arte. Mi sono formato dall´editore Allemandi, e sul Giornale dell´Arte scrivevo articoli sull´economia della cultura. Questo è il mio mondo di riferimento. Ma non lo vedo in conflitto con Amazon, tutt´altro. Abbiamo permesso a tutti, anche a chi vive nelle lande più sperdute, di avere i libri a casa in pochi giorni».

Non si discute la sua utilità. Ci si chiede se questa straordinaria macchina non sia utile perché chi ha già famigliarità con la lettura. E se per tutti gli atri non sia più preziosa la vecchia figura del librario, quella incarnata da sua madre.

«Sì, lei si divertiva molto a raccontare le storie, creando intorno a sé una comunità di amici lettori. Ma anche su Amazon si trovano recensioni, suggerimenti, guide alla scelta».

Non vorrà metterli sullo stesso piano?

«No, anche perché le dimensioni sono diverse. Allora diciamo così: speriamo che i bravi librai continuino a esistere. Sono le librerie-deposito che non servono più».

Le librerie di catena?

«L´ha detto lei».

Molti editori lamentano il rischio che il libro come l´abbiamo conosciuto nel corso di vari secoli cambi fisionomia. Eric Vigne di Gallimard ha fatto l´esempio della Recherche su twitter: ieri sono andato a letto tardi.

«Questa è la reazione ideologica tipica di chi sta in difesa. Hanno paura che quella idea del libro entri in crisi. Ma non è così. La tecnologia sta liberando l´uomo, moltiplicando le sue potenzialità. A Venezia, nel Cinquecento, gli aristocratici preferivano i libri di pergamena perché quelli a stampa sembravano volgari. E Platone racconta che la scrittura venne accolta con ostilità da chi temeva si perdesse la memoria orale».

Tutti i grandi mutamenti culturali sono stati vissuti con accenti apocalittici. Però riconoscerà che Bezos, fondatore di Amazon, non è stato molto incoraggiante con gli editori. Il selfpublishing – ha sostenuto – li rende fatalmente ili.

«Ma non è un requiem per l´editore, che resta una figura essenziale per l´autore, quasi paterna. Semmai, un invito a far meglio, e di più. Einaudi, con il suo glorioso catalogo, esisterà sempre. Il bello di Internet è che c´è posto per tutti, per il gelato Algida e per la bottega artigianale. Tutto il resto sono isterismi inutili, a cui non voglio replicare».

Ma non è stato sbagliato snobbare la tavola rotonda con i grandi gruppi editoriali italiani? Perché non ha voluto parteciparvi?

«Il rischio è che siano incontri autoreferenziali. E poi volevo evitare attacchetti o beghe di cortile. Amazon è un´azienda seria e integra, che fa bene il suo mestiere. Chi compra un kindle acquista un 3,5 per cento di libri in più rispetto a prima, sia cartacei che digitali. Abbiamo allargato ovunque il mercato dei lettori».

Dal vostro debutto italiano, nel dicembre scorso, quanti libri avete venduto?

«Il fatturato complessivo del 2011 ha superato i quaranta miliardi di dollari, con una crescita del 41 per cento sull´anno precedente. Ma non possiamo rendere noti i dati sul singolo paese. È la politica dell´azienda».

Non è segno di trasparenza.

«È una politica come un´altra, va rispettata».

Da dicembre il mercato italiano è ulteriormente calato.

«C´è una terribile crisi, che ci incoraggia nel nostro lavoro. In Italia ci sono venti milioni di persone che non leggono libri, e noi tentiamo di gettare un´esca. Se riusciamo a convertirne qualcuno, ci possiamo considerare soddisfatti. Gli editori italiani lo dicono da tantissimo tempo, ma non sono mai riusciti a farlo».





SAN MINIATO. Ecco la “Biblioteca digitale” e anche la pagina facebook


E-Book - La “Biblioteca digitale” a San Miniato
Mercoledì 16 maggio 2012, 14:29 - Turismo in Toscana
Il Sistema bibliotecario di San Miniato presenta il progetto “Biblioteca digitale”, sabato 19 maggio alle ore 15.00, presso la biblioteca “M. Luzi” (Loggiati di San Domenico, 8).
L’applicazione della tecnologia digitale al mondo dei libri è ormai considerata un supporto fondamentale per una diffusione più ampia e aggiornata della conoscenza e dell’informazione. Tale piano d’innovazione rientra in un più ampio percorso avviato dalla Rete di biblioteche della provincia di Pisa Bibliolandia, di cui San Miniato fa parte.

La presentazione del progetto avviene in occasione di un mese particolare, “Il Maggio dei Libri”, campagna nazionale nata nel 2011 con l’obiettivo di valorizzare il ruolo sociale della lettura nella crescita personale, culturale e civile. La campagna, che quest’anno si svolge anche con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, per il 2012 è dedicata a web, scuola e giovani, per coinvolgere sempre di più i lettori di domani attraverso un uso dinamico di Internet e delle tecnologie digitali.

