MalAmministrazione
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corriere.it - 27/03/2012

Se per Paestum serve una colletta mondiale

Il sito tra i detriti e lo spreco di un sentiero con il teck. 
La mostra da 400 mila euro chiusa il giorno del debutto. 
Distrutto il sottopassaggio costato 2 milioni

LA BATTAGLIA CONTINUA - Sembra proprio l'ennesimo capitolo della battaglia che vede contrapposti il Fisco e il comico di Canale 5. A gennaio Equitalia aveva pignorato sei appartamenti di proprietà dell'attore. Quindi la sentenza della commissione tributaria regionale. Il fiscalista Silvio Ceci che assiste il conduttore tv aveva spiegato che «è stato riconosciuto che Laurenti non era un evasore, che non doveva versare quelle tasse che ha versato e che ha dunque diritto che gli vengano rimborsate».  
Dunque, per l'Agenzia delle Entrate ...
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corriere.it - 20/03/2012

Sui terreni di Stato sbocciano poltrone 
In 17 mila ettari un dedalo di enti

Al vertice delle società pubbliche ex parlamentari e rappresentanti dei partiti. Tutto in mano a un ministero che un referendum nel '93 aveva cancellato

ROMA - Rassegniamoci: i 7 milioni di ettari che il magnate brasiliano Cecilio do Rego Almeida comprò nel Mato Grosso sono inarrivabili. Però nemmeno i 338 mila che in Italia secondo la Coldiretti appartengono a soggetti pubblici, sono da buttare via. È una superficie più grande della Valle D'Aosta, con piazzamento assicurato nella top ten dei latifondisti mondiali. Molte terre coltivabili sono di proprietà di ...
metronews.it - 16/03/2012

Negozi fantasma in metrò 
il catasto può attendere 
Nonostante il carteggio fra Atm e Comune che dura da anni

Sono almeno sei le lettere, tra il 13 giugno 2005 e 20 febbraio 2012, partite dagli uffici di Atm all’indirizzo del Comune di Milano, che chiedono di sanare l’annosa questione dei negozi fantasma dei mezzanini delle tre metropolitane milanesi. Oltre 300 spazi commerciali (22mila mq) di proprietà di Palazzo Marino, gestiti da Atm che per il catasto semplicemente non esistono, sebbene siano attività commerciali avviate da almeno vent’anni. Edicole, bar, negozi sui quali aleggiano quesiti inquietanti: come hanno fatto, essendo privi di rendita ...

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gazzettino.it - 12/03/2012

I 77 dipendenti assenteisti della Regione
alla sbarra per truffa: "assolti" i dirigenti

Nei filmati della Guardia di finanza immortalati a timbrare
il cartellino: poi uscivano e rientravano con borse della spesa

      

ROVIGO - La pm Sabrina Duò ha chiuso l'indagine e ha chiesto il rinvio a giudizio per i 77 dipendenti della sede di Rovigo della Regione Veneto accusati di assenteismo. 
Truffa alla Regione. L'ipotesi di accusa è truffa ai danni ...

ilsalvagente.it - 05/03/2012

o treno? Non per i bimbi in carrozzina

E nemmeno per le mamme. C'è un posto introvabile. Ma nella carrozza numero 3...

Capita di essere mamme e capita di dover viaggiare in treno con un bambino piccolo. La regola di Trenitalia è che: “i bambini di età inferiore ai 4 anni viaggiano gratuitamente sia in prima che in seconda classe, ma non hanno diritto al posto a sedere”. Dunque, per un  aspirante viaggiatore di quella età, il passeggino diventa uno “strumento” indispensabile. Ma riuscire a prenotare via internet un posto singolo per sistemare l’attrezzo è un altro discorso. I posti singoli sono quelli che si trovano vicino alle porte e, unici in ...
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daw-blog.com - 27/02/2012

Milano: sparava ai poliziotti, ora è dirigente del Comune

scritto da daw
tusinatinitaly.it - 27/02/2012

Lo scandalo del sito Cultura Italia, costato 9 milioni di euro. Ma non funziona

“Molto più di un google della cultura”, annunciavano commossi ed entusiasti dal ministero dei Beni culturali, presentando CulturaItalia, portale che si ripropone di divulgare l’immenso patrimonio artistico, culturale e storico del nostro paese. Il sito è nato nel lontano 2005, ed è costato (fino a oggi) 9 milioni di euro. Tanti soldi. Però, se il portale è bello e soprattutto utile, navigabile e chiaro, potrebbero essere anche soldi ben spesi. Ma è così? Neanche per idea. ...
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repubblica.it - 27/02/2012
 
Sogei 
Controllo videopoker, bruciati 800 milioni 

La relazione del procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Angelo Raffaele De Dominicis, contiene anche numerosi esempi di maxi-sprechi di denaro pubblico commessi su scala nazionale che sommano alla miriade di quelli locali. Spicca il caso Sogei, costato allo Stato più di 800 milioni di euro. Alla società di telematica pubblica era stato assegnato il compito di connettere in rete tutte le slot machines, videopoker e i vari giochi elettronici presenti nei bar e nelle sale da gioco per controllarne l'attività.
Ma la Sogei non lo ha fatto, e dal 2004 al 2007 gli apparecchi collegati in ...
caiazzorinasce.net - 27/02/2012
Gli interessi del 10 per cento applicati sulle contravvenzioni rendono nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie contravvenzioni. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione. Che fino a oggi è stata bellamente ignorata...
C'è una sentenza, datata febbraio 2007, che potrebbe annullare le sanzioni di migliaia di cartelle di Equitalia. Una sentenza della Corte di Cassazione per anni introvabile anche nei database giuridici più forniti. Una pronuncia che, almeno sulla carta, segna un piccolo gol a favore dei debitori del fisco, dichiarando "illegittime" le sanzioni che la società di riscossione applica sulle multe e sulle ammende ...
Se per Paestum serve una colletta mondiale

Se per Paestum serve una colletta mondiale

Il sito tra i detriti e lo spreco di un sentiero con il teck. 
La mostra da 400 mila euro chiusa il giorno del debutto. 
Distrutto il sottopassaggio costato 2 milioni