In particolare, l’illustrazione del progetto “Biblioteca Digitale” promosso dal Sistema bibliotecario di San Miniato verterà sui seguenti aspetti:
· l’uso dei nuovi supporti digitali e-reader e tablet, per il prestito e la lettura di e-book e l’utilizzo delle risorse elettroniche in rete
&middazione delle risorse documentarie cartacee storiche locali
· la piattaforma della Regione Toscana Medialibrary OnLine (contenente, oltre agli e-book anche audiolibri, musica, filmati, immagini, enciclopedie, etc.
· la banca dati Pressdisplay, la più grande edicola on-line del mondo (oltre 1300 tra riviste e giornali di tutto il mondo)
· la piattaforma Torrossa della Casalini Libri, che contiene oltre 180000 items digitali tra monografie, atti di convegni e riviste di editori italiani e spagnoli
· la nuovissima pagina Facebook della Biblioteca

Durante l’incontro sarà possibile, insieme agli addetti esperti, approfondire una serie di questioni ormai parte del linguaggio quotidiano:
che cos’è un e-book?
come si usa un e-reader e come si fa a leggere un libro “digitale”?
che differenza c’è tra un e-reader e un tablet?
come si fa ad averli in prestito?
quali sono le risorse gratuite e a pagamento che si possono trovare su Internet?
come si può comunicare con la pagina Facebook della biblioteca e che cosa ci si può trovare?

L’incontro è rivolto ad un pubblico di adulti e giovani adulti, ma anche i più piccoli saranno accolti in uno spazio a loro dedicato di “animazione della lettura”: mentre genitori e nonni si immergeranno nel mondo della multimedialità, figli e nipoti potranno divertirsi con le più simpatiche avventure lette appositamente per loro.
A fine serata verrà offerta una merenda a tutti i partecipanti, grazie agli esercenti del centro storico “Il Cantuccio di Federigo” pasticceria artigiana e “Così è se vi piace” alimentari.



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  Antique Book
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Korea-Related Data Published in Foreign Language
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L'utopia (riuscita) della biblioteca digitale - Corriere.it

L'utopia (riuscita) della biblioteca digitale

Accesso all'intero mondo virtuale. L'assalto dei blogger

alla «zona creativa» Modelli da copiare

L'atmosfera è quieta e luminosa come in molte moderne biblioteche del mondo, con grandi pareti interamente a giorno che si affacciano sull'ampio giardino esterno. La totale insonorizzazione degli ambienti annulla il rumore del traffico, un vero e proprio rombo, proveniente dall'arteria a dieci corsie che collega il centro di Seul con l'elegante distretto a sud del fiume Han.

Ma questa non è una struttura come le altre, è la Biblioteca Digitale coreana fondata nel 2009. La sua peculiarità, che la distingue da ogni altra biblioteca del mondo, in Occidente ma anche nel Far East, è di aver dato alla virtualità una sede fisica, collocando l'accesso digitale ai media (e non soltanto ai libri) in un apposito, avveniristico edificio.

La National Library of Korea, a pochi passi, contiene milioni di volumi cartacei, parte dei quali antichi e preziosi. La Dibrary, come viene chiamata per crasi la Digital Library, apre invece gratuitamente le porte all'intero mondo mediatico digitale. Tramite una card gli utenti possono consultare ogni tipo di materiale informativo e di lettura: dagli ebook ai documenti ai quotidiani sfogliabili su grandi schermi capaci di contenere i formati broadsheet , il formato del Corriere della Sera di una volta, per capirci, con una modalità di sfoglio identica a quella che si usa quando si legge il giornale sull'iPad.

Fin qui la parte più tradizionale. In un altro settore della Dibrary ci sono le stanze con molti posti collocati a semicerchio che gli iscritti possono prenotare per vedere i film in dvd con gli amici. Anche qui l'insonorizzazione consente di ridere e fare commenti senza disturbare gli altri fuori.

Poi c'è la «gallery zone», ovvero gli spazi dove il pubblico accede a un'ampia produzione video sull'arte coreana e internazionale in tecnologia tridimensionale, attraverso pannelli multischermo e ologrammi.

L’edificio avveniristico ha dato fisicità a ciò che è immateriale

Korean wave Immagini della Biblioteca dove è possibile consultare qualunque tipo di materiale informativo: c’è anche un’area creativa con studio radio e tv

Già questa parte della visita sarebbe sufficiente a far sgranare occhi europei e italiani. Ma il settore che colpisce di più è in realtà la cosiddetta «zona creativa». In queste stanze, da prenotare in media con tre giorni di anticipo, il pubblico trova una completa attrezzatura per il «digital editing»: in altre parole, se è capace, può farsi un proprio giornale. E, prenotando con un anticipo ancora maggiore, può utilizzare, assistito, uno studio radiofonico e uno televisivo perfettamente attrezzati. Il successo di quest'ultima sezione presso i blogger è stato tale che i responsabili della biblioteca digitale stanno pensando di allungare l'orario di utilizzo, oggi di tre ore a persona, o, addirittura, di raddoppiare le strutture dedicate.

La Dibrary rappresenta, nella sua singolarità, l'iniziativa anche simbolica di un Paese che ha grandiioni di sviluppo - essere tra le prime economie del mondo entro il 2020, anche a spese della Cina e del Giappone - e ha chiamato questo programma «Korean Wave», onda coreana. Seul possiede già un'infrastruttura tecnologica d'avanguardia diffusa nel Paese, una rete a banda larga del tutto coerente e adeguata a quest'ambizione. La penetrazione di Internet è totale. Sedici su quarantotto milioni di coreani dispongono di collegamenti superiori ai cento Megabit grazie alla fibra ottica e quattro milioni e mezzo usano la quarta generazione mobile Lte (Long Term Evolution), che in Italia e tranne eccezioni in Europa è ancora allo stadio sperimentale.