L' Ultimo Camerlengo: LUCA LAURENTI VINCE MA L'AGENZIA DELLE ENTRATE NON CI STA' E NON RIMBORSA
LA BATTAGLIA CONTINUA - Sembra proprio l'ennesimo capitolo della battaglia che vede contrapposti il Fisco e il comico di Canale 5. A gennaio Equitalia aveva pignorato sei appartamenti di proprietà dell'attore. Quindi la sentenza della commissione tributaria regionale. Il fiscalista Silvio Ceci che assiste il conduttore tv aveva spiegato che «è stato riconosciuto che Laurenti non era un evasore, che non doveva versare quelle tasse che ha versato e che ha dunque diritto che gli vengano rimborsate».  
Dunque, per l'Agenzia delle Entrate funziona così. Se LORO vincono, anzi, ora nemmeno è più necessario, se LORO dicono che devi pagare 100, TU paghi (a meno che non riesci in poco tempo ad ottenere la sospensiva dai giudici, e quindi, visto che non è che lì siano diversamente lenti da altre sedi processuali , è ben difficile riuscirci) , POI, se vinci, ti verrà restituito. Ma alla FINE, dopo la CAssazione. Perché NON basta che vinci un grado del giudizio, no, da quello che dice l'Agenzia devi attendere l'esito dell'impugnazione...E' esattamente il rovesciamento del principio dello STATO DI DIRITTO, lamentato tante volte da Piero Ostellino; ma anche da numerosi altri osservatori (Panebianco, Giacalone e Battista, per citarne solo tre, eminenti) che certo non possono essere sospettati di evadere, visto che o lavorano come dipendenti dei loro giornali o se collaborano devono rigorosamente fatturare (il giornale scarica le loro fatture come costi ).Il FISCO ti considera e ti tratta come presunto COLPEVOLE fin dal SUO accertamento che certo non brilla per obiettività né per infallibilità (il 40% di contenziosi PERSI !!!) . E continua a considerati tale anche se un Giudice Tributario ti dà ragione, perché la sentenza NON è definitiva.IN MOSTRO giuridico. UNA VERGOGNA subita da veri Sudditi quali siamo, e come anche il garante della Privacy qualche giorno fa ricordava.



Sui terreni di Stato sbocciano poltrone In 17 mila ettari un dedalo di enti

Sui terreni di Stato sbocciano poltrone 
In 17 mila ettari un dedalo di enti

Al vertice delle società pubbliche ex parlamentari e rappresentanti dei partiti. Tutto in mano a un ministero che un referendum nel '93 aveva cancellato

ROMA - Rassegniamoci: i 7 milioni di ettari che il magnate brasiliano Cecilio do Rego Almeida comprò nel Mato Grosso sono inarrivabili. Però nemmeno i 338 mila che in Italia secondo la Coldiretti appartengono a soggetti pubblici, sono da buttare via. È una superficie più grande della Valle D'Aosta, con piazzamento assicurato nella top ten dei latifondisti mondiali. Molte terre coltivabili sono di proprietà di Regioni ed enti locali. Ma lo Stato centrale, da solo, ne possiede ben 17 mila ettari. Ossia cinque volte la tenuta di Maccarese, considerata la più grande azienda agricola italiana, ceduta dall'Iri ai Benetton a fine anni Novanta.



Negozi fantasma in metrò <br> il catasto può attendere

Negozi fantasma in metrò 
il catasto può attendere 
Nonostante il carteggio fra Atm e Comune che dura da anni

Sono almeno sei le lettere, tra il 13 giugno 2005 e 20 febbraio 2012, partite dagli uffici di Atm all’indirizzo del Comune di Milano, che chiedono di sanare l’annosa questione dei negozi fantasma dei mezzanini delle tre metropolitane milanesi. Oltre 300 spazi commerciali (22mila mq) di proprietà di Palazzo Marino, gestiti da Atm che per il catasto semplicemente non esistono, sebbene siano attività commerciali avviate da almeno vent’anni. Edicole, bar, negozi sui quali aleggiano quesiti inquietanti: come hanno fatto, essendo privi di rendita catastale, a pagare l’Ici? E, ancora: come hanno potuto gli affittuari in tutti questi anni attivare contratti di luce, gas, acqua e telefono, visto che i fornitori devono comunicare all’anagrafe tributaria i dati catastali dei clienti?





I 77 dipendenti assenteisti della Regione alla sbarra per truffa: "assolti" i dirigenti - Il Gazzettino

I 77 dipendenti assenteisti della Regione
alla sbarra per truffa: "assolti" i dirigenti

Nei filmati della Guardia di finanza immortalati a timbrare
il cartellino: poi uscivano e rientravano con borse della spesa

      

ROVIGO - La pm Sabrina Duò ha chiuso l'indagine e ha chiesto il rinvio a giudizio per i 77 dipendenti della sede di Rovigo della Regione Veneto accusati di assenteismo. 

Truffa alla Regione. L'ipotesi di accusa è truffa ai danni dell'ente pubblico. Nel mirino della Guardia di Finanza erano finite un anno fa 95 dipendenti, ovvero la quasi totalità dei 115 in servizio alla sede regionale di viale della Pace a Rovigo. Secondo l'accusa, molti di essi timbravano il cartellino ma poi uscivano dall'ufficio per tornare, spesso anche diverse ore dopo, carichi di borse della spesa, soprattutto nei giorni di mercato.





Amico treno? Non per i bimbi in carrozzina - IL SALVAGENTE

o treno? Non per i bimbi in carrozzina

E nemmeno per le mamme. C'è un posto introvabile. Ma nella carrozza numero 3...

Capita di essere mamme e capita di dover viaggiare in treno con un bambino piccolo. La regola di Trenitalia è che: “i bambini di età inferiore ai 4 anni viaggiano gratuitamente sia in prima che in seconda classe, ma non hanno diritto al posto a sedere”. Dunque, per un  aspirante viaggiatore di quella età, il passeggino diventa uno “strumento” indispensabile. Ma riuscire a prenotare via internet un posto singolo per sistemare l’attrezzo è un altro discorso. I posti singoli sono quelli che si trovano vicino alle porte e, unici in tutta la carrozza, hanno lo spazio necessario per poter sistemare un passeggino senza bloccare il passaggio di tutti. 



Milano: sparava ai poliziotti, ora è dirigente del Comune

Milano: sparava ai poliziotti, ora è dirigente del Comune

scritto da daw




Lo scandalo del sito Cultura Italia, costato 9 milioni di euro. Ma non funziona | Tu si nat in Italy

Lo scandalo del sito Cultura Italia, costato 9 milioni di euro. Ma non funziona

“Molto più di un google della cultura”, annunciavano commossi ed entusiasti dal ministero dei Beni culturali, presentando CulturaItalia, portale che si ripropone di divulgare l’immenso patrimonio artistico, culturale e storico del nostro paese. Il sito è nato nel lontano 2005, ed è costato (fino a oggi) 9 milioni di euro. Tanti soldi. Però, se il portale è bello e soprattutto utile, navigabile e chiaro, potrebbero essere anche soldi ben spesi. Ma è così? Neanche per idea. L’ennesimo spreco di denaro pubblico è stato messo in evidenza ieri sera dalla trasmissione Presadiretta su Raitre, dedicata appunto allo stato della cultura italiana. Tra storie di auditorium del cinema la cui prima pietra è stata posata anni fa e che da allora nulla è stato fatto, tra tagli indiscriminati a tutto ciò che  tagliabile, l’approfondimento su CulturaItalia merita un capitolo a parte.Fate una prova, connettevi a quel sito e navigate. Volete sapere qualcosa di interessante sull’archeologia italica? Beh, chi più del nostro paese può dire la sua in questo campo, verrebbe da dire. E allora, mettetevi nei panni di un cittadino straniero innamorato dell’Italia e consultate il portale. Cliccate su “Archeologia”, quindi su “Beni archeologici”. Il più è fatto. Uno a questo punto si attenderebbe note introduttive, spiegazioni.E invece si trova davanti alla seguente dicitura: ascia a margini rialzati Regione Marche oai:sirpac.cultura.marche.it:102698. Beh, sai potrebbe dire.Guardiamo la voce numero 2, forse va meglio: freccia/puntaRegione Marche oai:sirpac.cultura.marche.it:102699.Chissà perché veniamo reindirizzati continuamente a reperti delle Marche, ma tant’è. Stufi e senza aver capito nulla, usciamo dalla sezione e ci buttiamo sulla Letteratura. Sì, vogliamo sapere tutto delle grandi penne dei nostri connazionali che hanno dato luce all’Italia nel Mondo. Cliccata la voce “scrittori”, veniamo colti da colpo apoplettico: noi ci saremmo attesi Levi, Moravia, Calvino. E invece il portale ci sbatte in faccia Antonio Ranieri, Calpurnius Flaccus, Fredegarius, Richerus.Basta, andiamo a spulciare tra le opere letterarie, che è meglio. Ma anche qui il super portale da 9 milioni di euro, attivo da ben 7 anni, ci delude. Quali sono le opere più note e belle che l’Italia ha partorito? Eccole: “La Francia del Sud”, di Touring Club Italiano; “Cattedrali d’Italia” (sempre del Touring club) e “Grattacielo Pirelli Un capolavoro di Gio Ponti per la Lombardia”.  Sì, opere letterarie. Così dice il sito del Ministero dei Beni culturali che vuole promuovere l’immenso patrimonio italiano.Un abominio, un sito inutile che ricorda un catalogo da biblioteca messo in disordine, senza capo né coda. Uno spreco di soldi che in sette anni non è riuscito a produrre qualcosa di digeribile e consultabile. Un’occasione persa, uno spreco evidente. Ennesima pessima figura, del tutto evitabile. (Fonte Daw. Da un altro punto di vista)




Appalti, consulenze, malasanità ecco l'Italia dei soldi buttati

 
Sogei 
Controllo videopoker, bruciati 800 milioni 

La relazione del procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Angelo Raffaele De Dominicis, contiene anche numerosi esempi di maxi-sprechi di denaro pubblico commessi su scala nazionale che sommano alla miriade di quelli locali. Spicca il caso Sogei, costato allo Stato più di 800 milioni di euro. Alla società di telematica pubblica era stato assegnato il compito di connettere in rete tutte le slot machines, videopoker e i vari giochi elettronici presenti nei bar e nelle sale da gioco per controllarne l'attività.

Ma la Sogei non lo ha fatto, e dal 2004 al 2007 gli apparecchi collegati in rete erano pochi e la metà di questi non ha mai trasmesso i dati. Scrive dunque la Corte dei Conti: "Il servizio non svolto come prescritto ha permesso una rilevante evasione fiscale". Inoltre lo Stato non ha potuto vigilare sull'attività della criminalità organizzata nel business delle slot, così come facendo operare gli apparecchi scollegati dalla rete non ha potuto evitare eventuali operazione anti-riciclaggio.  

Ministero degli Esteri 
Dieci milioni in Albania per l'ospedale mai finito 

Un altro spreco di dimensioni colossali citato dalla Corte dei Conti del Lazio è quello dei 20 milioni di euro stanziati dal ministero degli Esteri per la costruzione dell'ospedale "Nostra Signora del Buon Consiglio" a Tirana, Albania. Ospedale che non è stato completato: dei 20 milioni stanziati dalla Farnesina 10 sono andati persi prima che il progetto venisse revocato per impossibilità di essere portato a termine.

Altro caso evidenziato dalla Corte dei Conti è quello della Federazione italiana Hockey e Pattinaggio: una serie di spese di rappresentanza prive di giustificazione, indebiti rimborsi al presidente e al segretario generale hanno generato la bellezza di 380mila euro di danni erariali resi possibili anche da una carenza di vigilanza da parte del Coni. Viene segnalato anche un caso che coinvolge la Federazione Pugilistica italiana: un gran quantità di furti e ammanchi di cassa - denunciati dalla stessa federazione - hanno fatto sparire un milione e trecentomila euro.

Campania 
Corsi di formazione, l'imbroglio di Pompei 

Nel 2011 i giudizi risarcitori per le pratiche di invalidità false in Campania hanno raggiunto la cifra-record di 2,5 milioni di euro. Ma all'attenzione dei magistrati contabili c'è anche la gestione dei rifiuti. L'ex sub-commissario Giulio Facchi è stato condannato a pagare 5,4 milioni per "l'inutile stabilizzazione di Lsu destinati alla raccolta differenziata". Ma una "gestione della cosa pubblica improvvisata, che va oltre la malafede" (parole del procuratore Tommaso Cottone) si estende alla formazione professionale: nel mirino finiscono i corsi-fantasma presso la sovrintendenza archeologica organizzati a Pompei. 

Al Comune di Santa Maria Capua Vetere viene invece contestato un danno da 245mila euro per "l'inefficiente gestione delle lampade votive". Ma c'è la Regione in prima linea: i magistrati contabili citano le sanzioni nei confronti degli assessori della giunta Bassolino (da cinque a venti volte il loro salario) per avere attivato un mutuo destinato a spese non di investimento fra il 2006 e il 2007. 

Sicilia 
Il presidente di Provincia con lo staff da un milione 

In Sicilia lo spreco avanza, cambia forma e mantiene l'Isola luogo simbolo della cattiva gestione. Assume le sembianze di spregiudicate (e illegittime) operazioni di finanza straordinaria. Come quella che, negli anni scorsi, fece la Provincia di Palermo affidando 30 milioni a una società  -  la Ibs Forex di Como  -  che prometteva guadagni anticiclici investendo nei mercati monetari. Risultato: società fallita, soldi scomparsi e vertici dell'ente chiamati a rispondere del danno erariale. 

Ma un leit-motiv della relazione del procuratore Guido Carlino è quello delle consulenze. Centinaia gli incarichi assegnati. I casi più eclatanti: quello del presidente della Provincia, sempre di Palermo, Giovanni Avanti, denunciato per uno staff di collaboratori dal costo di un milione. Oppure l'ex commissario della Fiera del Mediterraneo condannato per aver continuato ad affidare incarichi in una "situazione di precarietà finanziaria" che avrebbe portato l'ente al fallimento. 

Abruzzo 
Tanti contributi inutili dopo il sisma del 2009 

In Abruzzo la ricostruzione dopo il sisma del 2009 ha richiamato anche l'attenzione della Corte dei conti per una (al momento) imprecisata quantità di fondi persi in un intreccio di lungaggini e sprechi. Un "pregiudizio erariale" viene segnalato per i "gravi ritardi accumulati nella realizzazione dei moduli abitativi provvisori". I controlli della Guardia di Finanza tra maggio e dicembre 2011 hanno fatto recuperare ai Comuni dell'Aquilano 230mila euro di finanziamenti concessi per il "mantenimento del reddito" delle imprese colpite dal sisma: erano stati assegnati con procedure non regolari. 

E alla Corte è arrivata anche la denuncia su 500 coppie di abitanti del capoluogo che avrebbero riscosso, nel tempo, un doppio contributo di "autonoma sistemazione" fingendo di essere separate o divorziate. La Finanza ha individuato anche una trentina di casi di terremotati della Valle Peligna cui sono stati accreditati contributi non richiesti: li hanno dovuti restituire. 