Ma l'impegno (anche finanziario) del Paese non è rivolto soltanto a potenziare le autostrade dell'informazione: una cura costante - di cui la Dibrary rappresenta un esempio monumentale - è dedicata ad alfabetizzare il pubblico, giovane e non giovane, per mettere la cultura generale del Paese al passo con i tempi e con il mondo. È anche questo spirito - tipico di un Paese spronato dalla divisione seguita alla guerra civile, dalla vicinanza minacciosa della Corea del Nord comunista e dal ricordo della recente povertà - che la Corea del Sud accumula record globali, dalla competitività informatica all'egovernment.

Visitando la Digital Library non si può, per contrasto, fare a meno di pensare a un ambizioso progetto italiano di moderna anche se differente concezione: quello della Beic, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, pensata nel 2004 come struttura d'eccellenza, poi non finanziata e rimasta sulla carta. E non si può evitare di chiedersi: perché non prendere in considerazione il «modello digitale coreano»?

Edoardo Segantini






Su Google Play Arrivano Due Milioni Di Libri Digitali Sul Mercato Italiano - SmsClient.it Forum
Su Google Play arrivano due milioni di libri digitali sul mercato italiano. Sfida ad Amazon e Apple




Google sfida Amazon e Apple e porta i libri su Google Play, il negozio digitale che da qualche mese ha preso il posto dell'Android Market come porta di accesso ai contenuti digitali di Mountain View. Ora arrivano anche gli e-book. Subito due milioni di libri digitali per il mercato italiano, migliaia in italiano. Accessibili via web su pc, smartphone, tablet e e-reader, il tutto sincronizzato in cloud.
Il mercato degli ebook in Italia è ancora molto piccolo, vale circa l'1%, ma proprio l'Italia rappresenta un primato perché «è il primo Paese non in lingua inglese dove i libri arrivano su Google Play» spiega Chiara De Servi, strategic partner manager di Google. Gli ebook sono sincronizzati su più dispositivi: una volta entrati sul negozio digitale si può scaricare il libro. Il download non avviene sul dispositivo ma rimane sulle "nuvola", ovvero i server di Google, per poi tornare accessibile una volta che ci si connette nuovamente a Google Play, anche con altro dispositivo. Il lettore può dunque iniziare il libro su tablet, poi tornare via smartphone e vedersi proposta la pagina cui era arrivato. Vale lo stesso per l'e-reader, «ci sono oltre 80 e-reader compatibili - continua Chiara De Servi - Stiamo inoltre lavorando per arrivare su iOs, e quindi iPhone e iPad, come già succede in Inghilterra, Australia, Stati Uniti e Canada».

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Il primato italiano rispetto agli altri Paesi europei è dovuto alla vivace partecipazione degli editori: Mondadori, Einaudi, Piemme, Sperling&Kupfer, Rizzoli.Adelphi, Bompiani, Longanesi, Garzanti, Guanda, Feltrinelli, Giunti, Newton, Compton, BaldiniCastoldiDalai, il Saggiatore, Hoepli, De Agostini, Gruppo 24 Ore. «Il mercato egli e-reader da noi è ancora piccolo, ma sta crescendo - dice Sandra Furlan, responsabile sviluppo digitale libri trade Mondadori -. Nel primo trimestre 2012 abbiamo fatto più download rispetto a tutto il 2011. Ora la sfida è sui contenuti. Nelle prossime due settimane metteremo sul mercato i primi grossi blocchi di catalogo storico di Mondadori».
Il settore in Italia vale circa l'1% del mercato dei libri ed è raddoppiato nei primi 4 mesi del 2012, mentre negli Stati Uniti - dove il lettore Kindle di Amazon è arrivato nel 2007, insieme all'iPhone di Apple - vale circa il 20%, con un giro d'affari nel 2011 di 1,2 miliardi di dollari. Alcune stime dicono che l'Italia arriverà a questa percentuale entro il 2017. Quello che è certo che sui libri digitali si sta giocando, sul medio periodo, una partita importante dove i protagonisti sono le grandi multinazionali. Amazon, con il suo store, l'applicazione Kindle multidevice e il lettore Kindle da una parte, e Apple dall'altra. Al momento la lettura dei libri digitali avviene infatti più su tablet che su ebook, e Cupertino è regina del settore. Seguita da Google e i suoi tablet Android, che con Google Play cerca proprio di accelerare su questo percorso. Nel frattempo, pochi giorni fa, Microsoft ha stretto un'alleanza con Barnes & Noble e Apple è sotto indagine con l'accusa di aver gonfiato i prezzi con alcuni editori.
Nel caso di Cupertino la spartizione dei ricavi con gli editori consente alla piattaforma di conservare il 30%. Google a domanda risponde: «I nostri sono accordi confidenziali, non possiamo parlare di revenue share». Oggi la distribuzione di libri digitali avviene nell'80% dei casi dai negozi digitali delle grandi multinazionali. In Italia vendono online, tra gli altri, anche Ibs, Feltrinelli, Bol, Rizzoli, Book Republic.
Qual è la politica dei prezzi praticata dagli editori per i libri digitali rispetto a quelli su carta? «Riteniamo che i libri digitali debbano avere un prezzo inferiore, un libro nuovo lo vendiamo al massimo a 9.99 euro - risponde Sandra Furlan di Mondadori -. La cifra è uguale sui diversi negozi digitali». Marco Viviani, direttore servizi generale di Mauri Spagnol dice: «Il 90% dei nostri ebook costa il 30% in meno rispetto al libro fisico», mentre per Marcello Vena, capo dei prodotti digitali di Rcs «dipende dal valore del prodotto. In media costa un 30% in meno, a meno che non ci siano contenuti extra. Non è ancora il caso, ma in futuro potremmo vederne. Va sottolineato che c'è un gap rispetto agli altri Paesi europei: da noi l'Iva sui contenuti digitali è al 21%, mentre sul cartaceo è al 4%. L''Italia arriva per prima su Google Play ma per ultima, in Europa, in questa disparità di trattamento che svantaggia la vendita di contenuti digitali».



Editori pentiti dei Drm "Via i lucchetti dai libri digitali" - LASTAMPA.it
Editori pentiti dei Drm

"Via i lucchetti dai libri digitali" Per competere con i colossi americani e lanciare il formato elettronico in Italia Al Salone del Libroquest’anno si volta pagina. Per promuovere la crescita dell’editoria digitale, dichiarano i principali editori italiani, bisogna rimuovere i lucchetti anti-pirateria. Eppure, fino all’anno scorso insistevano a voler introdurre impedimenti per salvaguardare il diritto d’autore.



All’incontro «Vivere in rete: le mutazioni indotte dalle tecnologie digitali», a cura dell’Osservatorio Politecnico di Milano e del Cefriel, ieri c’era il Gotha dell’editoria: Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro e la lettura; Alessandro Bompieri, amministratore delegato Rcs Libri; Riccardo Cavallero, Chief Content Officer, direttore generale Libri Trade del Gruppo Mondadori; Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato Gems Gruppo Editoriale Mauri Spagnol; Dario Giambelli, amministratore delegato Effe 2005 Gruppo Feltrinelli; Mauro Zerbini, amministratore delegato di Ibs. Ognuno differiva sulla percezione dell’urgenza del passaggio al digitale: per Ferrari «nessuno può prevedere il futuro, ma non è simpatico che la rivoluzione in atto sia in mano a produttori di hardware e industriali del software come Apple, Amazon e Google»; per Bompieri «il fenomeno del self-publiermedia” il rapporto tra autori e lettori è simile a quello dei blog rispetto ai giornali tradizionali: pochi sono riusciti a emergere»; per Cavallero e per Giambelli bisogna collegare le librerie fisiche ai tablet; Zerbini ha annunciato che ne aprirà per mantenere la leadership in Italia nonostante lo sbarco di Amazon; Mauri ha ammesso che il ruolo dell’editore è sempre più difficile.



Tutti d’accordo però su un errore da eliminare al più presto: il cosiddetto «drm» (digital rights management, gestione dei diritti digitali) ostacola la diffusione degli ebook aggiungendo lucchetti virtuali facilmente superabili dai pirati, ma che allontanano i lettori disponibili a pagare il prezzo giusto pur di ricevere un buon servizio, oltre che un buon prodotto editoriale. «Meglio rischiare un po’ di pirateria, ma aprirsi all’opportunità dell’editoria digitale per essere competitivi nei confronti della concorrenza americana» ha sintetizzato Vincenzo Russi, direttore generale del Cefriel, centro di eccellenza per l’innovazione. D’accordo anche Andrea Rangone del Politecnico di Milano: il mercato «ecommerce più ebook» sul totale del mercato dei libri è passato dall’1 per cento del 2007 a circa il 4,5 per cento del 2011. Ma, sebbene siano triplicati i titoli digitali disponibili in italiano, si tratta di numeri ancora marginali perché le tecnologie ancora complicano, anziché semplificare la vita.



Il rischio è che il mercato italiano venga colonizzato dai tre grandi gruppi americani leader, Amazon, Apple e la nuova entità «Newco» che sta nascendo dall’alleanza Microsoft-Barnes&Nobles per gli ebook: vale la pena sfruttare il loro punto debole, e cioè che offrono sistemi proprietari, chiusi, anziché standard aperti che permettano ai lettori-consanche semplicemente di spostare e condividere agevolmente i libri e gli altri contenuti digitali sulle varie loro «piattaforme», che siano computer, smartphone, tablet o «eReader» (i lettori ebook con l’inchiostro elettronico che erano di gran moda nelle passate edizioni del Salone, ma che quest’anno hanno ceduto il passo al boom di iPad e simili). Dopotutto, prestare un libro di carta è facile, e non è illegale: perché deve essere considerato illegale e reso difficile nella versione digitale? «La novità che farà volare l’editoria elettronica sarà il cambio di formati che portano i contenuti a essere accessibili sul Web» commenta Marco Ferrario, amministratore delegato di BookRepublic. Da una parte il formato chiuso di Amazon, dall’altra quello aperto, «ePub»: quest’ultimo in Italia può essere il cavallo di battaglia per contrastare il predominio dell’offerta made-in-Usa.




imagen incluida en el codigo dresde maya



Historia del Códice Dresde

Aunque no lo sabemos con certeza, muy probablemente, en 1519 el famoso conquistador Hernán Cortés lo envió personalmente a Madrid a la corte del entonces Rey Carlos V, en conjunto con otras llamadas “curiosidades”, además de los tesoros comunes.