Lazio 
Per la metro di Roma ritardi e costi triplicati 

Il faro lo accende il procuratore della Corte dei Conti del Lazio Angelo Raffaele De Dominicis. Poi interviene la procura di Roma: c'è qualcosa che non torna negli sprechi per la costruzione della linea C della metropolitana capitolina, opera infinita e già bollata come la più costosa d'Europa. Si parla di corruzione e di inefficienza. Doveva essere pronta per il Giubileo del 2000 ma è ancora in alto mare. 

Il costo previsto a inizio progetto era di un miliardo 925 milioni. Poi il conto è salito a 2 miliardi 683 milioni. Quindi a 3 miliardi e 47 milioni. Per arrivare, oggi, a 3 miliardi 379 milioni. Ma senza considerare 485 milioni di maggiori esborsi per quattro arbitrati già aperti, altri 100 milioni appena stanziati dal Cipe e il miliardo 108 milioni delle cosiddette "opere complementari" per la tutela archeologica. Totale: 5 miliardi e 72 milioni. Che potrebbero però salire a 6 miliardi, triplicando le cifre di partenza, se il costo della tratta Colosseo-Clodio sarà in linea con quello registrato per il resto dell'opera. 

Liguria 
L'Università paga il prof anche se non fa lezione 

In Liguria è l'assenteismo l'ultima frontiera esplorata dai controllori dei conti pubblici, con l'inchiesta che tocca l'ateneo di Genova: la Corte indaga sull'effettiva presenza nelle aule  -  in occasione di lezioni ed esami  -  di un gruppo di docenti universitari, alcuni dei quali con studi professionali in altre città o all'estero. Spiccano i nomi noti, come l'economista Amedeo Amato e gli architetti Mosé Ricci e Marco Casamonti. L'apertura dell'indagine, rivelata dal procuratore Ermete Bogetti, nasce da un esposto del garante dell'università. 

Un'altra maxi-inchiesta è a carico di alcuni funzionari dell'Inail che avrebbero rilasciato false attestazioni di esposizione all'amianto a lavoratori alla ricerca di benefici previdenziali o assistenziali. Danno erariale: 34 milioni. Nel mirino anche un finanziamento concesso dalla ex Sviluppo Italia a una società che si sarebbe dovuta occupare di charter nautico: delle barche avrebbero fatto uso personale gli amministratori della società e i loro parenti.  

Calabria 
Il disastro della Sanità: buco da 300 milioni 

La malasanità calabrese costa 300 milioni di euro. Soldi andati via in indennità illegittime per i camici bianchi, assunzioni ingiustificate, risarcimenti ai familiari di pazienti deceduti a causa di errori di medici e infermieri. Nel 2011 sono stati 103 gli atti di citazione in materia di sanità, contro i 17 dell'anno precedente, con una richiesta di danni (300 milioni, appunto) sette volte superiore all'importo del 2010.

Novantuno atti di citazione hanno riguardato primari che tra il 2004 e il 2008 hanno indebitamente percepito indennità non spettanti per attività intramuraria, mentre tre hanno avuto come oggetto il risarcimento danni nei confronti di personale ospedaliero che ha causato il decesso di pazienti. Un danno di 23 milioni è stato stimato per l'illecita trasformazione dei contratti di 76 Co. co. co. L'ombra di una truffa anche dietro lo screening dei tumori femminili: l'illecita utilizzazione dei finanziamenti concessi "ha impedito l'avvio del progetto nonostante l'avvenuto acquisto di costosi macchinari rimasti inutilizzati". 

Lombardia 
E la società del Comune "rinuncia" a sei milioni 
La Lombardia non è solo martoriata dalla corruzione, spesso e volentieri legata all'Expo del 2015. Ci sono anche inspiegabili sprechi. Come quello evidenziato dal procuratore regionale della Corte dei Conti Antonio Caruso, che cita il caso Sogemi: gli ex dirigenti della società municipalizzata che gestisce l'Ortomercato - a cominciare dal presidente Roberto Predolin - sono accusati di non aver incassato dai grossisti i crediti per i canoni di concessione nonostante le sentenze sui contenziosi dessero loro ragione. 

"All'esito degli accertamenti istruttori - scrivono ora i magistrati contabili - emergeva una notevole trascuratezza da parte dei vertici societari". La società aveva "illogicamente rinunciato a oltre 6 milioni di euro". Di qui la decisione di citare in giudizio i vertici della municipalizzata. Ma ci sono anche casi - uno da 204mila euro - di assunzioni di personale esterno alla pubblica amministrazione per incarichi per i quali i dipendenti interni erano in grado di svolgere.  

Friuli Venezia Giulia 
Così la Regione spende per laureare i dipendenti 

Il ricco Nord Est fa incetta di finanziamenti pubblici. E scopre l'espandersi delle inchieste sui contributi a pioggia. Le inchieste della magistratura contabile, nel 2011, hanno riguardato i 430 mila euro di fondi regionali a favore di una radio privata per una campagna elettorale per la promozione turistica del Friuli. Ma anche i 60 mila euro che l'amministrazione regionale ha elargito a un'associazione di ginnastica di Trieste o quei 190 mila euro che il Comune di Trieste, nel 2010, pensò bene di distribuire ai propri consiglieri "per interventi contributivi a favore di associazioni operanti nel territorio". 

Il sospetto, qualcosa di più, è che il clientelismo abbia esteso le sue radici ben oltre il Mezzogiorno. Vengono poi citati in giudizio per un danno di circa 189mila euro i vertici dell'Azienda sanitaria di Trieste che nel 2006 consentirono il trasferimento di alcuni dipendenti - interamente spesati con denaro pubblico - presso un ateneo fuori regione per il conseguimento di lauree specialistiche. 



Appalti, consulenze, malasanità ecco l'Italia dei soldi buttati La Corte dei Conti: è un'emergenza, come l'evasione. Il presidente Giampaolino invoca un impegno analogo a quello contro evasori e corrotti. Dalle relazioni dei magistrati contabili emerge un Paese che non sa come spende le sue risorse. Una "gestione improvvisata" che va anche "oltre la malafede": così si perdono i soldi dei contribuenti

Equitalia, la multa è illegale. Disattesa per cinque anni una sentenza della Corte di Cassazione ~ Weblog tv dell'alto casertano
Gli interessi del 10 per cento applicati sulle contravvenzioni rendono nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie contravvenzioni. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione. Che fino a oggi è stata bellamente ignorata...
C'è una sentenza, datata febbraio 2007, che potrebbe annullare le sanzioni di migliaia di cartelle di Equitalia. Una sentenza della Corte di Cassazione per anni introvabile anche nei database giuridici più forniti. Una pronuncia che, almeno sulla carta, segna un piccolo gol a favore dei debitori del fisco, dichiarando "illegittime" le sanzioni che la società di riscossione applica sulle multe e sulle ammende amministrative. A partire dalle infrazioni del codice della strada. Per cinque anni, da quando cioè la Cassazione s'è pronunciata, nessuno ne ha mai sentito parlare



Ferrara, 60mila euro l’anno alla funzionaria provinciale per gestire la posta elettronica | Marco Zavagli | Il Fatto Quotidiano

Ferrara, 60mila euro l’anno alla funzionaria provinciale per gestire la posta elettronica

L'ha scoperto il consigliere Idv Rorato, appena passato all'opposizione. Sotto accusa Manuela Paltrinieri, il capo del gabinetto della presidente provinciale Zappaterra (Pd), con uno stipendio annuo superiore perfino a quello degli assessori





In bus senza pagare,multa a 22.500 - Cronaca

In bus senza pagare,multa a 22.500

Cartelle esattoriali per illeciti compiuti tra 1991 e 1999

24 febbraio, 18:01
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Guarda la foto1 di 1(ANSA) - TARANTO, 24 FEB - Multati per aver utilizzato bus urbani senza pagare il biglietto, hanno ricevuto dopo 21 anni cartelle esattoriali. Sta accadendo a 22.500 tarantini destinatari delle lettere inviate da una societa' di recupero crediti di Roma. Il costo delle multe all'epoca era espresso in lire, ma adesso i trasgressori sono chiamati a pagare fino a 200 euro. In molti stanno interpellando avvocati e associazioni di consumatori per accertare se il pagamento e' dovuto o l'infrazione si e' prescritta.




La burocrazia costa a Ferrara 83 milioni di euro | estense.com Ferrara

La burocrazia costa a Ferrara 83 milioni di euro

Confartigianato: “Una zavorra che soffoca le imprese”

Ben 83 milioni di euro. E’ quanto spendono ogni anno le 9mila 700 imprese ferraresi in burocrazia, ossia in adempimenti in materia di lavoro. A rivelarlo è uno studio dell’Osservatorio Ispo Confartigianato.

A riferimento sono stati presi i costi di previdenza, fisco, appalti, prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, ambiente, privacy, che sui bilanci delle attività artigiane pesano da un minimo di 5mila euro per una attività di piccole dimensioni a oltre 13 mila euro per una media.





AIDS, la grande balla dell'HIV

LA SCIENZA DEL PANICO

  Una sintesi parziale del documentario di Patrizia Monzani e Isabel Otaduy Sömme

L'AIDS E' UNA MALATTIA CONTAGIOSA?

  Negli USA ci sono un milione di sieropositivi. Ovvero positivi al test del virus HIV. in 25 anni non c'è stato un solo caso documentato di contagio tra un medico o un infermiere e un paziente. Questo nonostante le punture accidentali con gli aghi delle siringhe, gli schizzi di sangue e tutti gli altri incidenti analoghi. Uno studio californiano protrattosi tra il 1987 e il 1997 ha monitorato 442 coppie eterosessuali sierodiscordanti, ovvero ciascuna con un solo partner sieropositivo. Hanno fatto l'amore per dieci anni senza preservativo. Non un solo caso di contagio. Semplicemente, l'HIV non è contagioso
 Del resto, chi ha una certa età ricorda le previsioni nefaste che inondavano le televisioni: entro pochi anni, l'umanità sarebbe stata distrutta da un contagio inarrestabile. A meno che non avessimo smesso tutti di unirci carnalmente o non avessimo perlomeno fatto uso costante di preservativi. Per anni abbiamo avuto persino paura di baciarci. Oggi nessuno può davvero credere che la gente abbia smesso di godersi le gioie del sesso, ma soprattutto nessuno può ragionevomente supporre che sul serio una buona percentuale delle "unioni" quotidiane a livello globale siano avvenute sotto una campana di vetro, in un ambiente rigorosamente protetto (usando il preservativo). Ma allora... com'è che l'Aids non ha avuto questa progressione vertiginosa? E com'è che molti sieropositivi sopravvivono sereni, senza assumere alcun farmaco? Vi sono molti virologi che, rigorosamente in privato, sostengono che la diffusione del retrovirus Hiv (cui la medicina attribuisce la responsabilità dell'Aids) abbia ancora molti lati oscuri. Tra i cosiddetti "medici dissidenti", vi sono anche premi Nobel conferiti proprio per la medicina.

UN TEST PER L'HIV

Il giorno in cui Robert Gallo [foto a sinistra] si presentò con il Ministro della Salute a dichiarare che la causa dell'AIDS era il virus HIV, casualmente venne brevettato anche il test. Si chiamava ELISA. Con lo stesso esito in mano, c'erano posti dove eri dichiarato sieropositivo e altri dove eri considerato sano come un pesce. Questo perché le soglie erano diverse di paese in paese. Inoltre, il test ELISA produceva dal 68% all'89% di falsi positivi. Lo diceva il New England Journal of Medicine(N Engl J Med. 1985;312:1185-8), la rivista più prestigiosa del mondo occidentale. Si poteva del resto risultare positivi anche dopo avere fatto forti influenze, un'epatite, addirittura dopo molte gravidanze. Le donne che raccoglievano l'uva in Cile, ad esempio, erano sieropositive. I mariti no: dunque pensavano a torto di essere cornuti. Invece era colpa dell'intossicazione da prodotti agrochimici. Non fa niente: quel che è certo è che ogni test effettuato comportava un corrispettivo in royalties all'industria farmaceutica

 Secondo i dati ufficiali, attualmente ci sarebbero 35 milioni di persone che hanno l'HIV. 25 milioni nella sola Africa subsahariana. In certi posti, si parlerebbe quindi addirittura del 20% della popolazione. Ma l'OMS usa test a campione, effettuati su ragazze incinte in degenza nelle cliniche subsahariane. Test che danno falsi positiviproprio per lo stato di gravidanza, o a causa della malaria, o della tubercolosi. I risultati di questi test poi sono estrapolati per l'intera popolazione. E poi c'è il fenomeno delle falsificazioni. In India stilano falsi rapporti sui casi di Aids, che in realtà sono casi di semplici tubercolosi. Lo fanno per ricevere milioni di dollari di finanziamenti. Con i quali comprare, tra l'altro, i farmaci. Se parlassero di tubercolosi, nessuno gli darebbe una lira. Lo stesso dicasi per l'Africa. E' solo questione di soldi: non si fanno 50 miliardi di dollari con le piaghe, con le epidemie di malaria, con la tubercolosi, con la dissenteria, con la fame o con le guerre civili. Se però chiami tutto questo AIDS, allora puoi vendere preservativi e farmaci. E se sei del posto puoi sperare di avere un centro per curare la tua gente.

CURE CHE UCCIDONO

 Il primo farmaco ufficiale fu l'ATZ/Retrovir (acidotimidina), un composto retrovirale molto tossico sintetizzato nel 1965 negli USA come chemioterapico per distruggere le cellule cancerogene. La FDA (Amministrazione federale per alimenti e medicinali) lo vietò, ma successivamente venne usato per curare l'AIDS, sul presupposto che la sindrome fosse dovuta al retrovirus HIV. Non lasciò sopravvissuti dietro di sè. E' un veleno talmente tossico che manda in malora il sistema immunitario, i globuli rossi, la mucosa intestinale. Tutti coloro che vennero trattati con l'AZT tra l'85 e il '96 morirono. Fu lo sterminio farmacologico più grave di tutta la storia della medicina. Dal 1984 al 1986 negli Stati Uniti morirvano 7 mila persone all'anno di AIDS. Nel 1987, dopo l'introduzione dell'AZT, ne morivano 70 mila. Dieci volte di più.