Desde Madrid el códice llegó a Viena, donde el Rey tenía una de sus residencias. El códice permaneció ahí sin ninguna consideración hasta que en el año 1739 fue descubierto en una colección privada por Johann Christian Goetze, quien en aquel tiempo dirigía la Biblioteca Real de Sajonia en Dresden. El códice aparentemente le fue regalado por el desconocido dueño, ya que para él era algo inentendible y por ende algo sin valor alguno. Goetze, sin embargo, donaría el códice en el año 1744 a la Biblioteca Real, relegándose al olvido.

Durante 70 años pasó inadvertido, hasta que en 1810 el destacado científico alemán Alexander Von Humbolt lo dio a conocer en sus Vues des cordillérres et monuments des peuples indígenes de l’Amérique, que incluía reproducciones de algunas de sus páginas (la obra es un libro muy valorado por el que se ha pagado más de 90.000 dólares).

Poco después en 1825 o 1826 el italiano Agostino Aglio reprodujo parte del códice para la obra de Lord Kingsborough llamada “Antiquities of México” en 9 volúmenes. Aglio había preparado también una versión a color, pero Kingsborough murió antes de que se publicara. Se llamó posteriormente Códice Kingsborough, en recuerdo de su compilador, al conjunto de documentos facsimilares y de copias de los manuscritosprecolombinos mesoamericanos que incluyó Lord Kh en su publicación original: Antiquities of Mexico

Durante el siglo XIX y XX el códice continuó siendo reproducido con mayor o menor fortuna por distintas personas que visitaron la ciudad y fotografiaron la obra. Por desgracia, durante la Segunda Guerra Mundial, la ciudad de Dresde fue bombardeada por los aliados y el códice que lleva el nombre de esa ciudad sufrió severos daños en 12 de sus páginas, debido al agua usada para apagar los graves incendios que se propagaron por la ciudad. Por suerte, había ya copias de la obra antes de la Segunda Guerra Mundial con lo que podemos saber su contenido antes del deterioro.





La Memoria del Mundo en la era digital: digitalización y preservación | Documanía 2.0

La Memoria del Mundo en la era digital: digitalización y preservación

Posted on 11/05/2012 by Raul | 1 comentario

    La UNESCO propone organizar una conferencia internacional del 26 al 28 de septiembre de 2012, en Vancouver (BC) – Canadá, para analizar las principales cuestiones que afectan a la conservación del patrimonio documental digital, a fin de desarrollar estrategias que contribuyan a una mayor protección de los recursos digitales y ayudar a definir una metodología de implementación que sea adecuada, en particular, para los países en desarrollo.

    La Conferencia reunirá a profesionales de los sectores de Patrimonio, así como gobiernos, industria de TI y otros interesados, para evaluar las políticas actuales a fin de proponer recomendaciones prácticas para asegurar el acceso permanente al patrimonio documental digital.

    Aunque hoy el conocimiento es creado y se consigue principalmente a través de medios digitales, es muy efímero y su desaparición podría conducir al empobrecimiento de la humanidad. A per de la aprobación de la Carta de la UNESCO sobre la preservación del Patrimonio Digitalen 2003, todavía no hay suficiente conciencia de los riesgos de pérdida del patrimonio digital.

    La información digital tiene valor económico como producto cultural y como fuente de conocimiento; desempeña un papel importante en el desarrollo nacional sostenible porque, cada vez más, se crea información personal, gubernamental y comercial solo en forma digital. Los recursos nacionales digitalizados constituyen también una inmensa riqueza para los países interesados y la sociedad en general. La desaparición de este patrimonio generaría un empobrecimiento económico y cultural y obstaculizaría el avance del conocimiento.

    Asegurar la continuidad digital de los contenidos requiere superar obstáculos legales, tecnológicos, sociales, financieros y políticos. Se espera que la Conferencia lleve a:

    • la puesta en marcha de iniciativas concretas, relacionadas con la preservación digital y el fomento del acceso al patrimonio documental a través de la digitalización;
    • la actualización o revisión de la Carta de la UNESCO sobre la Preservación del Patrimonio Digital;
    • la identificación de los marcos legales que faciliten la preservación digital a largo plazo;
    • el acuerdo sobre la promoción o desarrollo de estándares de intercambio;
    • definición de las respectivas funciones de profesiones, académicos, industria y  gobiernos para abordar diversas cuestiones y un modelo para su cooperación.





Audio e testo tra le nuvole. La risposta a Google dell’editore indipendente BookRepublic | EHI BOOK!

Audio e testo tra le nuvole. La risposta a Google dell’editore indipendente BookRepublic

di Alessia Rastelli

Non solo leggere ma anche ascoltare storie. E poterlo fare scegliendo di «sfogliare» l’ebook fino a un certo punto, per poi iniziare a sentire la narrazione dalla stessa identica frase a cui ci si era interrotti. Nello stesso tempo, far parte di una community di lettori e condividere con loro emozioni e pareri, oltre a tutte le statistiche sul dove, il come e il quando divorano titoli (foto a sinistra).

Sono alcune delle possibilità offerte dal nuovo Reader presentato dalla casa editrice e piattaforma digitale BookRepublic al Salone del libro di Torino. 

Ovvero una web app che consente anche di leggere i libri digitali direttamente dal browser su tutti i dispositivi connessi a Internet, dal pc agli smartphone, ai tablet, agli ereader, eliminando il problema dei Drm.

Un meccanismo di fruzione basato sul cloud computing, identico a quello lanciato lo scorso martedì da Google. Ma diverse, ovviamente, sono le proprzioni e l’orizzonte d’attesa:  il gigante mondiale dei motori di ricerca contro uno dei più innovativi e-editori italiani indipendent che già Marco Ferrario, cofondatore di BookRepublic, aveva commentato al lancio della nuovo negozio online di Mountain View: «Il nostro valore aggiunto è piuttosto di essere un sistema: non siamo solo un punto vendita online ma una community e una piattaforma che offre qualità e percorsi di lettura». 

In questa direzione va dunque il Reader presentato qui a Torino, mettendo a disposizione nuovi servizi per i clienti di BookRepublic. Iscrivendosi sul sito dello store, infatti, si possono acquistare gli ebook,  averli immediatamente a disposizione per la lettura grazie alla web app, commentarli e condividere frasi e  passaggi sulla community del gruppo, Zazie.it. Sul proprio account, inoltre, è possibile caricare anche i libri digitali acquistati su altri store.  

 «Attualmente in versione beta, la nuova web app -  sviluppata in collaborazione con Log607 (società controllata da Marsilio editore) e con Emons Libri – sarà a disposzione per tutti da luglio» annuncia da Torino l’altro fondatore di BookRepublic Marco Ghezzi.






The Secret Lives of Medieval Books | Surprising Science




A.L.A.I. | ASSOCIAZIONE LIBRAI ANTIQUARI D'ITALIA
mariavittoria from

iete i benvenuti nella home page dell'ALAI, Associazione Librai Antiquari d'Italia, che dal 1948 riunisce e rappresenta nel mondo le migliori librerie antiquarie italiane, la cultura del libro antico e moderno di studio e di pregio. L'A.L.A.I. è affiliata alla L.I.L.A./I.L.A.B. (Ligue Internationale de la Librairie Ancienne - International League of Antiquarian Booksellers), l'associazione internazionale che riunisce le diverse associazioni nazionali all'insegna del motto AMOR LIBRORUM NOS UNIT.

In queste pagine potete conoscere la nostra storia e le iniziative che intraprendiamo, contattare direttamente i nostri associati, scoprire aspetti vivi e inconsueti dell'affascinante mondo del libro antico e raro. Buona navigazione.

NEWS

29 settembre 2011: leggete il testo della conferenza di Giacomo Vigevani svoltasi a Bologna in occasione di Artelibro:

> Giacomo Vigevani: Dal manoscritto al libro elettronico

27 settembre 2011: leggete i testi degli interventi di Sergio Malavasi (Libreria Malavasi) e Mario Scognamiglio (Libreria Rovello) al convegno del 22/09/2011 presso la Trivulziana di Milano:

> Mario Scognamiglio: L'attività culturale dei librai antiquari

> Sergio Malavasi: Il futuro dei librai antiquari





TMNews - Libri e rivoluzione digitale, gli editori al Salone: siamo pronti

Libri e rivoluzione digitale, gli editori al Salone: siamo pronti

Polillo (Aie): si parla molto di ebook, ma pubblico è ridotto

Torino (TMNews) - La rivoluzione digitale nel mondo dell'editoria è il tema al cuore della 25esima edizione del Salone internazionale del Libro di Torino. E gli editori si confrontano con un cambiamento che ha potenzialmente portata epocale. Il presidente dell'Aie Marco Polillo fa il punto della situazione. "L'editoria sta seguendo il problema della digitalizzazione - spiega - Non è vero che è stato molto restio a partire con questa nuova forma di pubblicazione in digitale, tant'è che noi abbiamo triplicato l'offerta di ebook sul mercato, che ora sono parecchie decine di migliaia".Tra gli stand gli editori si dichiarano pronti ad affrontare questa nuova mutazione genetica. Marco Cassini di Minimum Fax: "Il fatto che oggi ci troviamo a vivere, a fare il nostro mestiere, a stare qui in mezzo alla gente e ai libri, proprio nel momento in cui c'è questa rivoluzione a me mette molto entusiasmo, mette eccitazione, perché partecipiamo a qualcosa". Più cauto Elido Fazi: "Non potendo fare nulla per fermarlo, bisogna per forza di cose vederlo come un'opportunità per fare cose nuove".Polillo, comunque, ricorda che il fenomeno digitale deve ancora esplodere. "C'è ancora un pubblico estremamente ridotto - conclude il presidente dell'Aie - perché con le vendite siamo sempre intorno all'1% del mercato, quindi è un volume d'affari che fa fatica a esplodere. Si parla molto più di ebook di quanto non si scarichino e non si leggano gli ebook. Quello però è il futuro e e di conseguenza noi ci siamo".





Editoria: il governo spinge sul digitale. Approvato decreto su nuove misure di sostegno

Editoria: il governo spinge sul digitale. Approvato decreto su nuove misure di sostegno

‘Non bisogna temere il digitale’, ha dichiarato Paolo Peluffo al Salone del libro di Torino, annunciando i cambiamenti in atto.

Media - Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi un Decreto legge e un Disegno di legge per il riordino dei contributi alle imprese editrici.

Tre le linee guida del decreto: contribuire al conseguimento del pareggio di bilancio pubblico; indirizzare le imprese verso l’innovazione e verso comportamenti aziendali coerenti con la trasformazione del mercato; realizzare in pieno l’obiettivo di tutela del pluralismo e sostegno alla effettiva fruizione di prodotti editoriali reali.