  Nel 1996 iniziarono ad utilizzare nuovi farmaci inibitori della proteasi: un cocktail di tre farmaci differenti per ogni persona. Ci fu un miglioramento sensibile: rispetto all'AZT, si moriva dopo. Tra gli effetti collaterali pesanti, oltre agli influssi nefasti sulla digestione, sul sonno fno alle turbe emozionali, c'era la lipodistrofia: Il grasso sottocutaneo veniva eroso e i pazienti divenivano presto creature deformi, emaciate, con le vene sottopelle. Colpa dell'Aids? No: colpa dei farmaci antiretrovirali. Che spappolavano il fegato, prima causa di morte tra i pazienti, per così dire, "curati". Ma i linfociti T4 aumentavano e, poiché quello veniva considerato un parametro vitale del sistema immunitario, per i dottori andava tutto bene. Morivi, ma con un sacco di T4 in corpo. Eppure, si era dimostrato già da un pezzo che quei linfociti calano al solo annuncio della sieropositività: li distrugge lo stress, come dimostrato dalle ricerche di Anthony Fauci [foto sotto] negli anni '70. 


Anthony Fauci
 Nell'agosto 2006 la rivista scientifica Lancet pubblicò un rapporto in cui affermava che 22 mila persone che prendevano i cocktail antiretrovirali (calibrati su misurazioni della carica virale sfruttando una tecnica che il suo stesso autoreKery Mullis [foto a sinistra], premio Nobel per la chimica un po' eccentrico, negava servisse a quello scopo) non solo non mostravano alcun beneficio clinico, ma al contrario mostravano una mortalità superiore

 L'insufficienza epatica, l'insufficienza renale, le sequele neurologiche, i danni mitocondriali sono tutti effetti degli inibitori della proteasi e sono la prima causa di morte dei malati di AIDS oggi in america.

  Il Tenofovir era prodotto da Gilead Sciences, la stessa che ha brevettato ilTamiflu (approfondisci qui: "L'influenza dei porci"). Il suo presidente era Donald Rumsfeld, segretario alla difesa dell'amministrazione Bush, il quale nel 2005 tira fuori 7 miliardi di fondi per l'emergenza dell'aviaria, il 14% dei quali vanno proprio alla Gilead Sciences per le scorte di Tamiflu. I governi negli USA si instaurano scientificamente con il finanziamento delle case farmaceutiche, il cui business consiste nell'aprire costantemente mercati che sfruttano la cronicizzazione delle malattie. Se non ci sono abbastanza malattie, allora si inventano. Per realizzare i suoi prodotti, però, servono i test. La GlaxoSmithKlein ammette di avere realizzato studi clinici su bambini sieropositivi nell'Incarnation Children Centre (ICC),  2004. Un luogo nato come orfanotrofio nella parte povera di New York e diventato presto un serbatoio di giovani e miserabili cavie umane anche di soli tre mesi di età. I bambini morivano a causa dei farmaci. Le cartelle cliniche sono introvabili. Succede ovunque, non solo negli Usa. Specialmente nei paesi in via di sviluppo, dove è più facile lavorare indisturbati.

MA ALLORA, QUESTO HIV COSA C'ENTRA CON L'AIDS?

  Robert Gallo, direttore del laboratorio di virologia all'Istituto Nazionale del Cancro degli Stati Uniti, quando nel 1984 l'AIDS era un enigma, e sotto la pressione dell'opinione pubblica, essendo lui un virologo disse che era un virus. Disse che l'aveva trovato e che era tutto a posto. In realtà rubò un'informazione che gli avevano mandato i suoi amici dell'Istituto Pasteur, in Francia, e sulla base di quella informazione fece una conferenza stampa a Washington, il 23 aprila 1984, alle due del pomeriggio. 

 Su Science , il 4 maggio 1984, uscì il primo documento ufficiale sull'AIDS, sotto l'amministrazione Regan. Era il documento fondamentale su cui si basa tutta la teoria dell'Aids. Sul manoscritto originale c'era scritto chel'agente che causava l'AIDS non era stato trovato. Non c'era nessun esperimento in tutto il documento attraverso il quale lo scienziato che ne era autore cercasse di dimostrare che un virus fosse la causa dell'AIDS. Si concludeva che, dopo essere riusciti a clonare una parte del virus francese, ora sarebbero stati da testare i suoi effetti. Nelle foto al microscopio dei retrovirus mostrate su Science, ad opera del team francese, si mostravano chiaramente dei retrovirus attaccati alla superficie di alcune cellule, ma alle culture retrovirali erano state aggiunte cellule provenienti dalla placenta umana, notoriamente carica di retrovirus endogeni. Un errore scientifico gravissimo

COS'E' L'AIDS?

  L'Aids non è una malattia infettiva, né è contagiosa, né tantomeno è causata da un virus. L'Aids è uno stato di deterioramento estremo delle ghiandole endocrine, dei reni, del fegato, del sistema digestivo, dei polmoni, del cuore, dovuto a un'esposizione volontaria o involontaria ad agenti tossici, fonte di stress per il sistema immunitario. A Chernobyl si registrò un alto tasso di AIDS, perchè la contaminazione radioattiva produce immunodeficienza. I soldati che tornavano dal Vietnam e gli stessi vietnamiti, esposti all'Agente Arancio (un erbicida usato dagli americani durante la guerra), soffrivano di Aids. I drogati pesanti, gli eroinomani ma anche i cocainomani, hanno sempre sofferto di sindrome da immunodeficienza. In Africa, il problema è legato alla denutrizione che indebolisce il sistema immunitario. Se non si consumano abbastanza proteine si soffre di infezioni continue che, unite all'assenza di acqua pulita, causano una sindrome da immunodeficienza. 

 Ma la stessa conclamata epidemia nel continente nero è basata su una nuova definizione di una patologia pre-esistente e molto diffusa che hanno iniziato a chiamare AIDS. Non essendo disponibili test per tutti, in Africa per essere definiti "ammalati di AIDS" bastava avere due elementi su tre scelti tra la febbre, o la diarrea, o la perdita del 10% di peso in 4 settimane, magari in abbinamento a un po' di tosse. Ecco quindi l'alone viola comparire intorno alla sagoma del povero reietto. Ma questi sintomi possono essere rintracciati in milioni di persone, nel mondo. Se fosse sufficiente questo, avremmo milioni di casi di Aids nel mondo. 

 Nonostante l'assurdità di questa diagnosi, l'OMS ha avallato questa definizione con la propria autorità. Nel 1984, a Ginevra, ammetteva che non c'era nessuna epidemia. Pochi mesi dopo, avevamo già una pandemia. Cos'era successo in così poco tempo? Cambiarono i responsabili e furono sostituiti con agenti del Centro per il Controllo delle Malattie di Atlanta, gente come McCormick che apparteneva anche al Servizio Segreto Epidemiologico e che subito organizzò una riunione nella Repubblica Centrafricana, a Bangui, per convincere gli africani ad accettare un tipo di diagnosi diversificata, fatta apposta per loro. Si chiama ancora oggi "Definizione Bangui" ed è valida in tutti i paesi in via di sviluppo e nel terzo mondo. 

 Il Centro per il Controllo delle Malattie di Atlanta era specializzato nel trasformare i problemi di salute in grandi malattie infettive all'origine di pandemie. Come accadde per l'influenza suina nel 1976: dissero che una tremenda epidemia minacciava la popolazione e vaccinarono 50 milioni di americani. Non ci fu nessuna influenza, naturalmente, ma la gente soffrì di complicazioni legate al vaccino. Il direttore del Centro fu costretto alle dimissioni e il Governo dovette indennizzare le vittime. Qualcosa di molto simile rispetto alla pandemia dichiarata recentemente nel caso dell'influenza aviaria. E vogliamo parlare della suina, che questo blog ha smontato molti mesi prima che lo facessero i giornali e le istituzioni (intervistando direttamente qualche infettivolo di chiara fama)? Dietro, probabilmente, c'è sempre la stessa gente. Due anni prima della scoperta del virus dell'Aids i dirigenti del Centro di Atlanta, il Ministero e i paesi dell'Onu organizzarono una riunione per spiegare le regole per prevenire la trasmissione dell'AIDS. Avevano già deciso che si trattava di una malattia infettiva a trasmissione sessuale causata dall'HIV.


CUI PRODEST?

  Quando l'America si ritirò dal Vietnam, negli anni '70, la politica puntò tutto sulla sconfitta del cancro. Venne imbastita una fitta rete di laboratori e di scienziati diretti da esperti virologi con lo scopo di dimostrare che la causa del cancro era un virus, e di sconfiggerlo per recuperare credibilità politica. Il nulla di fatto prodotto dalle ricerche lasciò in eredità un'apparato avido di fondi e prospero di carriere e centri di ricerca da foraggiare. L'Hiv fu solo un modo di salvare tutti quei laboratori specializzati sui retrovirus, di scucire finanziamenti a pioggia e vendere tonnellate di prodotti farmacologici. Ma anche di esternalizzare le colpe. Non era più necessario analizzare i propri stili di vita o mettere in discussione la sicurezza sul lavoro o la qualità dell'ambiente: finalmente c'erano colpevoli con cui prendersela.  La colpa era degli immigrati, dei negri, dei drogati, dei fornicatori, degli omosessuali. C'era un ottimo nemico, insomma. E questo molto, molto tempo prima che arrivasse l'Islam a metterne a disposizione uno nuovo di zecca. Infatti, da quel momento in poi, di Aids si sentì parlare molto poco.

 Ma intanto, quante persone con l'unica colpa di avere un particolare tipo di virus in corpo, sebbene completamente innocuo, sono morte a causa dell'assunzione di farmaci tossici? Quante persone affette da sindrome di immuno-deficienza acquisita avrebbero potuto essere salvate semplicemente restituendole ad una vita più sana e meno stressante? Quanti bambini hanno fatto da cavia? Quanti fondi sono stati drenati dalle casse degli Stati? E quanti di noi hanno vissuto in un autentico terrore dei rapporti umani?

liberamente adattato da: La Cencia del Pànico




Norcia, a 33 anni dal sisma arrivano gli ultimi fondi per la ricostruzione | Umbria24.it

Norcia, a 33 anni dal sisma arrivano gli ultimi fondi per la ricostruzione

2 milioni di euro dalla Regione al Comune di Norcia

Scritto il 22/2/12 • Categoria: Cronaca

Terremoto

di Chia.Fa.

 

Arrivano a 33 anni dal terribile terremoto di Norcia gli ultimi fondi per la ricostruzione post-sisma. Due milioni di euro che scrivono la parola fine su una delle pagine più tremende della storia recente della città. Sì, perché in quei 33 devastanti secondi del 19 settembre 1979 persero la vita cinque persone, vennero rase al suolo alcune frazioni e si contarono decine di feriti. Ma oltre alle lacrime e alla disperazione, sei anni dopo nel 1985, arrivò anche la vergogna, prima con l’arresto dell’allora sindaco Dc e, poi, con la condanna in primo grado per concussione.





Il Gazzettino dell'Astensione | Il blog sull'attualità politica di chi non vuole essere complice

Il regime dei ladri by Valentina

Posted on February 21, 2012 by admin

L’allarme della Corte dei conti:

In Lombardia la corruzione costa 11 milioni
A tanto ammontano le somme relative alle sentenze di condanna abuso d’ufficio, concussione e corruzione nel 2011. Il dato emerge dalla relazione con cui il presidente Galtieri ha inaugurato l’anno giudiziario.

In Italia la corruzione costa 60 miliardi l’anno, condanne solo per 75 milioni





Italia.it il portale da 30 milioni di euro | Intoccabili

Italia.it il portale da 30 milioni di euro

Logo Italia.it Copyright Presidenza del Consiglio dei Ministri

Italia.it è un portale internet dedicato alla promozione turistica dell’Italia via Internet.

Voluto dal governo Berlusconi, è diventato celebre a causa dell’ingente spreco di fondi pubblici. Prima di cadere, il governo Prodi, che era subentrato a progetto in corso, decise di dargli nuova vita prevedendone l’attivazione per la fine del 2006, slittata a fine febbraio 2007, per poi chiuderlo meno di un anno dopo.

All’inizio del 2009 il governo Berlusconi ha fatto ripartire il progetto con un finanziamento iniziale di dieci milioni di euro, che ha portato alla riapertura del sito nel luglio 2009.





«Io testimone di reati e abusi di potere. Costretto ad andare a vivere all’estero» | Umbria24.it

«Io testimone di reati e abusi di potere. Costretto ad andare a vivere all’estero»

Il racconto: «Mi dissero di disincentivare le domande di assunzione di persone disabili»

Scritto il 19/2/12 • Categoria: Tu reporter

Documenti

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da un nostro lettore in risposta ad un nostro sondaggio sugli abusi di potere. Come specificato in precedenza, garantiamo l’anonimato all’autore della missiva. Allo stesso modo, come l’autore stesso riporta, le affermazioni sono totalmente frutto di un punto di vista personale e per questo sono stati eliminati riferimenti a enti o persone riconoscibili.

«Gentile redazione,

rispondo alla sollecitazione lanciata sulle colonne del giornale. Ho fatto politica per molti anni a Perugia e lavorato a lungo nella cooperazione sociale, anche con ruoli dirigenziali, oltre ad essere stato impiegato quattro anni in un ente pubblico. Ho assistito ad innumerevoli episodi che andavano dal semplice malcostume – civico e amministrativo – all’abuso vero e proprio, al falso ideologico ed in atto pubblico. Ho avuto modo di verificare personalmente una pratica deliberata, metodica e costante dell’uso privatistico, illegale e distorto della pubblica amministrazione. Posso citare la permanente violazione degli accordi sindacali e di norme sul lavoro (a danno di operatori e utenti), le pratiche di “mobbing” (di cui sono stato vittima in cooperativa e nell’ente pubblico dove lavoravo), appalti scaduti rinviati senza motivle cooperative amiche rivalutando nel frattempo le condizioni economiche delle convenzioni, o il plafond dei bandi trattato e stabilito prima della gara, secondo criteri di spartizione tali da assegnare alle coop.