 

Il CDM ha approvato anche un Disegno di legge delega che prefigura un nuovo sistema di sostegno all’editoria, a partire dal 2014, che tenga conto della strutturale trasformazione che tale ambito dell’economia sta attraversando con il diffondersi dell’editoria digitale. Gli obiettivi consistono nel configurare una gamma di possibili incentivi coerenti con l’attuale situazione del mercato editoriale e sostenere l’innovazione, e in particolare le start-up e le iniziative editoriali che puntano alla multimedialità, al fine di modernizzare e sviluppare il settore, oltre che favorire, con attività di comunicazione e promozione, la diffusione della lettura, in particolare tra i giovani.





Paléographie Musicale 5 nouveaux volumes en-ligne - Musicologie Médiévale



Vaticano (Citta del) Biblioteca Apostolica Vaticana Ms Lat 10673

Al via il Salone del libro 2012 al centro la "primavera digitale" - Torino - Repubblica.it

Al via il Salone del libro 2012
al centro la "primavera digitale"

Alla venticinquesima edizione della fiera torinese 1.200 espositori. Per la prima volta c'è anche Amazon. Per cinque giorni si discuterà del futuro della lettura, ma anche di quello della scrittura e del nostro modo di pensare. Tantissimi gli autori. Paesi ospiti la Spagna e la Romania

di STEFANIA PARMEGGIANI Inaugura oggi il Salone del libro di Torino, venticinquesima edizione dedicata alla "Primavera digitale". E per la prima volta nella sua storia tra i 1.200 espositori sarà presente anche Amazon, il colosso americano che sta ridisegnando il mercato dei libri, sia elettronici che cartacei. L'azienda di Seattle sarà una delle protagoniste, di certo la più osservata, della principale fiera editoriale italiana. Ma non sarà l'unica perché in gioco non c'è solo il futuro del libro, ma il nostro modo di scrivere, leggere e pensare. Il taglio del nastro - alle 10 alla presenza del ministro del Lavoro Elsa Fornero, del sindaco Piero Fassino e del presidente della Regione Roberto Cota - darà il via a cinque giorni di incontri con gli autori, mostre, dibattiti, laboratori e tavole rotonde.  

Ebook, triplicati i titoli. In Italia i libri elettronici coprono appena l'1% del mercato, ma che sia il futuro nessuno lo mette più in dubbio. E a confermarlo sono i dati dell'Aie (Associazione italiana editori). Infatti, nonostante la percentuale di vendite sia ancora poca cosa, in un anno è cresciuta del 740%. E gli editori ci credono, sfornando sempre più titoli digitali: siamo arrivati a 31.615 mentre l'anno scorso nello stesso periodo eravamo fermi a 11.271. Piacciono di più agli uomini, tra i consumatori ben il 61,5%, in controtendenza con quel che accade nel mondo cartaceo dove il 51,7% dei lettori è donna.



Google Play Libri disponibile in Italia per Android

Google Play Libri disponibile in Italia per Android

Da qualche settimana Google Inc. ha allestito un market denominato “Play” destinato a creare un punto di incontro tra gli utilizzatori dei dispositivi che cercano software per Android e gli sviluppatori che vogliono diffonderli a pagamento o gratuitamente.
BigG ha affiancato alla piattaforma delle applicazioni anche uno Store con i Libri Digitali.
Dopo Stati Uniti, Australia, Canada e Regno Unito, l’Italia è il primo paese di lingua non anglosassone dove il sito più visitato al mondo estende il suo servizio di vendita di libri digitali. Diverse, poi, le modalità di fruizione: Google offre i contenuti via cloud permettendo la lettura su qualsiasi dispositivo dotato di connessione, che sia un PC (collegandosi al sito Google Play) o via app su un dispositivo mobile Android. Per il momento, invece, ancora non si parla di un’app per iOS.
Seguendo il percorso intrapreso da Amazon e Apple, anche Google si lancia nel mercato elettronico italiano permettendo agli utenti di leggere l’e-book direttamente dal browser web grazie al cloud computing.
L’annuncio di Chiara De Servi, Strategic partner manager di Google per l’Italia è chiarificatore: “Da oggi sono oltre due milioni i titoli disponibili nelle varie lingue. Tra di essi migliaia in italiano, grazie ad accordi con i principali editori del nostro Paese. Si potranno scaricare autori storici, che fino adesso erano disponibili solo sul cartaceo, che stiamo digitalizzando da Proust a Fruttero’ a Kinsella. E poi ci sono alcuni esperimenti per i libri che nascono già in versione digitale”.
Google punta dunque ad offrire una vasta scelta di titoli: tra gli editori partner vi sono, oltionali che già collaborano con Mountain View in altri Paesi, Mondadori, Einaudi, Piemme, Rizzoli, Bompiani, Adelphi, Longanesi, Guanda, Garzanti, Newton, Compton, Baldini Castoldi Dalai, il Saggiatore, Hoepli, De Agostini, Gruppo 24 Ore e Feltrinelli.
I prezzi di Google Play Libri sono in linea con quelli del mercato italiano e saranno variabili in base alle diverse case editrici, Mondadori oscilla fino ad un massimo di 9,99 euro, Rcs attua una politica che si basa sul valore, con ragionamenti ad hoc.
In linea di massima i best seller e le nuove uscite (a meno di offerte temporanee) restano sui 10 euro e comunque non scendono sotto i 4,99 euro.
Attualmente i lettori digitali sono ancora pochi, la percentuale si aggira intorno all’1%, ma il trend è senza dubbio in aumento.





Ebook in italiano: problemi formati e compatibilità eReader

La produzione di libri in formato digitale è triplicata. Lo sostiene l’ultimo studio di settore diffuso da AIE (Associazione Italiana Editori). I numeri del mercato italiano degli ebook saranno oggetto di un convegno in programma per venerdì 11 maggio 2012, nell’ambito della 25ma edizione del Salone Internazionale del Libro (Torino, giovedì 10 maggio – lunedì 14 maggio). Tema conduttore di questa edizione è, non a caso, la “Primavera digitale”. Computer ultrasottili, smartphone, tablet e tecnologie digitali stanno cambiando in maniera radicale il modo di pensare, scrivere, comunicare, stampare, pubblicare, leggere e vendere.

A fine 2011, il valore del mercato ebook si è attestato allo 0,9% del mercato dei canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione organizzata). A fine 2010, il valore era pari allo 0,1%. Il mercato italiano dei libri digitali, quindi, ha registrato un incremento su base annua pari al 740%.

Sono triplicati i titoli digitali. Sono in aumento gli ebook in italiano. Ed è triplicata anche la disponibilità degli stessi nei var/STRONG>, rende noto AIE. È un bene che i consumatori dispongano di molteplici formati per la lettura degli ebook? Non proprio, specie se si considera anche la correlata offerta di applicazioni. Se si indossano i panni dell’acquirente, spiega il giornalista Pino Bruno, si scoprirebbe che disporre di molteplici formati e app «è una bella rottura di scatole, perché si è costretti a installare una miriade di diverse applicazioni, perché spesso i formati sono incompatibili, perché il sistema di pagamento non è mai lo stesso, perché i libri vanno a sistemarsi in scaffali dissimili».

Alcuni esempi, forniti da Bruno, che illustrano la babele di formati e di app destinate a tablet, ereader e altri disposivi mobili. Per leggere su iPad un ebook acquistato su Amazon è necessario scaricare l’app Kindle da App Store. Non è possibile leggere su Amazon Kindle o su iPad un libro digitale comprato su Google play. Gli ebook proposti sullo store di Google possono per ora essere fruiti solo su tablet Android o su PC. «Compro l’eBook sull’iBooks di Apple Store. Stessa solfa, all’incontrario», scrive Bruno. E un libro digitale acquistato su Biblet di Telecom Italia? Si può leggere su iPad o su dispositivi Android, ma serve l’app Biblet. Per leggere su iPad gli ebook comprati sulla Libreria Rizzoli online si deve invece scaricare Adobe Digital Editions, previa creazione di un’identità sul sito Adobe, e senza dimenticare di in BluFire Reader.






Google Play: i libri digitali arrivano anche in Italia « Google Play « App « TechGenius




E Google lancia la più grande libreria digitale italiana
E Google lancia la più grande libreria digitale italiana 08/05/2012 | redazione


Sono disponibili dal debutto migliaia di titoli italiani, su un totale di 2 milioni di testi. Numeri che ne fanno già il più grande negozio italiano di libri digitali su Internet. Grazie all´impostazione a nuvola, non si dovranno nemmeno scaricare. Dopo Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia Google lancia anche in Italia, primo Paese non di lingua inglese, la propria piattaforma di vendita online di libri in formato digitale chiamata"Libri su Google play". Sono disponibili dal debutto migliaia di titoli italiani, 7mila da Mondadori, Rcs e Gems, su un totale di 2 milioni di testi. Numeri che ne fanno già il più grande negozio italiano di libri digitali su Internet.   La particolarità principale è che i libri risiedono nella cosiddetta "nuvola" e si possono leggere attraverso diversi strumenti come smartphone e tablet Android, computer e specifici lettori per libri digitali che supportano la piattaforma di Google. L'azienda di Mountain View sta inoltre lavorando per rendere disponibile anche in Italia l'applicazione adatta anche agli apparecchi di Apple. Massimo riserbo sugli accordi firmati tra gli editori e Google a proposito, in particolare, delle commissioni. Qualsiasi autore detentore dei diritti sulle proprie opere, in ogni caso, potrà comunque caricare sulla nuova piattaforma la propria opera dopo un accordo con Google stesso.   Grazie all'impostazione "cloud", a nuvola, del nuovo servizio, i libri digitali, salvo che nel caso di lettura attraverso un e-book reader, non dovranno neanche essere scaricati. Basta avere un account Google, aggiungere i dati della propria carta di credito, e da quel momento si può aprire la propria libreria virtuale. I testi sono leggibili sui diversi dispositivi, anche offline, e ricordano il punto in cui si è arrivati indipendentemente della piattaforma.   Gli editori italiani, per i quali oggi il mercato degli e-book vale circa l'1% del proprio giro d'affari, si aspettano una crescita fino al 10% per il 2015. Significativa la scelta di Rcs di puntare sui giovani. "Oggi il mercato dei libri cartacei per ragazzi vale circa il 10%, ma sono anche il futuro. Per questo - ha detto Marcello Vena, direttore per i prodotti digitali di Rcs - iniziamo da loro con l'offerta di una versione digitale della quadrilogia di Christopher Paolini, più di tremila pagine di libri fantasy, a 35 euro". Quanto a Mondadori le fasce di prezzo sono tre: 9.99 euro per le novità, 6.99 per i 'tascabili' e 2.99 per altri titoli.