La mia esperienza diretta: la libreria Ho assistito a riunioni politiche in cui venivano definite e concordate a monte le varianti da fare al piano regolatore in funzione di soggetti imprenditoriali dell’edilizia definiti e riconoscibili (dai grandi, via via quindi fino alle piccole ditte del circondario). Di molto altro ho avuto solo notizia, ma qui riporto solo la mia diretta esperienza. Io stesso sono stato testimone e vittima, volendo aprire una libreria internazionale a Perugia, della manipolazione della graduatoria per l’assegnazione di fondi: pur avendo fatto il percorso di start up d’impresa, e avendo quindi svolto un percorso di partecipazione e verifica che doveva garantire i più alti livelli di punteggio, la società di cui ero membro non ha goduto del finanziamento perché preceduta da ditte individuali presentatesi all’ultimo momento. Non artigiani di pregio: parrucchiere, pizzerie, ditte di muratoria, tutte situate in una particolare zona della città. Naturalmente la libreria, senza fondi, é fallita prima ancora di partire.

Il collocamento fasullo dei disabili Ma, oltre questi, di cui potrei specificare i dettagli, l’episodio più clamoroso di cui sono stato partecipe risale al periodo in cui ho svolto l’attività in un ente pubblico. Oltre all’ordine esplicito di disincentivare le persone che venivano a reclamare un loro diritto, sbattutomi in faccia dal mio dirigente, ho assisto ad una modalità apparentemente tipica di distrazione di risorse pubbliche. L’occasione é stata, malaffare su malaffare, un inserimento lavorativo fasullo di una ragazza con una malattia cronica senza particolari disabilità n&eacuttanto che il suo curriculum traboccava di master e titoli presi in Italia e all’estero, che doveva essere collocata presso un’importante ditta. Mi sono ben presto accorto che l’ufficio, con la complicità del sindacato, in realtà lavorasse per non far adempiere alle ditte gli obblighi di legge rispetto al collocamento dei disabili. Proprio questo era il motivo effettivo del mio richiamo. Nell’ufficio era un via vai continuo di dirigenti e capi del personale che entravano direttamente dalla dirigente per trattare la certificazione di lavoratori già in servizio, che venivano fatti risultare disabili, raggiungendo così la quota prevista di svantaggiati definita dalla normativa. Dovevo seguire il progetto d’inserimento della ragazza per uno stage che si sarebbe immediatamente trasformato in assunzione, il tutto per le conoscenze e le entrature che la sua famiglia poteva vantare (come mi é stato chiaramente specificato dai colleghi).

Crisi da un giorno all’altro Il progetto doveva partire, avevo appena fatto l’ultimo sopralluogo, quando, il giorno dopo stesso la mia ultima visita alla ditta, in cui avevo parlato direttamente con i dirigenti senza che mi avessero comunicato alcuna variazione di programma, oltre alla visione diretta di una impresa in piena attività, il dirigente del mio ufficio mi ordina (le modalità sono queste) di bloccare l’inserimento perché l’azienda aveva dichiarato lo stato di crisi e messo in cassa integrazione straordinaria tutti gli operai: da un giorno all’altro! Non riuscivo a capire. Ho cercato di indagare, chiaramente riscontrando come sempre un pervicace clima di omertà. Alla fine, sono riuscito a sapere che questo metodo, apparentemente usuale, serve alle ditte, con l’assenso del sindacato, per risparmiare gli stipendi e finanziare gli investimenti di fatto stornando denaro pubblico, utilizzando perciò l’ente locale come ssendo un militante politico e sindacale, ho immediatamente sollecitato i rappresentanti della organizzazione di cui allora facevo parte, oltre  a denunciare, pubblicamente, in riunioni e dibattiti, questo episodio come anche tutti gli altri di cui ero stato man mano testimone.

Minacce e intimidazioni Ma le resistenze e le complicità capillarmente diffuse, dipendenti da una macchina perfettamente oliata di controllo e dominio politico ed economico che fa capo soprattutto al partito che spadroneggia nei governi locali umbri, hanno avuto ragione. Sono rimasto isolato e senza lavoro, oltre ad aver subito minacce ed intimidazioni. Dopo la delusione dovuta al fallimento del progetto della libreria, sono andato via da Perugia e dall’Italia. Ora vivo all’estero da quasi cinque anni.

Senza prove? Chiaramente tutto questo in termini di procedimento formale sarebbe del tutto attaccabile. Ognuno di questi fatti, alla fin fine, può essere visto da un’altra angolazione, rientrando quindi nell”opinabile”, nel “soggettivo” – come accade sempre di fronte ai vissuti di vessazione presenti in sistemi organizzati a forte carattere mafioso, faccio notare – : tanto più in termini di onere probatorio. E io, le prove, non ce le ho, come non le ho per le altre centinaia di situazioni che ho visto e vissuto lavorando e facendo politica. Per questa vaghezza dei fatti, per questa apparente aleatorietà delle denunce, che rimbalzano su una barriera inattaccabile fatta di correttezza formale e straordinaria abilità di sviamento, come successo a me, credo che ugualmente anche per molti altri sia difficile rivolgersi alla magistratura. Si badi bene: questo non é un segno di  cattiva coscienza, tanto meno di qualunquismo codardo. È sintomo di paura di restare in balia dell’ostilità inaudita di cui è capace un ambiente che rifiuta di ricon carico il problema, per mancanza di strumenti, certo, ma anche perché profondamente compromesso. Comunque, sta ad ognuno di fare un riscontro, onesto, tra le cose che riporto e la sua esperienza quotidiana. Anche per questo non faccio nomi. Ma questo è ciò che ho sperimentato, e di questa strana realtà in cui i diritti divengono evanescenti, tra legalità apparente e malversazione reale con cui si nutre un vero e proprio regime, ho comunque fatto le spese.

Grazie della vostra attenzione».





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Regime dissipatore by William Wallace

Posted on February 16, 2012 by admin


Pazzìe della casta laziale by Valentina

Posted on February 17, 2012 by admin

Le Olimpiadi 2020 a Roma sono sfumate. La commissione regionale che doveva sostenerle e che costa circa 25 mila euro al mese, è ancora lì.

Consiglio regionale del Lazio, 20 commissioni con venti presidenze (indennità, auto blu, staff…), quando in Lombardia ne bastano 8, in Emilia-Romagna 7.

Quante riunioni sono state fatte nel 2011 per 300.000 euro? Tre!(Fonte)


Regime dissipatore by William Wallace

Posted on February 16, 2012 by admin





Stupenda inchiesta sulla cemntificazione (RAI3)
evazenith from
Bellissimo servizio, ma mette in groppo in gola....Iserniesi, svegliatevi!